Scandalo derivati: Corritore presenta il conto alle banche

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Dopo mesi di allarmante ticchettio scoppia a Milano la bomba derivati.In tarda mattinata la Guardia di Finanza del capoluogo lombardo ha infatti perquisito gli uffici di quattro banche con l’ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni del Comune di Milano sui contratti derivati. Nel dettaglio si tratta di Deutsche Bank, UBS, JP Morgan e Depfa Bank, i medesimi istituti stranieri segnalati da Fabrizio Spirolazzi e Davide Corritore nel loro esposto presentato in Procura lo scorso 9 maggio.

di Redazione26 giugno 2008 | 15:56

Intervistato da Bluerating.com, Davide Corritore, ex amministratore delegato di Swg ed esponente del Partito Democratico, ha spiegato che “finalmente si inizia a fare chiarezza su una questione per troppo tempo trascurata che è costata al capoluogo lombardo, e ai contribuenti, una minusvalenza record da 300 milioni di euro”.
 
“Si apre la strada – prosegue Corritore – per la costituzione nel procedimento come parte civile e alla confisca alle banche coinvolte di un importo pari al danno economico subito dal Comune di Milano.

Secondo una stima dettagliata, che abbiamo fatto condurre a un gruppo di esperti, le commissioni occulte relative alle operazioni in strumenti derivati concluse dal Comune da giugno 2005 a oggi, potrebbero ammontare ad un cifra superiore a 73 milioni di euro. Molto più dei 170mila euro previsti dalle commissioni contrattuali”.
 
Secondo il politico, infatti, le quattro banche avrebbero applicato al Comune condizioni economiche particolarmente sfavorevoli rispetto ai valori riscontrabili alla stessa data sui mercati finanziari.
 
“Da qui la richiesta, nel caso il reato venisse accertato – aggiunge Corritore – del risarcimento dei 73 milioni e, ovviamente, l’inevitabile impugnazione e negoziazione dei contratti in essere. Che ricordo, hanno un valore nominale di ben 1,7 miliardi”.
 
“Il caso – conclude Corritore – riporta comunque l’attenzione su questo genere di contratti strutturati, che continuano a generare sempre maggiori utili di bilancio per gli intermediari e causano non pochi problemi agli investitori”.

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