AGGIORNAMENTI LIVE: Fiumi di commenti sul caso Sanpaolo Invest

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I lettori si scatenano dopo la lettura dell’articolo record di Bluerating

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti27 marzo 2018 | 09:34

Continuano a piovere i commenti in merito all’articolo “Consulente accusa, Sanpaolo Invest risponde“, pezzo che si è rivelato essere il più letto della storia di Bluerating.com.

Per dare massimo risalto alle parole dei nostri lettori, la redazione di Bluerating.com ha deciso di riportarvi in calce i diversi punti di vista. Continuate a commentare e noi aggiorneremo in tempo reale questa pagina.

Sopra il testo troverete il nickname di colui che l’ha inviato.

Anonimo
Tutti qui i commenti? Quale migliore occasione per denunciare quello che succede in queste realtà…
Le minacce dirette e indirette, palesi e velate, lo stalking, il mobbing per “ammorbidire” tutti quei consulenti che vorrebbero stare fuori da certe regole impartite dai manager e dalle direzioni, aiutati dal collega vicino di scrivania che si è venduto per ottenere qualche riassegnazione clienti…
Questi manager che ti rovinano solo perché non gli scodinzoli dietro…non saranno tutti così ma la maggior parte si.
Forza…denunciate!

Radius
Carissimi amici di penna, come nel film “ Caccia a Ottobre Rosso “ ho Tupolev alle calcagna pronto ad eliminarmi……..ma spero di consegnarmi presto all’America…
Vi esorto dalla mia piccola valle( lontana dalle metropoli) a non cedere alla lusinga del 150% calcolato sull’indennità di portafoglio( di cui il 100% lo pagherà il beneficiario della riassegnazione ed il 50% la munifica Sim) anche perché ve la daranno in 24 mesi onde evitare che voi “ furbetti del quartierino” facciate sgarri alla vostra amata Sim.
La cancellazione dall’Albo equivalente alla forca non si addice a chi vuole vivere!
Tenete duro e resistete ai consigli del tipo” Dimettiti e non faremo retetion” Hanno pronti gli assaltatori con numeri e posizioni.
Guardatevi intorno e cercate una soluzione.
Ne va della vostra vita, dei vostri figli( i miei sono 3) della vostra famiglia.
Non scendete a patti.
Buona sorte a tutti

Salvatore
Cari Colleghi i nostri manager avranno il bonus sulle teste tagliate vogliategli bene !!!!

Giorgio
per chi è costretto a lasciare la cosa potrebbe rivelarsi una opportunità…

Leonardo
Quindici anni fa nella banca per cui avevo lavorato come pf per i precedenti 13 anni, ricevendo zero clienti, zero immagine, zero formazione vera (solo vendita commerciale circondato da manager e supervisori arroganti e tecnicamente molto ignoranti) e danni economici rilevanti (per me), dopo aver costruito da solo un portafoglio di oltre 140 clienti e dopo aver aperto più di un ufficio interamente a mie spese, fui invitato ad andarmene perchè non intendevo vendere la porcheria che stavano piazzando a tappeto ai clienti dell’epoca e perchè non ero tra i maggiori portafoglisti.
In quei giorni presi la cosa molto negativamente e mi sembrò che tutto mi stesse cadendo addosso, anche perchè erano molto abili a metterti in un angolo e a farti sentire una nullità rispetto ai colleghi che “producevano”.
Oggi io faccio ancora il consulente, loro invece sono stati comprati da altri più grossi e alla fine comunque la banca che ne è risultata è finita in liquidazione diversi anni fa…
L’unica cosa di cui mi sono pentito è stato di non essermi svegliato prima, molto prima…

Francesco
Classica mossa delle grandi reti che continuano a trattare i cf come “carne da macello”. Rideranno molto meno quando con la consulenza veramente indipendente in Italia si svilupperà’ come negli altri paesi piu’ evoluti.

Roberto
E’ così anche nella mia rete …
A me non tocca ma ritengo sia vergognoso
Il collega che ha detto che con portafogli più piccoli si spennano di più i clienti forse il portafoglio se l’è fatto con i clienti riassegnati e nella mia esperienza è vero il contrario…

Pietro
beh, dalla risposta in bancoburocratese stretto si evinche chiaramente che dicono che….. è vero!

Luigi
Me too….sono anch’io uno dei terminati. Ho una domanda x Massimo: ma ti hanno proposto il pagamento dell’indennità di portafoglio al 100% o al 150% come ha scritto il collega anonimo?

Gino
Quello che ha raccontato il consulente della lettera e Andrea nei commenti è verissimo.

Tiziana
Sono un consulente finanziario che rientra nella carneficina (termine adatto alla situazione) che sta facendo Sanpaolo Invest. Confermo tutto quello già detto dai colleghi, vorrei solo chiedere al primo collega “coraggioso” in cosa consiste precisamente il pagamento del 150% dell’indennità di portafoglio (forse anche quest’aspetto è tenuto nascosto dall’azienda che magari vuole il nostro portafoglio e pagarci il meno possibile…).
Le regole dovrebbero essere uguali per tutti i consulenti in questione che accettino direi in modo quasi forzoso ed a malincuore di lasciare il portafoglio e cancellarsi dall’Albo per 2 anni, occorre trasparenza!

Cristofaro
Sono ex-Pb e sono stato vittima di stalking , non ho denunciato e persino mi sono beccato delle cose pazzesche . Chi vuole contattarmi lo potrà fare attraverso la mia mail cristofaro.giordano@gmail.com indicando il vs n° di telefono o di cellulare e sarete contattati personalmente .Vorrei che unissimo le forze perché da soli non si va da nessuna parte. Ci sono mille ragioni che si potrebbero sviscerare e metterli su un tavolo .
Bisogna crederci.
Cari colleghi saluti.

Michele Fedele
scenario che condivido

Paolo
Sono anche io un “improduttivo” al quale é stato dato il termine ultimo del 31 marzo per dare una risposta, altrimenti minacciano di revocarmi il mandato. La situazione é diventata allucinante, con tutta la catena manageriale che si é trasformata in una stuola di tagliatori di teste, non solo per seguire il diktat dell’azienda ma anche per interessi personali. Fanno gola infatti i portafogli dei circa 500 consulenti che, nelle segrete (ma non troppo) stanze dei managers, sono giá oggetto di divisione tra i colleghi, in genere quelli che sono degli adulatori degli stessi managers. Stanno inoltre anche incentivando gli ultra sessantenni ad andare in pensione prima del tempo, sempre con l’obiettivo di riassegnare il portafoglio ai soliti noti, ovvero i signorsì, quelli che si vantano di fare i PCT, di far sottoscrivere SEI ( servizio di consulenza evoluta che non da alcun vantaggio ma solo un macigno di costi al cliente), di riempire i clienti dei vari contenitori assicurativi o finanziari con costi triplicati.
Chi non fa fa parte di questo esercito di adulatori viene messo alla berlina, alle volte anche con mortificazioni pubbliche. L’obiettivo della Azienda é evidente, formare una rete fatta soltanto di consulenti con portafogli molto opulenti, non guadagnati col proprio lavoro ma con giochi di riassegnazioni ad hoc, in barba anche alle decantate e regolamentate procedure che altro non sono che una farsa. Alla fine fanno quello che vogliono, a noi non resta che cambiare azienda, non ci é data altra possibilità.

Anonimo
Conosco San Paolo invest…
Questi consulenti sono stati fin troppo educati e professionali nell’esprimere le loro opinioni. Il giornalista che ha scritto questo articolo dovrebbe andare più in profondità e non solo in questa realtà ma anche in altre…

Massimo
Sono un consulente finanziario Sanpaolo Invest, voglio prima rispondere ad Andrea: se un consulente vuole spennare un cliente lo fa sia con 10 clienti che con 300, fa parte della sua “dote…”.
Confermo tutto quello che ha esplicitato in modo esaustivo il mio “coraggioso” collega; sì coraggioso, in quanto è facile per il grande prendere determinate decisioni alquanto incresciose all’interno dell’azienda senza divulgarle al mondo esterno fatto di consulenti, clienti, di persone che ti giudicano…
Anch’io sono un consulente che rientra nella carneficina che si appresta a fare tale società nei confronti di tutti i consulenti che hanno un portafoglio inferiore a 5.000.000,00 euro (tutti gli altri dati per la società non contano!!!).
Tale decisione mi è stata comunicata da circa 1 settimana e l’azienda vuole che entro pochi giorni decida cosa fare del mio futuro, lasciare il portafoglio, costruito con tanti anni di sacrifici, in azienda a beneficio dei grossi portafoglisti oppure andare verso un’altra società magari più seria eticamente.
Dagli organi di stampa Sanpaolo Invest/Fideuram ha un utile di ben 871 mln al 31/12/2017, non si direbbe un’azienda in crisi…ma nonostante ciò taglia le gambe ai suoi consulenti; inoltre, la società si posiziona tra le big del settore in termini di stock e numero di consulenti, ma non sicuramente per etica e morale nei confronti di tutti quei consulenti che hanno sempre lavorato con passione, impegno e che si sono anche distinti per la raccolta in positivo negli anni e che hanno anche partecipato alle varie iniziative commerciali (insomma Pb in positivo al 31/12 di ogni anno!) e che da un momento all’altro vengono cacciati via…
Quello che sta adottando l’azienda, sicuramente non è un bel comportamento neanche nei confronti dei clienti dei consulenti coinvolti(sì il cliente è della banca, ma se non fosse per il fattore umano, il consulente, la banca sarebbe una scatola vuota…) che hanno instaurato negli anni un rapporto professionale ma soprattutto di fiducia personale costruendo insieme progetti d’investimento da condividere insieme.
Come dice il mio collega, la futura Intesa Private Banking sarà solo per pochi eletti con grossi portafogli derivanti anche dalle riassegnazioni dei nostri (per quel che rimarrà…, dato che il rapporto di fiducia s’incrina con il consulente ed indirettamente anche con il cliente che verrà a conoscenza di tali comportamenti).
Sì il sogno dell’azienda è avere solo mega portafoglisti, ma chissà se ce la faranno individualmente a gestire il tutto ed ad offrire un’ottima consulenza al cliente…si faranno sicuramente aiutare da una o più segretarie violando così anche la privacy del cliente utilizzando il supporto informatico o addirittura far seguire la clientela da persone che non hanno neanche i requisiti per poter svolgere tale professione( come spesso avviene negli uffici…a tal proposito invito gli uffici preposti a vigilare su questo fatto).Il consulente ha la sua clientela e la deve seguire personalmente, la segretaria non può svolgere compiti che competono obbligatoriamente al consulente.
Purtroppo l’azienda oggi pensa al suo business, ad aumentare il portafoglio procapite per consulente, certo questo fa comodo al reclutamento di elevato standing, ma purtroppo in tutta questa storia il consulente è solo un numero, e quello sotto i 5.000.000,00 euro è da tagliare…anche se ha sempre lavorato con onorabilità e gode della stima e fiducia della clientela che ha sempre seguito.
A voi le vostre considerazioni a riguardo, direi che nel mondo della finanza ci servirebbe più morale, etica e meno freddezza e rigidità prima di prendere certe decisioni.

piero
Ma nessuno si è posto la domanda di quanta redditività per il consulente, in ottica mifid 2, possa essere generata da un portafoglio di 5 mil?
Due i casi: o si tratta di un’interpretazione da “dopolavoro” e quindi difficilmente inquadrabile nella categoria “professionisti” oppure a casa la pagnotta viene garantita da qualcun altro…
Sicuramente la valutazione manageriale terrà conto anche della anzianità dii servizio, ben diversa la situazione di un neo inserito con un portafoglio di 5 mil costituito in un paio d’anni dalla situazione di chi svolge l’attività con un simile portafoglio da molti anni.
In questo caso la domanda sull’opportunità di continuare questa bellissima e gratificante attività dovrebbe porsela (prima) il consulente stesso.

nessuno
innanzitutto bisogna eliminare tutti quei managers, che mangiano la pappa a iosa e sputano sentenze arricchendosi sulle spalle del PF;
in secondo diminuire i lauti stipendi di dipendenti, direttori ecc.ecc. che lavorano in queste realtà.

lorenzo
Stessa situazione già qualche anno fa quando decisi di andarmene: bella facciata di società di consulenza, multibrand…tanti bei paroloni…poi manager che ti spingono a piazzare prodotti discutibili. E lo fanno con tanta convinzione da farti dubitare: del resto chi sei tu che vai controcorrente rispetto ad altri 5000?
Nulla viene considerato, non l’impegno ed il sacrificio, non l’onestà professionale, nulla.
Se non fai budget, se non rispetti le direttive di marketing, diventi una mela marcia, che rischia di guastare tutte le altre e quindi va tolta dal cesto. Senza alcuna considerazione. Senza un minimo di rapporto umano. Un numero. Piccolo.
Eppure continuo a dormire sereno e guardare in faccia i miei figli consapevole di fare ciò che va fatto come va fatto.
Non poco.

Viterbo 2000
ma l’Anasf dov’è? e da che parte sta ?

paolo
ma Anasf cosa sta facendo????
incassa solo il contributo e basta????

Anonimo
Anche nella mia società è così; hanno cacciato il vecchio area manager del Sud Italia ma i district, quelli che fanno i danni veri, sono ancora lì…… non sembrano uffici della banca ma uffici di uno studio privato, tutti i clienti da riassegnare e quelli che chiedono informazioni vanno sempre alle stesse persone…..i consorzi tra i promotori sono gestiti allo stesso modo……non si sa quanti soldi la banca da ai manager e non si sa quanti loro ne girano ai consorzi, e i promotori pagano quote esagerate…..

paolopietro
Io lavoro in SanPaoloInvest. La media delle remunerazioni per un portafoglio di 4 miloni di euro (ma molti dei consulenti in questione non hanno nemmeno quelli) sono dallo 0,2% al 0,5%. Il che vuol dire che al massimo il promotore incassa 20.000 euro lorde di provvigioni. Le ritenute di acconto, i contributi enasarco,i bollettini inps dei commercianti, le spese di ufficio, la spesa del commercialista e se non usano l’auto il costo della bicicletta, ammontano a non meno di 15000,00 euro l’anno. Mi spiegate come fanno a vivere quei consulenti? da chi prendono i soldi per mantenersi? se poi i soldi di famiglia non bastano, potrebbero essere tentati di compiere qualche operazione poco chiara ai danni dei clienti. Io ho lavorato anche in altre realtà del settore e ovunque senza lavorare duramente non ho mai ottenuto niente. e poi chi non lavora non fa…

anonimo
In Fideuram i consulenti sono obbligati a fare determinati prodotti dal fatto che altri servizi (molto spesso migliori) non sono retribuiti come quelli che la banca pretende (alla faccia della mifid), per cui i promotori devono spesso decidere se fare la fame dando un servizio al cliente, oppure se dare al cliente lo stesso servizio ma con costi di molto maggiori per sbarcare il lunario. Gli stessi Pb top, molto spesso sono costretti a manovre di un certo tipo per fare il budget senza il quale verrebbero boicottati dallo stesso manager. Senza parlare della consulenza a pagamento che il pb non può levare al cliente perché verrebbe preso di mira dai vari rm, dm, e am. La classe manageriale è arrogante e si passa il tempo a mostrare i propri muscoli minacciando e ricattando i propri pb
I numeri parlano chiaro, il numero dei pb è diminuito e non solo per le epurazioni sconsiderate e animali che fanno a promotori piccoli (con famiglia), a cui magari mancano pure meno di 2 anni alla pensione, ma anche dai passaggi in altre aziende che avvengono e che non vengono pubblicizzate. Il potere mediatico di fideuram è incredibile.
Inoltre condizionano le case di gestione nel farsi pagare il campus minacciandole di levarle dalla propria gestione patrimoniale o dai portafogli consigliati. In questa maniera molto spesso ci ritroviamo portafogli con fondi che non vengono selezionati per la loro bravura ma per l’obolo che pagano a fideuram. Inoltre ai pb viene impedito il dialogo con queste società perché devono succhiare il sangue anche a loro.
Sono felice di essermene andato, ma forse 15 anni fa non sarei mai dovuto entrare in una realtà dove le persone sono numeri.

Piero
Cari colleghi,
Sono un manager della concorrenza che se n’è andato molti anni fa da Sanpaolo Invest per fare carriera altrove.
Speravo che la situazione da voi fosse cambiata, ma a quanto pare i metodi sono sempre gli stessi e l’ambiente pure, se non peggio.
Avete tutta la mia solidarietà. Però non arrendetevi, fatevi solo un esame di coscienza e se credete in voi stessi, nel vostro lavoro e siete disposti a fare dei sacrifici, alla fine ce la farete.
Leggete bene l’articolo 12 del vostro contratto di agenzia (se non è cambiato ma non credo, magari lo hanno spostato) che stabilisce che se ve ne andate acconsentite a favori il passaggio di portafoglio accompagnando il vostro successore dai vostri clienti.
È contrario ai principi del mandato di agenzia, ma sta a voi dimostrarlo.
Informatevi bene da avvocati del lavoro (lasciate perdere Anasf, a me non ha mai risolto nulla, anzi.)
Occhio alle indennità dovute, ISC o indennità europea, non vale la pena lasciarla a loro e se vi dimettete spontaneamente non per giusta causa non ne avete diritto.
Non credo che esista l’azienda migliore del mondo, perché dipende sempre dall’eticità e dalla serietà dei dirigenti e dei manager che trovate, ma in un clima simile non si può crescere.
Ma prima o poi la ruota gira.
Se non vi rispettano come persone, non vi faranno del bene neanche come professionisti. Reagite.
Se volete qualche indicazione o suggerimento da chi ha qualche capello bianco in più e ci è gia passato, contattatemi pure senza problemi: piero@linkedin.leemail.me. Non mollate!

michele
serve un sindacato indipendente dall sim

sigismondo
La domanda sorge spontanea: i manager Fideuram/Sanpaolo Invest prima o poi vivranno la sovrapposizione. Sovrapposizione che non avranno i Consulenti, ognuno con i propri clienti. I manager no. Delle due linee di “comando” una sarà di troppo.

cristofaro
E’ tutto vero !!!!!!!!!

Antonio
Se c’è una società costruita interamente sul sacrificio e sulla dedizione di persone , prima ancora che professionisti , quella è Sanpaolo Invest. Prima Sim , poi Banca , poi ancora Sim , finita nei gorghi di Fideuram , ha dovuto rinunciare alla propria identità. Oggi , come ricompensa , gli uomini e donne che l’ hanno fatta vivere e crescere facendo anche grandi rinunce personali , vengono messi alla porta. Un olocausto al solo scopo di fare qualche briciola di utile in più per una capogruppo che non sa più cosa raschiare del barile.
Manager che non hanno mai saputo creare spirito di squadra e che sono al loro posto solo perché alimentano divisioni.
Che delusione.

Tina
Il mio manager costringeva a collocare polizze a capitale garantito vendendole come cct per ovviare alla liquidità presente nella banca. Il mio rifiuto mi è costata la revoca.E l’azienda per la quale ho lavorato da quando e’ nata si chiama Fineco

Gianluca
In questo mercato con i margini che rischiano di ridursi, a meno che le mandanti non decidano di percorrere la strada della consulenza a parcella, con il rischio però che non tutti i consulenti abbiano il “fisico” per farla accettare ai propri clienti, riuscire ad avere un reddito adeguato alla professione svolta, è molto difficile soprattutto se l’unica fonte è il m.fee! Gli unici che possono sopravvivere con un portafoglio di 5.000k sono i colleghi che magari sono già in pensione. E’ altrettanto vero che riuscire a creare da zero un portafoglio di 5.000k non è una passeggiata e richiede tempo, per questo motivo, le volte che abbiamo deciso di percorrere la strada della ricerca di risorse da inserire nella nostra organizzazione abbiamo sempre previsto un piano economico che permettesse al collega individuato di dedicarsi alla corretta attività di pianificazione finanziaria e previdenziale della clientela affidata senza avere l’assillo del reddito. Il 2018 dopo diversi anni senza nessun nuovo inserimento, in quanto concentrati a portare a regime i colleghi selezionati negli anni precedenti, stiamo iniziando a valutare su alcune nostre agenzie a Bologna e a Imola alcuni consulenti finanziari iscritti all’albo provenienti dalla concorrenza con un minimo di esperienza e di portafoglio.
Quindi non tutto è perduto e non tutte le mandanti sono uguali!!!

Francesco
E piu’ vero di quanto si creda

Gigi
Buongiorno,
sono un ex Direttore Personal di una grande banca. Nel confermare quanto mi viene riportato da alcuni pf della rete aggiungo che anche all’interno di tutta la banca  i metodi utilizzati sono gli stessi. Mobbing, mancanza di rispetto delle persone, continui spostamenti del personale usati come arma per convincerci ad usare metodi sulla clientela assolutamente scorretti o quanto meno criticabili.
Una azienda che fa numeri decisamente superiori ai “peers” o ha all’interno un arma commerciale in più, e sappiamo bene che non esiste copyright nel nostro settore, o ha una attenzione spasmodica al limite del maniacale sui dipendenti.
Questa è la verità, siamo un ostacolo tra loro e i loro personalissimi obiettivi. la parola sostenibilità viene usata unicamente per i dividendi futuri!!!!

Nicola
Ho iniziato la mia professione da Consulente Finanziario nel 1997 e purtroppo, nonostante l’acquisizione di nuove anagrafiche, l’apporto di masse e i rapporti con la clientela siano sempre il frutto del lavoro di acquisizione di fiducia del Consulente con l’esterno, le periodiche “riorganizzazioni” aziendali ci sono sempre state.
Sebbene mascherate da un efficientamento del servizio ai clienti, si fa fatica a comprendere come il taglio dei “rami secchi” e la riassegnazione dei clienti dei CF non allineati alle politiche aziendali a CF con portafogli più consistenti possa rappresentare un servizio ai clienti, che si ritroveranno sostanzialmente nelle mani di un estraneo e spesso a rappresentare un mero numero nel portafoglio del nuovo CF. Per non parlare dell’aspetto personale e umano che si nasconde dietro le vicende di ogni singolo professionista che viene silurato.
10 anni fa ho fatto una scelta di cambiamento forte, abbracciando la filosofia operativa di un intermediario indipendente che non si identifica in queste politiche ormai anacronistiche.
Per chi fosse interessato a conoscere la mia esperienza professionale ed approfondire un’alternativa reale, sono disponibile a questi recapiti personali:
mail personale nicola.consulente@gmail.com

luigi
Sono anch’io un consulente che rientra in questa carneficina sociale. Confermo tutte le negatività che riguardano quest’azienda. Mi rivolgo a Piero e Paolo, parlate di redditività che con un portafoglio inferiore a 5.000.000,00 di euro è irrisoria e che non ci permette di pagare tutti i costi inerenti questo lavoro…e che non ci fa vivere; forse siete di Milano…?
Dovete sapere che la figura del consulente finanziario che è quello che lavora e che sviluppa ed assiste la clientela, al di sopra di questa figura esiste la figura del Gm, dell’Rm, del Dm e dell’Am (ben 4 livelli a cui dare a mangiare, ne basterebbe al massimo 2! E la loro utilità? Ai consulenti le dovute risposte…). Con tutti questi ruoli ovviamente la redditività per il singolo promotore si riduce.
Bisogna valorizzare di più il consulente che sta alla base della piramide e che produce e non solo i vertici!

massimo
Mi rivolgo a tutti quei consulenti Sanpaolo Invest che decidono di non continuare quest’attività: fatevi pagare il 150% della valorizzazione di portafoglio! Fatevi pagare fino all’ultima briciola!

Gualtiero
difficile pensare ad una categoria di lavoratori autonomi (che dovrebbero tendere sempre di più ad essere imprenditori) che al tempo stesso hanno vincoli, pressioni e limiti che mal si conciliano con un attività imprenditoriale fatta nell’interesse del cliente finale.
Sarà vera evoluzione del settore?

Gino
Esatto, i manager riducono i ricavi dei piccoli e non rendono sostenibile l’attività. La mifid2 contribuirà a verificare se il costo che i clienti pagano per i manager è necessario? Ha ragione Luigi.

Radius
Carissimi amici di penna, la cosa più grave che sento dire riguarda il giudizio sui piccoli portafogli
Frasi del tipo sostenibilità economica servizio al cliente scarso.
Allora vi dico: in 10 anni corsi di qualificazione Campus Fideuram ZERO
Si chiede spiegazioni alla Rete Manageriale e risposta candida: Ma tu prima devi crescere!
Contro risposta Ma servirebbe piu a me che ai Top che galleggiano su ciambelle giganti
Capitolo rassegnazioni dal famoso “serbatoio” costituito da clienti “orfani” a vario titolo
La gestione è funzionale al portafoglio più ne hai più te ne danno.
Ultima genialata alla fascia alta dei consulenti regalano un sistema di social selling in prova.
Operatività scarsa: un portafoglista da 70 milioni va su Linkedin a fare social selling?
La sintesi è : gravi le nostre colpe ma bastonare il cane che affoga è uno sport molto diffuso da queste parti.
Innegabile crescere in fretta si deve per la propria sopravvivenza, magari in una rete con catena
manageriale corta e dove gli spazi anche economici consentendo il rilancio.
E’ palese che la sostenibilità dei costi va valutata ma non mandando la gente a vivere di caccia e pesca
chiedendogli di cancellare anni di vita professionale.
Un azienda seria poteva avviare un sereno tavolo di trattative, magari con risvolti umani da considerare.
Forse sarebbe emerse soluzioni più condivisibili e non diktat con sentenza di morte professionale.
Esorto tutti i colleghi in questa situazione a non cedere a tentazioni strane: per favore non ci facciamo
scappare il morto…

Anonimo
Ma perche’ pubblicate il nome solo di alcune mandanti? DI Fineco, San Paolo Invest e di Fideuram si può parlare e della banca del “Leone” no? Anche qui la situazione è la stessa: managers strapagati che pensano solo a riassegnare i clienti ai loro amici e a spingere su prodotti “pacco” per i clienti, senza alcun valore aggiunto per i cf, che sono anche costretti a pagare contributi spropositati per gli uffici , perche’ loro si “mangiano” i contributi che ricevono per questo……..EM, DM, AM…….tutti che mangiano sulle spalle dei cf…

Giorgio
la vicenda s.paolo invest dimostra che la vecchia “denominazione”, promotore, era la più appropriata (senza con questo voler biasimare chi opera in qualità di consulente finanz. aofs) perchè, S. Paolo Invest sta trattando i suoi “consulenti” come se fossero agenti di commercio (presumo che il loro mandato sia di quel tipo) e, ne consegue che il portafoglio è della mandante. la mandante lo può assegnare ad altri eccetera, eccetera, eccetera

Giorgio
consulente o promotore? che dice il mandato? isp sta trattando i “consulenti” da agenti di commercio!…probabilmente, come da mandato

Carlo
Mi sembra che si parli senza conoscere i fatti e arrivando a conclusioni assolutamente lontane dalla realtà.
Ogni consulente ha fatto una scelta chiara, restare libero ed autonomo nelle scelte secondo un principio di autodeterminazione.
Il movimento dei Consulenti Finanziari è cresciuto e tanto.
Solo nel 2017 la raccolta è cresciuta del 18% e la media portafoglio ha superato ampiamente i 18 mln.
Il problema non sono le mandanti, il problema è che ci sono CF che non hanno ancora capito che per fare questa professione occorre molto altro che una recriminazione su presunti diritti garantisti.
Siamo lavoratori autonomi, liberi di scegliere con chi lavorare con i rischi della libera professione e con i vantaggi di guadagnare molto di più di tanti impiegati del settore.
Se questa scelta non te la puoi permettere fatti un esame di coscienza e non scaricare sugli altri la responsabilità di non aver fatto qualcosa in più per restare competitivo.

Alessandro
Cari Colleghi colpiti da questa storia, nell’esprimervi la mia piena solidarietà, vi esorto a coalizzarvi e ad andare fino in fondo alla questione, a testa bassa, iniziando col rivolgervi ai grandi media e a trasmissioni come quella della Gabanelli e Le Iene. Se riuscirete a farvi sentire e a far conoscere la vicenda al grande pubblico, farete cadere moltissime teste, metterete a nudo la totale inadeguatezza degli organi di controllo, renderete un grande servizio a tutto il sistema oltre che giustizia a voi stessi e, soprattutto, apporterete più benefici ai risparmiatori di tutte le Mifid messe assieme. In bocca al lupo!

Francesca
Tutto confermato anche con altre mandanti.
E’ chiaro a tutti che:
-ANASF e’ solo un centro di costo.
-Le comm. di gestione/perf. non sono mai calate… anzi…
-C’e’ un cartello per concentrare i ptf
-La consulenza e’ un altro balzello
-I manager sono pagati per tagliare
-Se uscite , liquidate tutto comunque. (tanti 5ML si sentono…)

Anna
Ho lavorato tanti anni in Banca San Paolo (prima che diverntasse Intesa) poi stufa di essere dipendente ricattabile dalla direzione commerciale ho tentato la carriera di promotore libero professionista nella rete Azimut.
Ma poi l’emolumento minimo garantito per quattro anni – proprio quello che mi aveva tranquillizzata e convinta a fare la scelta – mi è stato tolto dopo pochi mesi per non aver conseguito il budget.
Profondamente amareggiata e delusa da questo cambiamento nei miei confronti sono passata in Copernico perchè pensavo che una piccola Sim indipendente fosse meno soggetta di una grande società quotata alle logiche di budget.
Dalla padella nella brace: sì certo, l’indipendenza voleva dire non essere più soggetta a obiettivi aziendali ma in compenso lavorare in una realtà con l’inesistenza assoluta di supporto commerciale, insomma lo sbando.
Sono stata allontanata perchè non ero riuscita a far crescere il mio portafoglio, per loro rimasto troppo piccolo e quindi il “mio costo per l’azienda” diventava a detta loro insostenibile.
Ma se i promotori – agenti di commercio sono per l’azienda mandante un costo variabile, il loro costo aziendale non è proporzionato a quello del portafoglio ?
Disgustata da tutto il sistema basato solo sulle logiche del profitto adesso faccio la consulente indipendente e finalmente sono felice.

Anonimo deluso
Perché non tagliare i manager che guadagnano sui cf senza fare niente?
Fanno riassegnazioni senza trasparenza, sempre alle stesse persone: giovani parenti e consulenti che li pagano sottobanco.
Tagliare i manager equivarrebbe ad un gran risparmio da investire nella crescita economica e professionali di tutti i cf preparati.

Anonimo
Avete dimenticato Banca Mediolanum…tutte le altre le fa impallidire!
Ma gli ispettorati di queste realtà cosa fanno? Controllano solamente chi non è protetto! Controllano mai i manager e quello che combinano sottobanco? Certo che no…

Roberto
Come al solito le risposte delle Banche(in questo caso S.Paolo Invest) sono generiche e fumose. E’ un classico…

Libero
Trovandomi nella stessa vostra condizione mi piacerebbe confrontarmi con tutti voi “ esodandi” delle varie reti per uno scambio di idee su questa situazione,senza dietrologie o false sirene da parte di sedicenti aiuti promessi da sigle sindacali o associazioni varie.
Forse per la prima volta, noi “ Piccoli azionisti” potremmo fare la differenza magari con chi valuta esseri umani da formare e far crescere in seno a realtà che possano offrire una CFEXIT dando una possibilità a chi magari non la ha mai avuta essendo non facente parte della “ congrega”
Grazie del vostro tempo e spero di poter sperare in un futuro migliore per noi tutti.
Per la rottamazione c’e’ ancora tempo!!!!
ilconsulentelibero@gmail.com

Anonimo
La risposta di Sanpaolo Invest e offensiva , parla di “standard qualitativi ” ma mi scusi la decimazione è solo fatta su parametri quantitativi . Allora se vuole una società di veri professionisti che vada bene ad analizzare persona per persona COME lavora sul proprio portafoglio clienti e se gli stessi sono soddisfatti del loro operato invece di tagliare teste oggi 5 domani 10 e così via come da in video ascoltato da una formatrice esterna che offende chiamando coloro che hanno lavorato sino ad oggi dei cacanidi…..no comment

Roberto
L’intervento della Sigra Bianchi è solo un azione di marketing personale.

Sabrina
Sono un Consulente Finanziario da oltre 26 anni, e conosco lo strapotere delle mandanti famose a scapito della nostra categoria. Una cosa ho imparato: più la banca è famosa più sarà alto il prezzo che ti chiederà di pagare per usare il suo nome! A questo punto io metto la faccia dal cliente, io sono responsabile degli errori che faccio (a volte anche di quelli che fanno gli altri!) io devo avere i maggiori benefici da questa attività. Se ho scelto di essere libero professionista non posso farmi trattare da dipendente.
Per questo quasi 10 anni fa ho scelto un intermediario indipendente per proseguire il mio percorso di crescita professionale, ho creato una squadra di lavoro con la quale ci godiamo solo il meglio della nostra splendida attività, e, non nascondo, ci piacerebbe accogliere nel nostro team chiunque, non importa il livello di portafoglio, voglia crescere, dare sempre maggior valore al proprio cliente, essere al passo con le sfide del momento e non da ultimo essere adeguatamente remunerato (tanto direi io!) Siamo disponibili a confrontarci con chiunque voglia contattarci info@manoniepartners.it

Anonimo
Faccio parte anch’io della lista degli”esuberi”,tuttavia non credo ci sia da drammatizzare,l’azienda è libera di revocare il mandato,sono normali logiche commerciali.
Vi dico anche che trovare un’alternativa è piuttosto semplice,anche se forse qualcuno vuole far credere il contrario.E poi si sa,i clienti sono legati emotivamente al loro consulente,non certo alla banca,personalmente i miei mi hanno dato ampia disponibilita’ e di certo non credo resteranno li’,piuttosto andranno o con me o altrove (c’è chi ha piu’ di un consulente/banca…).
Per cui ,ognuno per la sua strada e nella massima serenita’.
Per quanto riguarda il discorso della coach Bianchi,sono opinioni personali e in parte anche condivisibili ma ovviamente non sono legge,per fortuna.

 


1 commento

  • massimo says:

    Mi rivolgo alla signora Maria Luisa Bianchi (video su youtube)che forse non conosce a fondo la questione e prima di parlare le consiglio vivamente di informarsi.
    Nella iniziativa rientrano tutti i consulenti con un portafoglio inferiore ai 5.000.000,00 di euro indipendentemente che negli ultimi 3 anni abbiano fatto raccolta positiva o negativa. Nel mio caso negli ultimi 3 anni ed oltre sono stato sempre in raccolta positiva, con un buon indice di redditività. Altri miei colleghi con portafogli più elevati ma anche quelli di poco superiori al mio, nel medesimo periodo, sono stati in perdita e con una redditività più bassa della mia…quindi, le cose non stanno affatto come dice lei!
    La verità è una: il consulente con un portafoglio inferiore ai 5.000.000,00 di euro è da tagliare e basta.

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