Trimestrali, deludono Allianz e Credit Agricole

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L’ultima settimana di febbraio registra la diffusione di numerose trimestrali. Tra queste non tutte convincono gli analisti.

di Redazione26 febbraio 2010 | 14:15

Tra le società che hanno diffuso i conti in Europa, bene France Telecom, che ha confermato gli obiettivi per il 2010 e ha annunciato ricavi e utile operativo in linea con le attese per il 2009 nel mezzo di importanti cambiamenti che stanno coinvolgendo il gruppo e i suoi vertici. Sotto pressione Commerzbank, che ha archiviato il quarto trimestre 2009 con una perdita operativa più ampia del previsto, a causa dei deboli risultati del trading e a maggiori accantonamenti su prestiti. Tra i finanziari, sotto le attese i risultati di Allianz e di Credit Agricole. Brilla invece Royal Bank of Scotland dopo avere ridotto nel 2009 la perdita operativa a 6,2 miliardi di sterline dai 6,9 miliardi dell’anno precedente, registrando comunque una delle perdite più ingenti del settore a livello europeo. Di seguito in dettaglio i risultati trimestrali di alcune società europee che hanno diffuso i dati in questa settimana.
 
Commerzbank (EUR 5,40)
Ha chiuso il quarto trimestre 2009 con una perdita operativa più ampia del previsto, a causa dei deboli risultati del trading e a maggiori accantonamenti su prestiti, ma ha fornito un outlook migliore per il 2010, aggiungendo che quest’anno gli accantonamenti su crediti caleranno e che i risultati del gruppo miglioreranno significativamente. Nel dettaglio, la seconda maggiore banca tedesca ha archiviato il trimestre con una perdita operativa di 1,86 miliardi di euro, peggio delle attese di un rosso per EUR1,36 mld. Gli accantonamenti da prestiti sono aumentati a 1,32 miliardi di euro da 638 milioni del quarto trimestre 2008, rispetto alle attese del mercato di EUR 1,35 mld. Il tier 1 capital ratio è rimasto stabile al 10,5%. Il gruppo ha confermato l’obiettivo di un utile operativo di oltre 4,0 miliardi di euro dal 2012. Commerzbank ha completato a gennaio l’acquisizione di Dresdner, un’operazione che continuerà a pesare sugli utili nel 2010.
 
Credit Agricole (EUR 10,80)
La principale banca retail francese ha registrato un risultato inferiore alle attese nell’ultimo trimestre del 2009 a causa delle perdite sul versante della Grecia. Nel dettaglio, l’utile netto si è attestato a EUR433,0 mln contro una perdita di 309,0 milioni di euro del quarto trimestre 2008 ed in crescita rispetto ai 289,0 milioni di euro del terzo trimestre 2009 ma inferiore alla stima degli analisti chesi auspicava una maggiore salita a 476,0 milioni di euro. I risultati del gruppo sono stati colpiti soprattutto dalle perdite della controllata greca Emporiki, che in tutto il 2009 ha perso 583,0 milioni di euro. Credit Agricole ha però affermato di non avere in programma la cessione della unit greca. La banca ha poi affermato di avere iniziato bene il 2010. Proposto un dividendo di 0,45 euro per azione.

Deutsche Telekom (EUR 9,40)
Il colosso tedesco ha chiuso il quarto trimestre 2009 con una perdita netta di 3,0 milioni di euro a causa delle rettifiche sugli assets del sud-est europeo, che sono dovute principalmente al rischio finanziario in Grecia. L’utile dalle attività ricorrenti nel trimestre è stato invece di circa 5,0 miliardi di euro, su un fatturato pari a 16,2 miliardi di euro, in linea con le attese degli analisti.  Per il 2010 la società vede un leggero calo dell’utile e del cash flow, in un quadro di incertezza economica perdurante. Il gruppo, che intende proseguire nell’operazione di riduzione dei costi, pensa a un dividendo stabile ad almeno 0,70 euro nei prossimi tre anni,
seppure in calo rispetto agli 0,78 euro di quest’anno.
 
Mediobanca (EUR 7,80)
Ha chiuso il primo semestre dell’esercizio 2009-2010 con un utile netto di 270,0 milioni di euro, quasi triplicato rispetto ai 100,0 milioni di euro dell’anno precedente. Il margine di intermediazione è cresciuto del 21,9%, a 1,145 miliardi di euro, con un margine di interesse in crescita del 3,8%, a 441,7 milioni, e proventi da negoziazione per 313,0 milioni (+81,2%).  A fronte di una dinamica dei costi in crescita del 16%, il cost/income si attesta al 34%. Sul fronte patrimoniale, il Core Tier 1 sale all’11% rispetto al 10,3% di fine giugno 2009. Per ciò che riguarda lo spaccato per divisioni, il semestre segna il ritorno all’utile per 87,0 milioni del Principle Investing in cui sono collocate le tre partecipazioni strategiche Generali, Rcs e Telco (la holding che controlla Telecom Italia), il cui valore di mercato è  salito a 4,0 miliardi di euro dai 3,0 miliardi di euro di fine giugno 2009.
I ricavi da trading sono saliti a 313,0 milioni da 172,7 milioni. Le attività finanziarie sono state svalutate per EUR90,4 mln, mentre gli impieghi nel semestre sono scesi del 5%, a 33,5 miliardi di euro. Il patrimonio netto è salito a 6,2 miliardi di euro da 5,7 miliardi di euro a giugno 2009. La divisione retail banking, ovvero Che Banca!, ha chiuso il periodo con una perdita di 49,0 milioni. I clienti sono cresciuti del 30% a 270.0000. Nel private banking le masse gestite sono aumentate del 6% a 10,9 miliardi di euro.
 
Allianz (EUR 83,50)
Il primo assicuratore europeo ha chiuso il quarto trimestre 2009 con un utile netto di 1,076 miliardi di euro contro la perdita di 3,0 miliardi di euro del quarto trimestre 2008. Le attese indicavano un utile trimestrale superiore a 1,17 miliardi di euro. La società ha deciso di imitare la concorrente francese Axa e alzare il dividendo, portandolo a 4,10 per azione con un incremento del 17% dai 3,50 euro del 2008. Il 2010 però si preannuncia un anno di mancata crescita per l’utile operativo, avverte la società, aggiungendo che data la volatilità del mercato è impossibile fare stime accurate.
 
France Telecom (EUR 17,20)

Ha previsto che i ricavi resteranno stabili quest’anno rispetto all’anno scorso prima di impatti regolatori. I ricavi 2009 sono scesi del 4,7% a 50,95 miliardi di euro su base omogenea, a 45,94 miliardi di euro escludendo le attività in Gran Bretagna che sono in via di fusione con la divisione di Deutsche Telekom T-Mobile. L’Ebitda è pari a 17,25 miliardi di euro, a 16,33 miliardi di euro senza la Gran Bretagna. L’utile netto è calato di oltre un quarto a 3,0 miliardi di euro ed è stato appesantito da circa 570,0 milioni di oneri per un programma di lavoro part-time per i lavoratori più anziani avviato dopo la serie di suicidi che hanno funestato il gruppo lo scorso autunno. Il nuovo CEO Stephane Richard, che dovrebbe iniziare ufficialmente il primo marzo, ha annunciato la nuova squadra di top manager. Richard ha voluto comunque mandare un messaggio di continuità ai mercati confermando i target di medio termine del gruppo di un free cash flow di 8,0 miliardi di euro per quest’anno e per il prossimo e di dividendi generosi.

Articolo tratto dalla newsletter STRIKE! di Unicredit

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