Il miracolo di New York, Nessuna bolla per il mercato dell’arte

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Dall’inizio del 2008, le previsioni negative legate al mercato finanziario hanno portato gli analisti ad aspettarsi la più rapida deflazione con conseguente bolla speculativa che il mercato dell’arte abbia conosciuto negli ultimi anni. Queste paure sembravano tutte giustificate da una perdita del 7,5% nei primi quattro mesi dell’anno.

Stefano Porrone di Stefano Porrone26 maggio 2008 | 12:32

Con il dollaro debole, rimaneva da vedere come la piazza di New York avrebbe reagito, soprattutto riguardo al segmento di maggior prestigio.
Ricavi complessivi delle due principali case d'aste al mondo, fonte artprice
Nessuna sorpresa pertanto se nelle aste Sotheby’s e Christies’s di arte impressionista e moderna di maggio seguite da quelle di arte contemporanea, siano state sotto stretta osservazione dagli operatori del mercato, soprattutto dagli investitori che in borsa  avevano da poco visto calare il valore delle azioni di Sotheby’s a meno di 30 dollari dall’inizio dell’anno.

Tuttavia i risultati di queste quattro vendite hanno dissipato tutte le paure sulla salute del segmento high profile. Dei 212 lotti offerti in due settimane dia aste, i due player principale, Sotheby’s e Christies’s, hanno generato un fatturato record di 1,2 miliardi di dollari. Anche se il risultato è di circa 100 milioni di dollari inferiore rispetto allo scorso anno, rimane comunque di tre volte superiore al totale fatturato nello stesso periodo del 2004.Il segmento “arte contemporanea” ha fatturato il 35% in più dei quello moderno e impressionista.

La ragione è dovuta sia alla scarsità delle opere di grande qualità del comparto moderno, è anche vero che l’arte contemporanea riscontra effettivamente maggior successo ed attrae investimenti da parte di un pubblico più giovane. In generale, le vendite new-yorkesi hanno marcato la forte presenza di un forte contingente di compratori europei, attratti dal dollaro debole ma anche dalla sempre più crescente presenza di HNWI provenienti dalla Russia. Secondo Christie’s, più della metà dei compratori dell’asta di arte moderna e impressionista del 6 maggio a NY provenivano dal vecchio continente.

Ad ogni modo il successo delle recenti aste ha ancora una volta dimostrato che la differenza la fanno la qualità delle opere offerte più che non la naturale inflazione del valore delle stesse e che l’high end market resiste alle fluttuazioni negative del mercato finanziario.

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