Farsi pagare l’assegno in banca? Il documento d’identità non basta

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Marco Muffato di Marco Muffato13 ottobre 2017 | 11:05

Un cliente si è recato in un’agenzia bancaria per incassare un assegno a lui intestato, ma gli hanno opposto mille resistenze. Non basta farsi identificare

C. I., Roma

La questione non è semplice come il lettore ipotizza. Gli istituti hanno il dovere di attrezzarsi per limitare le frodi. Specie quando si tratta
 assegni dove c’è un rapporto diretto tra banca e cliente che lo emette. C’è una giurisprudenza assodata che prevede come l’obbligazione a pagare della
 banca sussista unicamente nei confronti del proprio cliente perché scaturisce dal rapporto di provvista e dalla convenzione di assegno.
 Il beneficiario di un assegno non può quindi vantare l’esistenza di un’obbligazione cambiaria in suo favore. La banca è tenuta a eseguire il pagamento su ordine e per conto del cliente che lo ha emesso e non di chi lo riceve. Di qui la mancanza di un diritto del portatore dell’assegno sulla provvista e di un obbligo cambiario dello sportello. Anche la Cassazione (per esempio: 5 agosto 1974, n. 7307; 14 marzo 1997, n. 2303;
18 agosto 1997, n. 7658) obbliga la banca a identi care il cliente mediante le cautele suggerite dalle circostanze del caso concreto,con particolare riferimento al luogo del pagamento, alla persona del presentatore, all’importo
e alla natura del documento.
 Di conseguenza in caso di negoziazione di titoli di non irrilevante valore, l’identificazione va effettuata per conoscenza personale o con l’intervento di 
un notaio. Ciò per adempiere all’obbligazione senza colpa grave. Infatti l’articolo 1992 del Codice civile dispone che il debitore è liberato dalla sua obbligazione
 se adempie la prestazione nei confronti del possessore di un titolo di credito senza colpa
 grave. Per non incorrere in tale responsabilità, la banca è tenuta
 alla verifica dell’integrità fisica
 del titolo e alla identificazione del possessore presentatore del titolo di credito o per conoscenza personale o con l’intervento di un notaio. Non è sufficiente il documento di identificazione.

 

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