Le 6 migliori startup Fintech asiatiche del 2016

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Daniel Settembre di Daniel Settembre20 dicembre 2016 | 10:45

Il settore del Fintech continua a crescere in Asia. Secondo il report globale della società di consulenza KPMG, gli investimenti in società fintech asiatiche hanno raggiunto circa 1,2 miliardi di dollari, superando anche quelli degli Usa, dove si sono fermati a 900 milioni di dollari. Il sito web TechInAsia ha elencato 6 società fintech che hanno attirato l’attenzione nel 2016. Una lista indicativa e di certo non esaustiva.

1. Alpaca (Giappone)
Alpaca è nata dalla esperienza del ceo Yoshi Yokokawa, dopo aver lasciato il suo lavoro a Lehman Brothers. Con il suo team, Yoshi ha creato un servizio di intelligenza artificiale per il riconoscimento delle immagini. Dopo aver venduto il prodotto alla società di elettronica giapponese Kyocera, Alpaca ha rivolto la sua tecnologia verso consulenza commerciale. Attraverso i suoi prodotti, AlpacaScan e AlpacaAlgo, la startup aiuta a prendere decisioni di trading attraverso il monitoraggio dei dati finanziari.

2. BankBazaar (India)
BankBazaar è un aggregatore per i prestiti, carte di credito e assicurazioni. Tiene traccia di prodotti finanziari di oltre 30 partner e sostiene di avere oltre 5 milioni di clienti in India. Ha raccolto più di 79 milioni di dollari finora, ed i suoi investitori includono Amazon e Sequoia Capital. La startup ha iniziato l’anno con il botto, debuttando a Singapore. Aiuta le piccole imprese e gli individui che hanno difficoltà di accesso ai tradizionali servizi finanziari.

3. Coins (Filippine)
Coins utilizza la tecnologia blockchain per pagamenti. Il suo servizio di e-wallet permette alle persone non bancarizzate nelle Filippine e in Thailandia di trasferire e ritirare contanti nei piccoli negozi partner. La startup ha raccolto 5 milioni di dollari di finanziamenti a ottobre. Ha, inoltre, annunciato una partnership con Stellar, che consentirà agli utenti di inviare denaro alle Filippine dall’e-wallet di Stellar al sistema di Coins.

4. Dianrong (Cina)
Dianrong è la risposta cinese alla statunitense Lending Club – una piattaforma di prestito peer-to-peer che consente agli utenti di prendere in prestito denaro in crowdsourcing. Fondata nel 2012, l’azienda sostiene di avere 300.000 istituti di credito attivi con 26 uffici aperti in Cina. Dianrong ha faticato molto per mantenere la fiducia degli utenti dopo che l’intero settore del P2P è stato messo in crisi nel Paese. Il CEO Anima Htite spera di portare Dianrong alla quotazione entro i prossimi due anni.

5. MC payment (Singapore)
MC payment, fondata nel 2005, è una delle più antiche aziende Fintech di Singapore. Nel corso degli anni, ha prodotto applicazioni di e-wallet e prodotti di pagamento elettronico. La startup ha raccolto 4,5 milioni di dollari ad agosto e 3,5 milioni di dollari a novembre per il suo ingresso nel sesto mercato in Thailandia. È infatti attivo anche a Singapore, Malesia, Indonesia, Hong Kong e Australia.

6. Omiše (Thailandia)
Omiše è un provider di pagamenti online. Nata nel 2013 come una società di e-commerce. A luglio Omiše ha raccolto circa 17,5 milioni di dollari, uno dei più grandi finanziamenti per una società Fintech nel sud-est asiatico. Con questo finanziamento, la startup vuole approfittare delle opportunità del crescente settore dell’e-commerce nella regione.

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