Tremonti, non nazionalizziamo le banche. Cambiamo il mondo

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Giulio Tremonti assicura che l’intervento dello Stato nella banche avverrà solo in determinate condizioni e se richiesto. Ma soprattutto sarà sempre e comunque un intervento transitorio. E annuncia la nascita di un “nuovo mondo”.

di Redazione31 ottobre 2008 | 11:40

Nel corso dell’84esima giornata mondiale del risparmio il ministro dell’Economia Giulio Tremonti tranquillizza tutti in merito al ruolo dello Stato nelle banche.

“Per un governo avere azioni di banche nuove gravemente alla salute politica” ha subito chiarito Tremonti, per questo l’intervento deve avvenire solo se necessario, utile e richiesto.

“Assumere azioni delle banche – ha spegato ulteriormente il ministro dell’Economia – puo’ essere solo una trasitoria necessità, ma non una pratica”. Tremonti si mostra quindi in linea con le parole del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che auspica che qualunque intervento dello Stato sia temporaneo. E anche in linea con l’appello fatto dal presidente dell’Abi Corrado Faissola, di mantenere il carattere “privatistico” delle banche.

Giulio Tremonti ha poi proseguito il suo intervento attaccando nuovamente la globalizzazione che ha causato, secondo il ministro dell’Economia, l’attuale crisi per “i tempi e i modi in cui è stata realizzata”. “C’é un mondo antico da tutelare e c’è un nuovo mondo da costruire”, ha sottolineato Tremonti. E questa sarà la missione della presidenza italiana del G8.

Secondo il ministro dell’Economia quella potrà essere l’occasione per ragionare “tutti insieme su quanto è successo, per costruire un mondo basato sul primato dell’etica, sul primato delle legge rispetto alle prassi e sul primato dei valori rispetto agli interessi”.


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