Mifid 2 volano per Robo for advisor e formazione certificata

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La Survey di Assiom Forex offre uno squarcio inedito sulle ricadute nelle banche chiamate ad adeguarsi alla seconda versione della direttiva europea sui servizi d’investimento, a partire dal 3 gennaio 2018.

Marco Muffato di Marco Muffato27 settembre 2017 | 15:10

La consulenza su base indipendente prevista dalla Mifid 2 non piace alle banche. Che sembrano più disponibili invece all’introduzione di servizi di consulenza tramite piattaforme dedicate ai consulenti, i cosiddetti Robo for advisor o Robo for Advisory. Banche sono un po’ spaventate dall’esplosione di costi imposte dalla necessità di migliorare la consulenza base in direzione di una migliore qualità del servizio, con particolare riferimento a interventi di formazione certificata per accrescere le competenze del personale. Sono alcune delle principali conclusioni della Survey qualitativa, realizzata dalla Commissione consulenza e prodotti d’investimento di Assiom Forex nella persona dei responsabili Raimondo Marcialis (nella foto) e Prospero Simonetti, “sulle tendenze dell’evoluzione dei modelli di servizio della consulenza finanziaria e della distribuzione di prodotti d’investimento in preparazione di Mifid 2”.

Al sondaggio hanno partecipato 22 banche (3 grandi, 5 medie e 14 piccole) per un totale di 13.040 sportelli. Ma vediamo nel dettaglio cosa dice la Survey. L’industria è scettica sul futuro del servizio di consulenza indipendente: il 31,8 delle banche rispondenti ritiene poco probabile l’attivazione del servizio di consulenza indipendente, contro il 27,3% che esclude l’attivazione dello stesso. I propensi all’attivazione di tale servizio sono appena il 13,6%. Il motivo della riluttanza nello scegliere questo tipo di modello sembra essere determinato dalla complessità derivante dalla separatezza organizzativa tra consulenza ristretta e consulenza indipendente (54,5%) più che dalla scarsa propensione del cliente a percepire la qualità del servizio (36,4%). Capitolo Robot per la consulenza: solo il 13,6% delle banche rispondenti hanno già attivato o in essere un progetto per l’introduzione del Robo for Advisor (consulenza erogata tramite piattaforme dedicate ai consulenti) e Robo for Advisory (direttamente dedicate ai clienti) per la clientela retail. La percentuale sale al 22,7 nel caso dei servizi di Robo for Advisory previsti per la clientela private.

Entro il 2018 il 22,7% delle banche rispondenti hanno allo studio l’attivazione di Robo for Advisor per i vari segmenti di clientela. Ma anche la consulenza di base, lo scenario di riferimento per gli intermediari bancari, fa preoccupare le banche che nel 72,7% dei casi temono una esplosione dei costi per l’evoluzione dei modelli (IT, organizzativi), nel 50% dei casi per la formazione. Non incide sul sentiment delle banche la riduzione dei ricavi derivanti da retrocessioni di terzi (22,7%) né tantomeno l’impostazione di nuove strategie distributive (27,3%). E a proposito di training appare certo che le banche investiranno in formazione certificata (notizia che farà enorme piacere a enti come Efpa Italia, preposti al rilascio di certificazioni professionali per i consulenti finanziari e i bancari). Il 100% delle grandi banche, l’80% delle medie e il 92,9% delle piccole dichiara infatti che investirà in formazione certificata.

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