Rabitti Bedogni: “Il nuovo OCF agirà con rigore e indipendenza”

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La Relazione annuale del presidente dell’Organismo Consulenti Finanziari, presentata oggi a Roma, alla Camera dei Deputati, tocca tutti i punti caldi del futuro della categoria.

Marco Muffato di Marco Muffato19 giugno 2018 | 13:00

Un discorso chiaro e politicamente forte quello in 14 cartelle che il presidente Carla Rabitti Bedogni (nella foto in basso a destra) ha letto stamani a Roma, nella cornice che più istituzionale non si può, quella della Camera dei Deputati (nella foto a sinistra l’intervento del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, che ha tenuto il discorso introduttivo). Tra i presenti in sala Gianni Letta, Antonio Catricalà, il commissiario Consob Paolo Ciocca e il senatore Mauro Marino. L’appuntamento della Relazione annuale dell’OCF, l’Organismo che gestisce la Casa comune dei consulenti finanziari, era di quelli da non perdere per i compiti più ampi che attendono l’albo di categoria, con tre sezioni al posto di una e la funzione di vigilanza delegata che è un inedito assoluto.

LA RIVOLUZIONE NORMATIVA. Ma andiamo a riassumere i punti più importanti della Relazione annuale. Dopo i saluti e ringraziamenti di rito, il presidente OCF analizza lo scenario. “La difesa del risparmio, necessario per sostenere la crescita economica, presuppone condizioni ordinate sui mercati finanziari”, ha esordito la Rabitti Bedogni. “Il nuovo quadro normativo, di origine europea, che è stato recepito in ambito nazionale nel 2017, contribuisce a creare tali condizioni. Segnalo, in quanto di particolare rilievo per l’attività di consulenza finanziaria:  la direttiva MiFID II (2014/65/UE), destinata a rivoluzionare il mercato degli strumenti finanziari – si pensi soltanto al tema della product governance-, che nel 2018 ha trovato attuazione sia a livello legislativo sia nella regolamentazione delle Autorità di vigilanza;  il recepimento della Insurance Distribution Directive – IDD (2016/97/UE). La matrice comune di entrambe le direttive è costituita da una regolamentazione, anche molto invasiva, che allontana il mercato dalle sue regole naturali e precostituisce un sistema di protezione dei contraenti deboli”. “La sfida dei regolatori e della vigilanza”, continua il presidente OCFè proprio quella di proteggere (…) quel 50% di risparmiatori che con le proprie “attitudini” ed il proprio setdi conoscenze rischia di fare scelte sbagliate e non adeguate danneggiando non solo sé stesso ma anche il mercato nel suo complesso e minando la fiducia in tutto il sistema”. In questo contesto la figura del cf diventa cruciale. “Il consulente finanziario deve affermarsi attraverso l’elevata competenza, la professionalità, l’affidabilità e l’esperienza, quale guida insostituibile verso scelte di investimento adeguate e consapevoli”.

I LIMITI DEL DIGITALE. (…) A tal proposito, è indubbio che la prestazione del servizio per via digitale (fintech), prescindendo da un rapporto diretto tra persone, non sarà mai in grado di raggiungere appieno l’obiettivo principale che muove la regolamentazione finanziaria, vale a dire “la tutela del risparmio” e “il servire al meglio gli interessi dei clienti”. Questo lo ricordano la nostra Costituzione, i Trattati UE, le varie Direttive e i Regolamenti in materia.  “Infatti solo un confronto diretto tra intermediario/consulente e cliente è in grado di tutelare realmente il risparmiatore e renderlo consapevole della necessità di pianificare per tempo i propri obiettivi di vita,supportato nell’assunzione di decisioni di investimento che siano effettivamente conformi alle proprie esigenze, e  aiutato a superare l’apprensione nel prendere decisioni attinenti alla gestione del denaro. In tale situazione di disagio, il consulente finanziario diventa un “gestore dell’ansia”, una figura di supporto, un consigliere in grado di lavorare con il cliente per tutelare il suo patrimonio”, aggiunge la Rabitti.

I NUMERI DEL SETTORE. La Rabitti Bedogni commenta i risultati del settore  nel 2017 con soddisfazione. “(…) I dati sulla raccolta del risparmio gestito ci dimostrano, comunque, che siamo sulla strada giusta ed è importante continuare così.  Il 2017 si conferma, infatti, un anno molto positivo per l’intera industria del risparmio gestito. Per quanto riguarda la raccolta netta complessiva, nel 2017 le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede hanno realizzato una raccolta netta record pari a 39,2 miliardi di euro, con un aumento del 18,9% rispetto al 2016 e del 17,3% rispetto al 2015, anno in cui si era registrato il precedente valore massimo. Si consolida, pertanto, la dinamica di crescita osservata negli ultimi anni con il raggiungimento del livello di produzione più alto mai rilevato. Inoltre, i dati dei primi quattro mesi del 2018, indicano una raccolta netta positiva per le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede pari a 10,9 miliardi di euro”.

ORGANISMO, RISULTATI RILEVANTI. “Anche con riferimento ai dati dell’Organismo(…) si sono registrati risultati rilevanti che confermano e migliorano i trend positivi dell’anno precedente. Il numero degli iscritti all’albo a fine 2017 è prossimo a 56.000 con un aumento rispetto al 2016 dell’1,4%. Le domande di iscrizione alla prova sono state oltre 5.600, con un numero di candidati idonei pari a quasi 2.200, superiori quindi rispetto al 2016 ( 4.947 domande di iscrizione e  1.771 candidati risultati idonei). I primi tre mesi del 2018 sembrano confermare un trend positivo nelle nuove iscrizioni. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede sono già oltre il numero di 56.300.

PIU’ DONNE CF. Un dato positivo per la prestazione del servizio di consulenza è altresì l’aumento della presenza delle donne nel settore. Ciò conferma il riconoscimento del servizio di consulenza finanziaria quale professione che ben si adatta alle caratteristiche femminili. Le donne costituiscono, però, soltanto il 21%della popolazione complessiva dell’albo. C’è ancora molta strada da fare e OCF rinnova il suo impegno anche in tale ambito.

IL NUOVO OCF E LA VIGILANZA. Il presidente OCF entra nel vivo poi dei nuovi compiti affidati all’Organismo.  “Con il recepimento della MiFID II e poi con il nuovo Regolamento Intermediari della Consob (adottato con delibera n. 20307 del 15 febbraio 2018) si conferma e si disciplina nel dettaglio il conferimento a OCF delle funzioni di tenuta dell’albo unico. Allo stesso Organismo sono poi trasferite anche le funzioni di vigilanza sugli iscritti a tale albo. OCF potrà avvalersi della collaborazione della Guardia di Finanza nello svolgimento delle funzioni di vigilanza ispettive”. “Al fine di svolgere in modo efficiente le funzioni di vigilanza allo stesso attribuite”, ha spiegato la Rabitti Bedogni,” grazie anche all’impegno del vice presidente Marco Tofanelli, OCF ha già istituito due uffici (l’Ufficio Vigilanza Albo e l’Ufficio Sanzioni Amministrative) dotati di risorse in grado di svolgere le nuove funzioni e coordinati dal segretario generale Alessandro Paralupi. L’approccio di vigilanza sarà di tipo “risk- based” e si darà quindi priorità alle situazioni che presentano maggiori profili di rischio. L’Organismo ha inoltre realizzato un sistema di vigilanza preventiva basato su specifici indicatori di anomalia. Ci auguriamo che i dati ricevuti attraverso tale sistema consentiranno di intervenire in modo tempestivo ed efficace sulle situazioni che presentano elementi di pericolo al verificarsi di un illecito”. Nell’anno trascorso l’impegno di OCF, “oltre alle nuove funzioni di vigilanza, si è concentrato anche sul nuovo albo unico dei consulenti finanziari. Il vice presidenteElio Conti Nibali, con altrettanta cura, insieme al direttore generale Giuseppe Capobianco, si è occupato dell’organizzazione delle nuove sezioni dell’albo e delle relative modalità di accesso”.

IMPEGNO. “Non possiamo pretendere di riuscire a far diventare tutti i cittadini consulenti finanziari, ma possiamo, attraverso i consulenti, cercare di tutelare i loro interessi che coincidono con quello previsto dalla Costituzione sulla tutela del Risparmio”, ha osservato a conclusione della Relazione annuale, il presidente OCF. La sfida più importante, e che riguarda da vicino OCF, “sarà in ogni caso l’esercizio delle funzioni di vigilanza sugli iscritti all’albo che conferisce all’Organismo stesso una importante responsabilità istituzionale.  Confermiamo, quindi, ancora una volta, il nostro impegno a svolgere questo compito con rigore, indipendenza e professionalità tenendo sempre presente il fine ultimo di tutela del risparmio e del mercato”. 

ATTESA PER LE DELIBERE CONSOB. Alla piena operatività del nuovo Albo manca ancora il tassello delle delibere Consob, la cui urgenza è stata invocata senza giri di parole dal presidente OCF. “Siamo in attesa delle delibere Consob. Il prossimo 1 dicembre dobbiamo avviare la nuova operatività e avremo istruttorie da completare per le preiscrizioni di Scf e consulenti autonomi in tempi che diventano sempre più ristretti, con il rischio di posizionare le due nuove categorie in un limbo. Sono convinto che è una criticità che OCF e la Consob sapranno gestire”. Anche il Commissario Consob Ciocca in un intervento successivo ha rassicurato sulla prossimità del protocollo d’intesa con OCF e delle attese delibere.

 

 


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