Banca Akros: Bce, avanti col Qe ma la politica si farà sempre meno accomodante

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Nel corso del 2017 il vero elemento di novità sarà uno shift parallelo verso l’alto delle curve dei tassi europei che potrebbe portare i tassi a breve allo 0% in Europa per fine anno. Parla Francesco Previtera, direttore della ricerca di Banca Akros.

Francesca Vercesi di Francesca Vercesi2 febbraio 2017 | 08:37

SCENARIO CAMBIATO – Le elezioni in Usa stanno determinando un cambiamento radicale dello scenario macro e dei mercati, che costringe tutti a rivedere le proprie posizioni e a ridefinire la propria strategia. Quali possono essere le conseguenze per i governi, gli asset manager e per i singoli risparmiatori del nuovo ordine mondiale? “Le misure annunciate produrranno un forte stimolo alla domanda americana mentre hanno già rialzato le attese d’inflazione in un’economia prossima al pieno impiego. Questo rende non più discutibile l’inizio di politiche monetarie restrittive da parte della Federal Reserve”, afferma Francesco Previtera, direttore della ricerca di Banca Akros.

OCCHI PUNTATI SULL’EUROPA – Il rialzo dei tassi è già di fatto partito. Ma che cosa accadrà in Europa? “La risalita dei tassi americani porterà con sé anche la crescita dei tassi a lungo termine in Europa mentre la parte a breve, almeno fino a cinque anni resterà bassa per effetto del quantitative easing portato avanti dalla Banca centrale europea. Il rovesciamento politico avvenuto negli Stati Uniti potrà aumentare la probabilità di cambiamento nelle varie elezioni che si terranno in Europa nel corso del 2017”. E entra nel dettaglio: “nella prima parte dell’anno assisteremo  ancora a uno steepening (irripidimento, ndr) delle curve, che sarà forse più pronunciato in termini relativi in Europa. Aldilà del rialzo dei governativi iniziato alla fine dello scorso anno,  il processo di steepening proseguirà per effetto di un profondo riposizionamento (la duration di portafoglio verrà ridotta in misura rilevante) dell’esposizione in titoli di stato degli investitori istituzionali (potremmo assistere anche a due punti di spread fra 3 e 10 anni in Italia). A questo movimento contribuirà la Bce che, libera dai vincoli di tasso e scadenza, concentrerà gli acquisti sul segmento più a breve della curva sui cui livelli di rendimento ha una minore incidenza.

TASSI A ZERO? – Ma nel prossimo anno il vero elemento di novità sarà uno shift parallelo verso l’alto delle curve dei tassi europei che potrebbe portare i tassi a breve allo 0% in Europa per la fine del 2017”. E aggiunge: “se da un lato infatti l’inflazione sta crescendo (dai prezzi alla produzione passerà ai prezzi al consumo) e diventerà sempre più difficile per la Bce giustificare tassi sotto lo 0%, dall’altro penso che il 2017 sarà  il primo  anno di vera ripresa anche in Europa. E questo è supportato da una serie di fattori esterni: maggiore crescita in US derivante dalla crescita della spesa pubblica ma anche del rimpatrio delle aziende, che dovrebbero garantire il perdurare di un dollaro forte; ripresa del prezzo delle commodity e dei paesi produttori; maggiore equilibrio raggiunto dall’economia cinese che spingono in direzione di un aumento della crescita globale, anche di un atteso maggiore dinamismo interno, testimoniato dalla dinamica del PMI, dal miglioramento della fiducia dei consumatori ma anche ad una percepita minore rigidità delle politiche fiscali”.


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