L’e-commerce è in crescita e non si ferma

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di Ettore Mieli28 febbraio 2017 | 09:31

La giornata di shopping più gettonata negli Stati Uniti è il Black Friday. Dato che cade il giorno dopo la festa del Ringraziamento, in genere è caratterizzata da code chilometriche fuori dai negozi, per accaparrarsi gli affari migliori. E, fino a poco tempo fa, questo per i consumatori significava scegliere davanti a quale negozio fare la fila, visto che è impossibile essere in più luoghi contemporaneamente.

Tuttavia, sempre più clienti, negli Usa, hanno trovato il modo di presidiare più negozi possibile, con una strategia di shopping che dà la priorità all’online. Ad esempio, secondo Adobe Digital Insights, durante lo scorso Black Friday (25 novembre 2016), circa 100 milioni di consumatori hanno speso ben 3,45 miliardi di dollari facendo shopping online – e molti di loro dai propri dispositivi mobili, aggiudicandosi offerte speciali.

Per quanto queste cifre possano apparire pazzesche, sono ridicole rispetto a quelle totalizzate dalla Festa dei Single, in Cina. Si tiene l’11 novembre, ed è diventata la principale ricorrenza mondiale in termini di shopping. Infatti, l’ultima ha valso ad Alibaba ben 14,3 miliardi di dollari. Ed è solo uno degli e-commerce presenti.

Questa è una buona notizia dal punto di vista delle aziende. Ma l’enorme volume di transazioni online sta incidendo profondamente sulle modalità in cui i rivenditori operano. La richiesta dei consumatori per una dimensione digitale rispetto alla tradizionale esperienza di shopping al dettaglio, spinge i retailer ad adattarsi, per non soccombere. Anche i rivenditori online si trovano ad affrontare alcune sfide dato che, settori precedentemente separati, come i pagamenti elettronici, le reti mobili e il cloud, si stanno sovrapponendo sempre più.

Punti di vista
Equinix ha uno sguardo completo sui nuovi trend di questo mercato. L’azienda, infatti, può contare sui data center con la migliore connessione al mondo, pur non possedendo o gestendo alcuna rete. “Ci appoggiamo a circa un migliaio di service provider di rete, operatori di rete mobile e fornitori di servizi Internet, che si avvalgono di Equinix come di un punto di contatto a livello mondiale. L’altro aspetto essenziale del nostro business sono il cloud e i servizi IT, che sono più di 2.500, tra cui Amazon, Microsoft, Google, Cisco, ognuno dei quali lavora con noi in mercati globali, per estendere il proprio raggio d’azione presso la community di aziende già operative con Equinix”, sottolinea la stessa società. “E, dato che ci troviamo al centro di tutte queste dinamiche, captiamo questi cambiamenti anche uno o due anni prima che si manifestino concretamente sul mercato”.

Trend attuali
Un elemento che emerge chiaramente è che il settore dei pagamenti – che si tratti di mercati B2B, B2C o P2P – è in uno stato di cambiamento. “Vengono create nuove reti per trasferire denaro in tutto il mondo, e l’innovazione viene spesso orientata verso il miglioramento della customer experience. Una grande parte di questo sviluppo si deve ad aziende specializzate in tecnologia finanziaria, molto più all’avanguardia rispetto alle istituzioni finanziarie e alle reti delle carte di credito. Infatti, queste aziende spesso si uniscono alle aziende finanziarie, creando un turbinio di attività di vendita e acquisto (M&A) in questo settore.  Inoltre, si stanno affermando altre attività in ambito identità e autenticazione, tra cui il rilevamento di frodi e le relative reazioni. Si sono verificati picchi allarmanti di violazioni e furti di dati, e questo ha generato maggiori investimenti in soluzioni come ad esempio il monitoraggio frodi in tempo reale”.

Al contempo, si registra un forte interesse verso i token e l’emulazione di host-card per le tecnologie di pagamento. “Infatti, probabilmente, questo tipo di soluzioni resteranno attive a lungo termine. Un’altra area coinvolta dal cambiamento è quella dei mobile wallet. Sono in crescita – soprattutto dopo il lancio di Apple Pay, che ha legittimato l’utilizzo e accelerato la diffusione di questi strumenti. Questo si evince anche dai lanci di altri player del settore, come Samsung, Google e Microsoft”.

Il denaro sta diventando un prodotto
Uno degli elementi trainanti di tutti questi trend è il fatto che non esiste più la possibilità di trarre profitto da una qualsiasi transazione. E, dato che il trasferimento di denaro sta diventando un vero e proprio prodotto, i margini e i prezzi sono sempre più labili. “Pensate ad una transazione di 15 dollari. Contando lo sconto del fornitore e le tasse, la possibilità di trarre valore da questa transazione è estremamente limitata. Al contrario, però, stanno nascendo nuovi modelli di business grazie al valore dei dati. Capendo le informazioni alla base delle attività commerciali e il contesto che ha guidato ogni transazione. Le aziende valutano questi aspetti partendo da molte direzioni diverse, simultaneamente – come monetizzare alcuni dati storici, e come collaborare per monetizzare gli archivi di informazioni, ampi e in crescita, che fanno parte di una proprietà collettiva”.

Benvenuti nello shopping interconnesso
Quindi, cosa significa tutto questo? “Secondo noi, che l’e-commerce diventerà sempre più interconnesso. Per cominciare, crediamo che il programmatic advertising, i pagamenti elettronici e le aziende di servizi finanziari evolveranno in fretta, per introdurre funzionalità in tempo reale. E vi sarà un forte impegno per una collaborazione in materia di gestione delle identità e di autenticazione dell’utente, e per il rilevamento frodi in tempo reale. Molte di queste attività saranno originate dall’interdipendenza e dal legame di diversi service provider. Si affermeranno ecosistemi altamente interconnessi che coinvolgeranno dei sotto segmenti, come i fornitori di servizi per i social media, le aziende di loyalty management e quelle di servizi finanziari, ad exchange, i pagamenti B2B e le aziende di content caching. Tutte queste realtà si uniranno, interconnettendo e sfruttando appieno le reciproche capacità e qualifiche”.

Tre mosse verso lo shopping integrato
“Sembra un profondo cambiamento, e infatti, lo è. Ma in realtà non è nulla di nuovo. Lo abbiamo visto accadere anche per internet e per i mercati dei capitali, e, adesso, lo osserviamo nell’ambito dell’e-commerce e dei pagamenti elettronici”.

E cosa stanno facendo le aziende per dare il benvenuto all’era dello shopping integrato? “Secondo noi, le fasi principali sono tre:
•    Preparazione a velocità, performance e sicurezza, adottando una Interconnection oriented Architecture (IOA)
•    Sfruttare al massimo il ricco ecosistema cloud e mobile, per connettersi come se fossero parte della stessa infrastruttura
•    Ultimo, ma non meno importante, collocarsi al centro di un sistema di pagamenti digitali insieme a partner e clienti, presenti nello stesso data center – abbattendo così costi, latenza, tempi di commercializzazione e downtime, pur aumentando la sicurezza dell’Internet pubblico”.

“Con tutti questi cambiamenti – sia a livello tecnico che normativo – la posizione migliore in cui trovarsi è al centro. A fianco delle aziende più dinamiche e innovative, offrendo loro la possibilità e la flessibilità necessaria ad attuare i cambiamenti e creare una roadmap di prodotto che consenta di introdurre le funzionalità molto prima della concorrenza”, conclude la società.

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