Poste Italiane e Mifid 2, così cambierà la rete dei cf

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Tra i consulenti finanziari del gruppo, il 4,7% del personale non potrà operare perché non ha il diploma di scuola superiore e ha meno 10 anni di esperienza. Un altro 13% circa avrà bisogno di un tutor mentre per una quota ulteriore del 5,3% ci sarà bisogno (forse) di un test.

Andrea Telara di Andrea Telara22 novembre 2017 | 10:02

Quanti sono i consulenti finanziari delle Poste che nel 2018, con l’arrivo della Mifid 2, potranno continuare a operare? I numeri li ha dati direttamente l’azienda, in un incontro con i sindacati, dopo aver passato al setaccio le competenze di 14mila dipendenti che oggi possono vendere prodotti d’investimento allo sportello. Nelle scorse settimane, le organizzazioni dei lavoratori avevano chiesto un incontro con i vertici aziendali proprio in vista dei già annunciati cambiamenti nella rete (si veda qui la notizia). Più del 76% di loro (oltre 10mila persone) ha già i requisiti per continuare a operare. Per circa il 23% della rete, invece, c’è bisogno di un po’ di aggiustamenti. In particolare, il 4,7% dei dipendenti non potrà continuare a fornire servizi di consulenza finanziaria (si tratta di oltre 650 persone). Oltre il 13% avrà bisogno di un tutor mentre un altro 5% circa, avendo oltre 10 anni di esperienza ma solo il diploma di scuola media inferiore, potrebbe essere sottopostoa un test di verifica delle competenze. Questi cambiamenti comportano un po’ di inquietudine tra le organizzazioni sindacali che ovviamente si chiedono come verrà risistemato il personale addetto alla consulenza finanziaria, privo dei requisiti giusti per continuare a dare consigli di investimento allo sportello.

Ecco, di seguito, un testo del comunicato unitario dei sindacati Slp-Cisl,Failp-Cisal, Confsal Com.Ni, Ugl-Com.Ni

COMUNICATO UNITARIO
Si è svolto ieri l’incontro da noi richiesto sulle ricadute derivanti dall’introduzione delle modifiche al regolamento intermediari in recepimento della direttiva 2014/65/UE, c.d. “MIFID2”.
L’azienda, nella sua presentazione, ha illustrato le aree di impatto sul personale in conseguenza delle caratteristiche di conoscenza (titolo di studio) ed esperienza (anni di applicazione), richieste dalla normativa, per continuare ad operare nel settore.
Dall’analisi effettuata sui circa 14.000 applicati è emerso il seguente quadro:
➢ Il 76.7% risulta in possesso, già alla data del 3 gennaio 2018, di entrambi i requisiti previsti e, pertanto, potrà continuare ad operare regolarmente.
➢ Il 5,3% risulta in possesso di diploma di scuola media inferiore e 10 anni di anzianità e potrà continuare la propria attività. L’azienda si è però riservata di comunicare, su indicazione della CONSOB, l’eventuale necessità di sottoporre detto personale ad un test di verifica delle conoscenze.
➢ Il 13,4% risulta in possesso del titolo di studio ma non degli anni di esperienza necessari e potrà esercitare unicamente “sotto supervisione” da parte di un “tutor” che già possegga i requisiti richiesti.
➢ Il 4,7%, privo di diploma quinquennale e con meno di 10 anni di esperienza, non potrà continuare ad operare nell’ambito della consulenza MIFID.
Come OO.SS. abbiamo stigmatizzato il ritardo con cui l’azienda ha affrontato una materia così complessa e delicata, portata al tavolo solo su nostra sollecitazione, senza l’opportuno coinvolgimento dell’Ente Bilaterale per la formazione e senza aver preventivamente effettuato i corsi di 60 ore di formazione, previsti dalla normativa che, dimezzando gli anni di esperienza richiesti, avrebbero allargato la platea degli aventi titolo ad operare da subito e ridotto i rischi connessi all’attività di “supervisione”.
Per quanto riguarda coloro che dal 3 gennaio 2018 non potranno più effettuare attività di consulenza MIFID, circa 600 lavoratori, abbiamo rivendicato la salvaguardia della loro professionalità, chiedendone l’applicazione in attività specialistiche di Finanziamento/Assicurative, su ruoli NoMIFID già presenti oppure modificando i portafogli in modo da avere una maggiore possibilità di applicazione, evitando il più possibile processi di mobilità.
Per quanto riguarda i lavoratori in possesso di diploma “Magistrale” quadriennale, ad oggi compreso nel 4,7% dei lavoratori esclusi, abbiamo convenuto, essendo comunque un diploma di scuola media superiore, di esperire i passaggi necessari con CONSOB, al fine di equipararlo a un diploma quinquennale.
Abbiamo avanzato al tavolo la richiesta, recepita dall’azienda, in ordine ai futuri criteri di selezione di tale personale attraverso un job posting interno allargato a tutto il personale di Poste Italiane.
Inoltre abbiamo richiesto il consolidamento nei ruoli aziendali dei circa 240 CTD assunti come specialisti o promotori, ancora in servizio o cessati di recente.
L’azienda, convenendo sugli argomenti evidenziati, ha condiviso la necessità di approfondire gli sviluppi di questi temi in un prossimo incontro.
Roma, 21 Novembre 2017
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLP CISLFAILP CISAL CONFSAL COM.NIUGL COM.NI

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