Banca Generali, utile al record storico

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L’utile netto del 2017 è il più alto di sempre a 204,1 milioni di euro, con un aumento del 31% rispetto al 2016. Le masse crescono del 17% a 55,7 miliardi di euro.

Chiara Merico di Chiara Merico9 febbraio 2018 | 13:49

UTILE RECORD – Banca Generali archivia l’esercizio 2017 con l’utile netto più alto di sempre a 204,1 milioni di euro, con un aumento del 31% rispetto al 2016. Lo fa sapere una nota, secondo cui l’accelerazione nei profitti è stata guidata dalla spinta in avanti nella crescita dimensionale con le masse in salita del 17% a 55,7 miliardi di euro, accompagnata da un’accurata ed efficiente gestione operativa (34 bps i costi operativi sulle masse totali), e dalla capacità di sviluppare soluzioni d’investimento sostenibili (contenitori al 51% delle soluzioni gestite). Grande attenzione alla solidità patrimoniale con i ratios ai livelli più elevati nel settore: +180 punti base sia per il CET1 al 18,5% che per il TCR al 20,2%. Esaminando nello specifico i dati di bilancio: il margine di intermediazione si è attestato a 450,6 milioni (+18,9%), beneficiando in particolare del forte progresso delle commissioni nette (+29,9%). Tra le commissioni lorde, alla costante crescita delle commissioni di gestione (587,1 milioni, +19%) si è accompagnato il significativo incremento delle commissioni bancarie e d’ingresso (58,3 milioni, +29%) che mostra i primi risultati delle iniziative volte alla diversificazione delle voci di ricavo ricorrenti con nuove iniziative di cui alcune già avviate, in particolare la consulenza evoluta, ed altre che si aggiungeranno a breve.

BENE LE COMMISSIONI VARIABILI – La positiva dinamica delle commissioni variabili legate ai mercati finanziari (115 milioni contro i 67 milioni dello scorso anno) è stata in parte controbilanciata dalla contrazione dei risultati dell’attività di trading (18,1 milioni, -47,9%) per effetto dell’approccio prudente agli investimenti e la minore volatilità nell’esercizio rispetto al precedente. Il margine d’interesse è salito del 5% a 61,4 milioni. Negli ultimi mesi è aumentato il profilo difensivo del portafoglio di tesoreria e, conseguentemente, la posizione di liquidità depositata in BCE (pari a circa 500 milioni a fine dicembre, e in ulteriore incremento ad inizio 2018 a 850 milioni). A fine 2017 il portafoglio obbligazionario della banca si confermava su posizioni tradizionalmente prudenti a 5,7 miliardi (+8%) con una duration complessiva pari a 1,7 anni e una maturity di 3,7 anni. I costi operativi sono risultati sensibilmente inferiori alle dinamiche di crescita con un aumento del 3,2% a 187,9 milioni. La voce si confronta con un aumento delle masse del 17% e ricavi ricorrenti del 19%, confermando l’elemento di forza della banca nella capacità di sfruttare la leva operativa nella gestione. L’eccellente risultato include peraltro ulteriori costi per lo sviluppo di progetti nel digitale, oltre all’aumento delle dimensioni operative. I costi includono poi €4,7 milioni di contributo ordinario al Fondo Nazionale di Risoluzione Bancaria (BRRD) e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) a cui andrebbero aggiunti 3,0 milioni inclusi nelle rettifiche di valore di poste non ricorrenti per la partecipazione al fondo risoluzioni. L’incidenza dei costi sulle masse complessive si è ulteriormente ridotto a 34 bps (38 bps a fine 2016) mentre il cost/income ratio si è portato a 39,9% su base reported (con una contrazione di 6,5 punti percentuali). Al netto delle commissioni variabili, il cost/income ratio si attesterebbe al 53,6% (dal 56,4% dell’anno precedente).

CRESCITA A DOPPIA CIFRA – L’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Il miglior anno nella storia della banca con una crescita importante, a doppia cifra, in tutte le principali voci non solo commerciali, ma anche di redditività nel conto economico. L’efficienza operativa e lo sviluppo delle attività ricorrenti confermano la solidità di un modello di business dalla crescita sostenibile nel tempo. Il forte sviluppo della raccolta e delle masse è stato accompagnato da investimenti mirati nella qualità delle nostre persone e in progetti innovativi che ci consentono di affrontare al meglio le sfide normative e di mercato, garantendoci un futuro sempre più da protagonisti nel private banking in Italia”.

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