Beni rifugio alla riscossa. Gli italiani non vogliono più investire

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L’84% delle famiglie italiane soffre delle difficoltà legate ai mutui e ai finanziamenti. E sebbene alcune abbiano iniziato a effettuare delle rinunce e a riorganizzare il bilancio, altre hanno intenzione di tenersi alla larga da qualsiasi forma di finanziamento. Ma anche da qualsiasi tipologia di investimento.

di Marcella Persola31 ottobre 2008 | 11:10

Alla larga da qualsiasi forma di indebitamento e da qualsiasi forma di investimento. E’ preoccupante il risultato del sondaggio condotto da Confesercenti-Swg, dal quale emerge che l’84% degli italiani hanno difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui e il 64% degli intervistati esclude a priori di ricorrere a nuovi mutui il prossimo anno.

In particolare in media escono dai bilanci famigliari 478 euro per le spese del mutuo e dei prestiti, anche se il 23% degli intervistati sostiene all’incirca una rata tra i 500 e 1000 euro al mese e il 10% una rata tra i 1000 e i 2000 euro al mese.
Il tasso di interesse medio applicato al pagamento delle rate è pari al 7%, mentre per un italiano su quattro sale dall’8 al 20%. 

E per continuare a sostenere gli stessi ritmi di vita le famiglie hanno iniziato a riorganizzare i propri bilanci, tagliando alcune spese. E anche sul fronte risparmi le notizie non sembrano molto buone. Il campione degli intervistati, perlopiù adulti con buona scolarizzazione, ritengono di aver perso il 17% in termini di rendimento dei propri investimenti. La maggior parte dei risparmiatori ha suddiviso i propri risparmi tra: conti correnti (22%), fondi (17%), BOT e titoli di Stato (15%). Soltanto una piccola parte (10%) ha investito in azioni e il 2% non ha assunto nessuna forma di investimento. E il fronte di coloro che preferiscono non aderire a nessuna forma di investimento è destinato ad aumentare. Alla domanda infatti su quali fossero le intenzioni per gli investimenti futuri, il 23% ha risposto di non volere nessuna tipologia di investimento e il 18% propende verso i BOT e altri titoli di stato. Soltanto l’11% non modificherà i suoi investimenti. E il 10% si indirizzerà verso il mattone.

Ritornano in voga i beni rifugio.

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