Tango bond, venerdì scade l’offerta del 150% del governo argentino

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I risparmiatori italiani che furono danneggiati dal default dei bond hanno tre giorni per aderire alla “offerta standard” che potrebbe chiudere in maniera conveniente un contenzioso che si è protratto per 15 anni.

Marco Muffato di Marco Muffato31 agosto 2016 | 07:13

 A CHI È RIVOLTA – Una buona notizia per i clienti dei consulenti finanziari che furono danneggiati dalla vicenda del default dei Tango Bond quindici anni fa. C’è poco tempo, precisamente fino a venerdì 2 settembre, per aderire alla cosiddetta “offerta standard” del Governo argentino che riguarda tutti i portatori di obbligazioni che non hanno aderito alle due offerte di scambio lanciate nel 2005 e 2010 e non hanno partecipato all’arbitrato Icsid mediante la Tfa.


COSA PREVEDE – La proposta prevede il pagamento in denaro di un importo pari al 150 per cento del valore nominale dei titoli. Sull’opportunità di aderire è da notare che l’offerta è analoga a quella raggiunta dalla TFA Argentina mediante l’arbitrato Icsid, che si è concluso appunto con un accordo poco prima dell’emanazione del lodo arbitrale, e consente di mettersi alle spalle una vicenda iniziata quindici anni fa.
 
LA PROCEDURA – Riguardo la procedura, occorre riempire i moduli presenti nella relativa pagina del Governo argentino http://www.economia.gob.ar/instrucciones-para-la-participacion-en-la-propuesta-preliminar-argentina per poi firmarli e spedirli a mezzo mail all’indirizzo agreementinprinciple@mecon.gov.ar
Esiste anche un percorso guidato dove poter pure verificare lo status della propria pratica. Questo è disponibile nel sito https://www.aipsubmission.mecon.gob.ar/ .
Il sito presenta però alcuni difetti, primo tra tutti l’assenza di alcune obbligazioni nella lista in cui selezionare i titoli che interessano.
 
IL TRATTAMENTO FISCALE -Aggiungiamo che la tassazione dell’accordo è pari al 12,5% della differenza tra la somma rimborsata e il costo o valore di acquisto del titolo, aumentato di ogni onere inerente alla relativa produzione (le commissioni, in pratica) come sancito dalla Circolare 30/E del 28 giugno 2016 dell’Agenzia delle Entrate. Tali redditi costituiscono reddito diverso di natura finanziaria, ai sensi dell’articolo 67, comma 5 1, lettera c-ter), del Tuir, quindi plusvalenze da capital gain con cui si possono compensare eventuali minus precedenti.

AVVERTENZE – Per chi avesse una causa in corso con la propria banca inoltre è da tenere presente che il Giudice potrebbe essere condizionato in maniera negativa dal fatto che il cliente non ha preferito chiudere l’accordo con l’Argentina. In caso di abbandono della causa è molto meglio accordarsi con la controparte ad evitare l’accollo delle spese legali. Per qualsiasi necessità di informazioni ed assistenza è possibile contattare l’associazione di consumatori Aduc www.aduc.it . 
 
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