Il concetto di CTA (acronimo di Commodity Trading Advisors) in Europa è poco conosciuto. Il riferimento alle commodity risale ai tempi in cui questo tipo di gestione era incentrata principalmente sulle materie prime. Successivamente sono stati aggiunti agli strumenti utilizzabili anche i contratti future su altri tipi di sottostante. L’accezione moderna del termine CTA include gestioni che possono andare lunghe o corte su una gamma completa di future e opzioni su materie prime, cambi, tassi e azioni. Sono quindi assimilabili a degli hedge fund che utilizzano strumenti di investimento liquidi. Sulla stampa internazionale ha avuto grande risalto il lancio, avvenuto lo scorso 15 settembre sulla borsa di Francoforte, dell’
ETF RBS Market Access CTA Index, che consente di prendere posizione su prodotti solitamente riservati alla clientela istituzionale, a causa degli elevati livelli di sottoscrizione minima. Con
Nicola Francia, Responsabile Strumenti quotati Italia di RBS, capiamo le caratteristiche di questo innovativo ETF.
Come avviene la scelta dei CTA e la successiva modifica all'interno dell'ETF?
E' con i maggiori gestori dell’industria CTA, generalmente di difficile accesso, che abbiamo recentemente siglato importanti partnership in modo da offrire un prodotto dalle caratteristiche uniche e portare una grande innovazione nel settore degli ETF. Attraverso l’ETF sui CTA viene replicata la performance dell’indice RBS CTA, che a sua volta offre esposizione a due sottoindici creati da RBS: uno con metodologia di investimento discrezionale ed uno con metodologia sistematica. L’indice RBS CTA viene ribilanciato 50:50 tra i due sottoindici che a loro volta vengono ri-pesati in funzione dell’andamento dei gestori, in modo da massimizzare il ritorno per gli investitori. I sottoindici selezionano e pesano gli investimenti nei rispettivi gestori CTA sulla base di regole predefinite che tengono conto di performance, volatilità e correlazione. I gestori ricevono un punteggio per ognuno di questi tre parametri e sulla base del punteggio complessivo vengono ordinati e pesati nei rispettivi sotto-indici. Performance e rischio dei gestori sono monitorati quotidianamente, mentre i ribilanciamenti sono operati mensilmente.
Qual è il rendimento e la volatilità attesa?
In occasione del lancio del prodotto abbiamo fornito al mercato dei dati provenienti da simulazioni storiche. Da queste emerge che dal giugno 2007 l’indice RBS CTA avrebbe realizzato una performance annualizzata del 10,1%, con una volatilità annualizzata del 7,4%. Un altro dato, a nostro parere importantissimo, è la correlazione media tra i componenti CTA, che si attesta al 28%, sotto alla soglia del 30% che l’industria degli hedge fund usa per definire la “non correlazione”. Dal 2001 la correlazione annua dei CTA rispetto ai mercati internazionali (MSCI World Index) è aumentata nelle fasi rialziste dei listini azionari ed è velocemente scesa nelle fasi ribassiste. Quando i mercati scendono molto rapidamente la correlazione dei CTA scende altrettanto velocemente, dimostrando così la robustezza dei CTA come investimento. (Dalla quotazione il fondo è in ribasso di circa l’1,8% nda).
Gli investitori come hanno reagito al lancio dell’ETF?
L’ETF è stato lanciato da poco e gli asset sono già notevoli, sebbene ancora poco significativi. Lo strumento ha un target prevalentemente istituzionale e la maggior parte degli investitori qualificati ha bisogno di tenere sotto osservazione l’ETF per alcuni mesi prima di poter investire su di esso. Pertanto abbiamo ragione di credere che le masse siano destinate a crescere velocemente nei prossimi mesi. Gli ordini che abbiamo ricevuto sono passati prevalentemente fuori mercato, perché è quello il canale preferito dalla clientela istituzionale, d’altra parte la quotazione sulla piazza tedesca assicura trasparenza nella formazione del prezzo e nella liquidità intraday. Il controvalore medio degli ordini rispecchia la tipologia di clientela: l’ordine medio sugli ETF scambiati in Borsa Italiana é pari a circa 20.000 Euro, mentre sull'ETF in oggetto la media supera di oltre 10 volte questo valore.
Gli ETF erano partiti come strumenti di facile comprensione, oggi lo sono sempre meno, qual è la vostra opinione a riguardo?
Il sottostante dell’ETF RBS Market Access CTA Index non è di facile comprensione per alcuni investitori, soprattutto privati. Questo prodotto nasce infatti come risposta alle richieste di nostri clienti istituzionali che ricercano rendimenti a doppia cifra con volatilità bassa. Proprio a causa della particolarità del sottostante, la nostra attività commerciale è rivolta esclusivamente a investitori istituzionali e qualificati. Tuttavia l’ETF è quotato sulla Borsa di Francoforte e di conseguenza accessibile anche ad altri tipi di investitori (la maggior parte delle piattaforme in Italia consente di eseguire ordini, con basse commissioni, sulla borsa tedesca nda), sempre che lo ritengano adatto al loro profilo di rischio, meglio se coadiuvati da un consulente o dalla loro banca di fiducia. La complessità della gestione non impatta in ogni caso sulla semplicità e trasparenza dell'ETF, il cui meccanismo di indicizzazione rimane semplice e trasparente. Il fatto che l’ETF RBS Market Access CTA Index sia aderente alla normativa UCITS IV, così come la sua quotazione in Borsa, significano trasparenza e massimo rispetto della regolamentazione.
Perchè avete lanciato questa modalità d’investimento attraverso un ETF e non un certificato?
L’ETF ha un mercato potenziale molto più ampio di un certificate ed è più apprezzato dagli investitori istituzionali, in virtù della maggior tutela rispetto al rischio di credito dell’emittente e per la maggiore liquidità. In generale crediamo nell'ulteriore crescita del comparto degli ETF e pensiamo di poter portare la nostra esperienza accumulata e riconosciuta negli altri ambiti, grazie alla capacità di innovazione dei prodotti.