Risarcimento subordinati Mps: un’offerta da accettare al volo

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I detentori del famoso bond “Antonveneta” non hanno bisogno di porsi la domanda: devono accettare il concambio. Per tutti gli altri bond ci sono valide possibilità di rivalsa.

Marco Muffato di Marco Muffato6 ottobre 2017 | 12:00

Domanda. Ho appena letto i dettagli dell’offerta di concambio del Mps rivolta a chi possedeva il titolo a tasso variabile con scadenza maggio 2018. Mi pare sia ottima?

F.G. Padova

Risposta. Non possiamo che confermare l’impressione del lettore. Il Decreto Legge 237 del 2016 convertito nella Legge 15 del 17 febbraio scorso “Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio” prevedeva all’articolo 19, comma 2, lettera a) che il risarcimento fosse erogato ai soli titoli per la cui Sportello Advisoryofferta sussisteva obbligo di pubblicare un prospetto. L’unica emissione dotata di un prospetto informativo in italiano approvato dalla Consob è quella cosiddetta “Antonveneta”, codice IT0004352586, emessa nel 2008 per finanziare in parte l’acquisto dell’istituto padovano. Il 28 luglio sono arrivati i decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze, approvati il 10 agosto dalla Banca Centrale Europea, ed è pertanto avvenuta la conversione di tutte le emissioni subordinate in azioni Mps. L’offerta è rivolta a tutti i possessori di azioni Mps derivanti dalla conversione del bond “Antonveneta” IT0004352586 a eccezione di coloro i quali erano clienti professionali oppure controparti qualificate e/o li hanno acquistati dagli stessi soggetti (diversi dall’emittente o società del gruppo). Soprattutto sono esclusi tutti i titoli dopo il 31 dicembre 2015.

Viene offerto un titolo obbligazionario senior, vale a dire non subordinato, con scadenza 15 maggio 2018 e con un’unica cedola pagabile a scadenza, con un tasso di interesse che sarà indicato nel prospetto informativo e che verrà individuato in un tasso in linea con il rendimento delle obbligazioni non subordinate della banca aventi analoghe caratteristiche, rilevato sul mercato secondario nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione del decreto che ha disposto il burden sharing (28 luglio 2017) e la data di scambio prevista dall’offerta. Sarà anche richiesta l’ammissione a negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione e un internalizzatore sistematico. Il corrispettivo non sarà uguale per tutti. Per evitare di premiare acquisti speculativi infatti il rapporto di concambio sarà calcolato al prezzo medio ponderato di carico, al netto di commissioni e spese, di ciascun aderente alla data del 31 dicembre 2015. In tal modo nessuno potrà ricevere nuove obbligazioni per un valore nominale superiore al proprio prezzo di carico.

L’offerta avrà durata tre settimane, prorogabili, e prenderà avvio entro il mese di ottobre. Dicevamo che bisogna accettare senza nemmeno pensarci. Le azioni ricevute a concambio dei bond subordinati infatti sono state valorizzate al prezzo di 8,65 euro (6,49 euro invece quelle riservate al Ministero dell’Economia) mentre il valore una volta riammesse sul mercato viene stimato nella metà. E gli esclusi dall’offerta? Non devono perdere tempo e valutare se ci sono i presupposti per rivalersi nei confronti della banca che ha negoziato i titoli.

 

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