Lo strano caso del dottor Fortis e di mister crack

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Quasi sempre, in particolar modo quando nei momenti di difficoltà, le società finanziarie rispondono con la consueta barzelletta che le loro “parole sono state fraintese oppure strumentalizzate dalla stampa”. Un caso che certo non riguarda Fortis che venerdì sera ha avuto la grande idea di inviare un comunicato stampa asslutamente rassicurante. E poi…è stata costretta ad essere smentita dai fatti.

di Redazione29 settembre 2008 | 16:00

Può un colosso bancario come Fortis cambiare idea dal giorno alla notte? Può dichiarare impunemente tutto ed il contrario di tutto?

Ecco i fatti. La banca belga-olandese venerdì sera ha avuto l’improntitudine di inviare alla comunità finanziaria, e alle redazioni di mezzo mondo, un comunicato stampa che sottolineava “la posizione solida della banca”. “In un contesto di mercato difficile – spiegava la nota - Fortis, grazie al sostegno del personale della banca che ha fornito le informazioni appropriate e le risposte necessarie sui rumors circolati, può sempre contare sulla lealtà dei cliente di vecchia data”.

“Inoltre – chiariva il tragicomico comunicato – la solvibilità di Fortis è solida e ben al di sopra del minimo regolatore grazie a più di 300 miliardi di euro provenienti dagli investitori istituzionali, dai depositi privati nonché dalle banche Centrali e dalle corporates”. 

Tutto tranquillo, quindi, nessun problema all’orizzonte. Assolutamente falso. Dopo poche ore, per paura di un possibile trasmissione della crisi del credit crunch in Europa, e per schivare il crack del gigante bancario, è stato prontamente lanciato, su suggerimento di Trichet (nella foto), un intervento pubblico pari a 11,2 miliardi di euro, che vede il governo belga  impegnato a versare circa 4,7 miliardi mentre Olanda e Lussemburgo verseranno rispettivamente 4 e 2,5 miliardi. L’operazione consegnerà a questi Paesi il 49% delle attività dell’istituto e le dimissioni del presidente Maurice Lippens.

In casi del genere sembra eccessivo rispondere sempre con la consueta barzelletta, cioè che le “parole sono state fraintese oppure strumentalizzate, dalla solita stampa”.

 

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