Mifid 2, anche Capezzone dice la sua

A
A
A

Mifid 2 è un delirio normativo?

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti11 gennaio 2018 | 14:55

Da quando Mifid 2 è entrata ufficialmente in vigore (il 3 gennaio 2018, ndr), innumerevoli sono state le valutazioni di merito fornite dalle più svariate realtà del risparmio gestito nazionale e internazionale. Oggi vogliamo riportarvi una voce non appartenente alla schiera degli operatori del mercato, ma non per questo meno conosciuta. Stiamo parlando di Daniele Capezzone, noto politico italiano, ex portavoce del Popolo della Libertà e Forza Italia, che dice la sua sulla normativa con toni piuttosto critici, ripreso sulle pagine di Consumerismo.it . Ecco di seguito un estratto delle sue valutazioni, vi invitiamo come sempre a dire la vostra nei commenti all’articolo.

“La lucida e acuta Juliet Samuel ha aperto il dibattito sul Telegraph: da Bruxelles arriva una nuova catastrofe (iniziamo a familiarizzare con il nome: Mifid 2), ma qui in Italia nessuno sembra accorgersene.

Premessa doverosa: nell’edizione che ho nel mio scaffale, “Delitto e Castigo” di Dostoevskij è lungo 600 pagine. Ecco, moltiplicate “Delitto e Castigo” per “undici virgola qualcosa”, arrivate alla quota-monstre di 7mila pagine fitte fitte, e comprenderete che siamo dinanzi alla “medaglia d’oro olimpica di tutti i tempi” dell’atto normativo più spaventoso, della gabbia burocratica più selvaggia e pericolosa mai immaginata da mente (perversa) umana.

Di che si tratta? Di una nuova normativa europea (lunga appunto 7 mila pagine!!!) per prevenire il cosiddetto market-abuse nel settore finanziario. E già l’impronta ideologica di fondo è autolesionistica ai limiti del masochismo più estremo: anziché avere come obiettivo la creazione di un ambiente favorevole alla crescita, tutta l’attenzione, tutto il focus europeo è concentrato su come ostacolare il cavallo, su come metterlo dinanzi a una sequenza di salti, fossati, barriere, riviere…

Tralascio, oltre a questo, l’osservazione più ovvia: chi può mai (al momento del varo di una normativa) avere il quadro d’assieme delle 7 mila pagine? Nemmeno il legislatore più geniale, nemmeno il giurista più illuminato, nemmeno l’economista più brillante può ambire a una comprensione e a una conoscenza piena di ciò che si sta per varare quando l’estensione del testo raggiunge questi livelli inconcepibili. E già per questo c’è da mettersi le mani nei capelli.

Ma entrando nel dettaglio c’è da rimanere addirittura pietrificati. Premessa: nell’eurozona la media mensile (ripeto: mensile) di transazioni riguardanti azioni di società raggiunge il numero di circa 150 milioni di operazioni. Ecco, secondo Mifid 2, per ciascuno di quei 150 milioni e passa di transazioni, le “trading firms” dovrebbero attrezzarsi per conservare oltre 60 tipi di dati e elementi (ripeto: per ciascuna operazione!!!), per un tempo di cinque anni. E per lo stesso tempo, e sempre per ogni singola transazione, dovrebbero anche conservare copia o registrazione di ogni telefonata, riunione, mail, chat e conversazione.

E sto parlando solo delle transazioni riguardanti azioni. Ma regole specifiche sono previste anche per ogni altra transazione: in obbligazioni, in derivati, in altri strumenti finanziari!!!

Giudicate voi. A questo punto, per miliardi e miliardi di operazioni, ogni anno quale sarebbe il costo regolatorio, l’impazzimento burocratico, il delirio normativo? Immaginate i costi per implementare tutto, i costi per adeguarsi alla normativa, il rischio (la certezza) di sbagliare, l’essere esposti a sanzioni, il rischio (di nuovo: la certezza) di un trattamento disomogeneo di situazioni simili, eccetera eccetera.

Insomma, alla follia fiscale (per cui il mondo ha aperto una sacrosanta gara ad abbassare le tasse, mentre l’Ue vuole ingessarsi in un sistema di omogeneità forzata a tasse alte), si aggiunge questa devastante bomba regolatoria fabbricata dai cuochi di Bruxelles”.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Bnl-Bnp Paribas LB gonfia la rete

Addio all’Albo per un ex Fineco

Il fintech bussa in casa Anasf

L’eleganza ad alta temperatura

Multilife, quando i valori non hanno età

Consulenti, 10 consigli per costruire una leadership perfetta

Invesco investe sui consulenti

I due driver della consulenza finanziaria

Sri insieme ai consulenti

Nuovo Albo, Nafop e un sogno (prima) di mezza estate

OCF, la soddisfazione delle scf in attesa del 2019

Consulenza a distanza, l’avanguardia firmata Südtirol Bank

Consulenti, i mesi giusti per cercare lavoro

L’assist del Mef a Consob in vista del nuovo Albo

Caccia grossa a 2000 consulenti

Consulenti, una nuova vita da indipendente

Parola ai consulenti, sulla Road to the future

La nuova privacy invade la consulenza

Consulenti, meglio il portafoglio del curriculum

Ascosim dalla parte del Santo Padre

La grande bellezza di Mediolanum

Consulenti, il bersaglio di Bergoglio è sbagliato

La “predica” di Papa Francesco ai consulenti finanziari

Consulenti, cresce la concorrenza di banche e Poste

Tutela del risparmio e banche, le mosse di Lega e M5S

Consulenza indipendente, in Italia “mission impossible”

Fideuram va in buca

Anasf sempre presente per Efpa

Widiba, la versione di Giacomelli

Efpa, oggi è il Deroma day. Il saluto di Ambrosi

Caro consulente, come tratti i tuoi clienti?

Che Cifa Anasf a Monaco

Consulenti: andiamo alle terme con Enasarco

Ti può anche interessare

Arbitro Consob, boom di ricorsi

Nel 2017 sono arrivate 1.839 istanze di rimborso, contro le mille previste. ...

IWBank, 100 consulenti e wealth banker nel nuovo advice center

La struttura ospiterà circa 100 tra consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede e weal ...

Nafop a tutto campo su Albo, requisiti e Iva

Intervista esclusiva a Cesare Armellini, Presidente di Nafop ...