Mifid 2, istruzioni per l’uso

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Cosa cambia da oggi con l’avvento della direttiva Mifid 2? Per scoprirlo pubblichiamo di seguito un’analisi di Francesco Priore.

di Redazione3 gennaio 2018 | 08:30

Cosa cambia da oggi con l’avvento della direttiva Mifid 2? Per fornire una bussola ai lettori proponiamo di seguito gli articoli più seguiti sull’argomento, pubblicati dal nostro sito. Qui un’analisi di Francesco Priore (nella foto), docente di marketing finanziario all’Università di Ferrara, grande conoscitore del settore della financial advisory e tra le personalità che negli anni ’90 hanno promosso la nascita dell’Albo dei promotori finanziari (poi ridenominati cf)

La Mifid 2 è una direttiva molto “direttiva”, norma anche i dettagli e le sue caratteristiche sono state già esaustivamente analizzate, dunque mi limito a esaminare solo due aspetti e a ipotizzare alcune possibili conseguenze. La direttiva europea garantisce la trasparenza dei costi ai consumatori ma non fa cenno al pesante incremento generato dai nuovi obblighi. L’altro aspetto è che le procedure diventano sempre più stringenti. Avverrà come per le precedenti che hanno tutelato soprattutto i regolatori? Le garanzie per i risparmiatori sono inversamente proporzionali al numero di documenti da firmare.
Le firme apposte per la profilatura o per esempio le 15 e più firme necessarie per l’apertura di un c/c non sempre hanno tutelato i correntisti.

FINTECH VINCENTE NEI MERCATI TORO – Lo sviluppo del Fintech previsto dalla direttiva si rivelerà più
utile per gli intermediari e i consulenti che non per i clienti. Gli intermediari infatti potranno affidare a macchine la clientela retail, dirottando i consulenti verso i private e nuovi mercati come il credito e i rami danni, ricavandone un incremento dei margini che andrà ad aggiungersi alla rottamazione degli esuberi. I consulenti useranno il Fintech per assistere professionalmente i clienti, assolvendo così l’obbligo di proporre soluzioni a patto che siano migliorative e vantaggiose. Il Fintech, per gli investitori, potrebbe seguire passivamente il mercato, nel senso che se è Toro sarà utilizzato perché far da sé e guadagnare piace, se il mercato è Orso potrebbe essere trascurato. C’è un precedente oggettivo, il collocamento online di prodotti finanziari nei periodi Toro negli Usa ha superato il collocamento tramite consulenti. Viceversa è accaduto nei periodi Orso. I risparmiatori fai da te comprano in salita e svendono in discesa. Il Fintech forse potrebbe aiutare a perdere di meno.
Lo strumento migliore per limitare i danni è la relazione personale tra il cliente e il consulente. Questa relazione è, a detta della Direttiva, l’attività professionale del consulente. La relazione personale con un robo-advisor è un ossimoro?

UN MILIONE DI CLIENTI RIASSEGNATI – La Mifid 2, nell’ipotesi che riduca 
i ricavi, rappresenterà un costo
per i consulenti, perché dovranno dotarsi di un portafoglio adeguato. Il portafoglio medio oggi supera i 20 milioni, in prospettiva a breve un portafoglio da 30 milioni sarà quello minimo per i consulenti affermati. La riduzione dei consulenti produrrà un aumento dei clienti riassegnati. A spanne questi si aggireranno tra i 700mila e un milione. Bisognerà gestire le riassegnazioni in modo innovativo per trattenere in casa clienti e asset faticosamente acquisiti. Meno consulenti però come potranno assistere altri 30-40 nuovi clienti, quando già oggi ne seguono in media circa 170?
Di qui la necessità di sviluppare tecniche più efficaci ed efficienti di riassegnazione. I clienti marginali saranno abbandonati? Forse.
Di certo non sono appetibili
per chi offre consulenza su base indipendente. Gli esuberi? In parte migreranno verso reti di nicchia o di mediazione creditizia.

OCF DIVENTERÀ UN’AUTHORITY – L’Organismo che sovrintende
al settore della consulenza,
l’Ocf, dovrebbe andare a regime nella stagione autunno-inverno 2018/2019. Finalmente i cf autonomi potranno iscriversi all’apposita sezione dell’Albo unico. Per questi sono prevedibili obblighi e oneri organizzativi e patrimoniali che oggi non esistono. Le difficoltà con le nuove regole non mancheranno; i neo
fee only avranno vita difficile
per organizzarsi in maniera individuale, nasceranno gli
studi associati o altre società di consulenza. L’Ocf quando eserciterà tutte la sua attività, tenuta Albo e Vigilanza, si trasformerà in una mini authority, si allontanerà sempre di più dalle origini dell’associazione che l’ha creata e poi gestita negli ultimi 10 anni con i rappresentanti degli intermediari e si avvicinerà sempre di più alle istituzioni governative, che vorranno avere voce in capitolo e a Banca d’Italia come già per l’Oam e l’Ivass, previsione già avanzata anni addietro.

CF, 10 ANNI PER DIVENTARE ORDINE –Le innovazioni potrebbero costituire, a questo punto, l’occasione per auspicabili cambiamenti radicali.
L’Anasf, l’associazione dei consulenti che ha promosso l’Albo Consob, l’Apf e l’Ocf, potrebbe progettare la trasformazione di quest’attività in una professione ordinistica, trasformandosi in, o generando, un Ordine con autogestione. Ci vorranno 10 anni? Ci son voluti 14 anni per realizzare il primo Albo, poi 16
per Apf e 10 per Ocf. Bisognerà istituire un regolare corso di laurea, un esame di abilitazione e poi definire protocolli da rispettare. I professionisti potrebbero operare per conto di un intermediario, appunto come i medici negli ospedali, come gli avvocati negli studi legali, o fare i liberi professionisti, specializzarsi e così via. Lo sforzo che i commercialisti stanno facendo per entrare nell’Albo è la conferma che il tempo dell’Ordine dei consulenti è prossimo. Tra 10 anni, dopo 60 anni di attività, potrebbe essere un onorevole traguardo.

RISPETTO PER I RISPARMIATORI – Non si può eludere un problema che alcuna direttiva è riuscita realmente a risolvere, la tutela 
vera dei risparmiatori. Problema che si vuol risolvere impartendo educazione finanziaria. Ai risparmiatori di conseguenza arriva il messaggio che la colpa per i danni subiti dipende da loro perché sono diseducati se non addirittura maleducati finanziariamente. È un ribaltamento della realtà.
 Per tornare all’esempio del
medico, il paziente che va a farsi curare dovrebbe al più rispettare norme igieniche e non possedere educazione sanitaria, altrimenti perché andrebbe dal medico? L’educazione va impartita ai giovani, l’informazione ai cittadini, ai risparmiatori è dovuto rispetto.


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