Janus, mercato difficile ma azienda attraente

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Il settore dei money manager è stato uno dei più colpiti dalla crisi del credito: proprio a causa del business così legato ai mercati finanziari, i più grandi gestori statunitensi hanno visto scendere le valutazioni delle proprie aziende arrivare a livelli che non si vedevano da dieci anni.

di Marco Mairate31 ottobre 2008 | 08:30

In un tale scenario, alcuni dei più grandi gestori statunitensi e non, hanno riportato utili in discesa, un calo della raccolta e il deprezzamento delle azioni (se quotate). Tra questi gruppi prendiamo in esame Janus Capital Group, società di Denver specializzata nell’asset management. La società del Giano Bifronte lo scorso 23 ottobre ha riportato nel secondo trimestre utili per 66,3 milioni di dollari, in crescita rispetto i 48,8 milioni dello stesso periodo del 2007.

In media le masse gestite ammontano a 182,7 miliardi di dollari, in calo dell’8,7% rispetto i 200 miliardi del secondo trimestre dell’anno. Al 30 settembre, la società gestiva globalmente 160,5 miliardi di dollari contro i 191,8 miliardi di fine giugno. Il calo delle masse è dovuto in parte al deprezzamento degli asset e al calo delle performance (-26,2 miliardi di dollari), ai riscatti dai fondi di lungo termine (-1,1 miliardi) e al calo della raccolta dei fondi monetari (-4 miliardi).

TAGLI AL PERSONALE

Il giorno successivo alla pubblicazione dei risultati trimestrali, Janus ha detto di voler tagliare la propria forza lavoro. Il gruppo statunitense ha spiegato che verranno eliminati 115 posti di lavoro come conseguenza del piano di riduzione dei costi già annunciato, valore che corrisponde al 9% della forza lavoro totale, ed effettuando il più grande taglio dal 2001.

IL PATRIMONIO DEVE CRESCERE

Lo scorso giugno, il money manager statunitense aveva comunicato di avere più di 180 miliardi di dollari in gestione al di fuori degli Usa, stimando una duplicazione degli asset nei prossimi 5 anni “con una quota dei patrimoni amministrati all’estero che dovrebbe passare dal 7,5% al 15%” diceva Erich Gerth, numero uno di Janus Capital International. Per questo motivo la compagnia ha già triplicato lo staff degli uffici in Giappone e raddoppiato quello di Hong Kong.

VALUTAZIONE ATTRAENTE

Secondo l’esperto di J.P. Morgan Securities, Kenneth Worthington, Janus è diventato una società attraente sul mercato grazie alla forza del suo brand e alle performance dei suoi prodotti.

Il titolo è stato quindi portato ad una valutazione NEUTRAL dal precedente UNDERWEIGHT, spiegando che gli attuali prezzi di mercato già scontano tutte le difficoltà e i rischi di mercato. L’analista, inoltre, ha spiegato che difficilmente Janus riuscirà a guidare i costi in basso cercando di controbilanciare il calo dei margini, però sottolinea l’iniziativa della compagnia di tenere sotto controllo la parte variabile delle remunerazione per difendere i margini.

L’analista ha così ridotto le stime di utile 2008 a 85 centesimi per azione contro 1,12 dollari ma ha alzato le stime per il 2009 a 50 centesimi contro i 38 centesimi delle stime iniziali.

PREZZI DA SALDI DI FINE STAGIONE

Il titolo Janus oggi vale circa 11 dollari per azione
a fronte di una capitalizzazione di 1,77 miliardi di dollari. Lo stesso periodo di 12 mesi fa, il titolo scambiava a 37,08 dollari (-66,76%). I principali competitor non hanno certo fatto meglio nell’ultimo anno: Invesco (-51,33%); AllianceBernstein Holding LP (-75%); BlackRock (-35%); Gamco (-45%); Legg Mason (-75%).

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