Insurtech: il nuovo volto delle assicurazioni

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di Ettore Mieli28 febbraio 2017 | 10:09

974 compagnie in 53 paesi per un valore di 16,5 miliardi di investimenti. È il settore insurtech, che negli ultimi anni ha subito un vero boom: basti pensare che solo nel primo semestre del 2016 il numero di operazioni è quasi raddoppiato rispetto al 2015, arrivando a 77 operazioni. Si stima una crescita per le piattaforme insurtech del 34% nei prossimi anni che guiderà un aumento complessivo dei ricavi del settore fintech dai 175 miliardi di dollari del 2016 ai 235 miliardi nel 2021 – stando allo studio di Juniper Research Fintech Futures: Market Disruption, Leading Innovators & Emerging Opportunities 2016-2021.

Ma cos’è l’insurtech? Si tratta di startup focalizzate sullo sviluppo di nuovi paradigmi di consumo e/o fruizione delle tradizionali coperture assicurative attraverso l’uso di nuove tecnologie – come intelligenza artificiale, l’Internet of Things, blockchain e Big Data. Queste imprese stanno operando una vera rivoluzione nel settore assicurativo, che a livello mondiale vale 5 trilioni di dollari, tanto che i venture capital e gli investitori istituzionali di tutto il mondo hanno aumentato il loro commitment per investimenti a supporto di innovazioni tecnologiche che riguardino l’industria assicurativa. Gli investimenti totali in startup del settore insurtech sono aumentati di quasi il 60% dal 2011 ad oggi.

Ad esempio, la berlinese Clark, il primo broker assicurativo digitale della Germania, ha raccolto in un solo round d’investimento 13,2 milioni di dollari. Vende prodotti assicurativi di oltre 160 compagnie, aiutando i clienti a trovare il servizio ideale grazie al suo robo-advisor, un’avanzata tecnologia che miscela intelligenza artificiale e strumenti di analytics.

Sebbene secondo una ricerca di Oxbow Partners il 50% delle insurtech operi soprattutto nel settore della distribuzione, minacciando la figura del consulente assicurativo tradizionale, gli esperti del fondo di venture capital P101 sottolineano che molte startup non si oppongono ai canali tradizionali, ma puntano sul ruolo di “abilitatori” di efficienza dei processi interni delle compagnie assicurative. Ad alimentare il fenomeno, infatti, stanno contribuendo in maniera sempre più sistemica anche le grandi firme del mercato assicurativo, per le quali la sfida è quella di automatizzare il processo relativo alle sottoscrizioni, a oggi ancora molto limitato, sfruttando avanzati algoritmi di valutazione e strumenti di machine learning che diventano ogni giorno più affidabili ai fini dell’analisi del rischio.

In questo senso, a gennaio si sono registrati gli annunci di Axa Strategic Ventures, il fondo di investimento del gruppo Axa, e quello di Helvetia Assicurazioni, il gruppo svizzero attivo anche in Italia che ha lanciato il proprio Venture Fund che prevede investimenti per circa 55 milioni di franchi svizzeri (poco più di 50 milioni di euro) in 25 insurtech startup. L’obiettivo, per tutte, è quello di portare all’interno della compagnia competenze, soluzioni e tecnologie che possano contribuire alla trasformazione in chiave digitale dei principali processi e attività della value chain.

Fra i trend, quello della cosiddetta “connected insurance”, ovvero il segmento delle start-up che utilizzano la tecnologia IoT, è sicuramente quello più gettonato: ben l’81% del totale degli investimenti da parte dei venture capital internazionali ha riguardato quest’ultimo. Tre i settori che verranno maggiormente influenzati dall’insurtech: automotive, protezione della casa e healthcare. Tra questi, in particolare il settore dei motori sembra essere quello più evoluto in senso tech. Secondo il report a cura della società di consulenza Strategy& in collaborazione con PWC, infatti, le esperienze di mercato nel segmento automotive dimostrano già oggi che l’industria assicurativa potrebbe beneficiare di una significativa ottimizzazione in termini di frequenza della riscossione del premio e di selezione del rischio, grazie ai nuovi sistemi sviluppati dalle start-up insurtech, che permettono un monitoraggio puntuale delle informazioni riguardanti il veicolo e chi lo guida.

Ma anche nel segmento della Connected Home, ovvero l’internet of things applicato alla casa, esistono ampi margini di ottimizzazione per lo sviluppo di nuove coperture assicurative. In questo campo, tuttavia, il processo verso la digitalizzazione dell’industria è ancora agli albori. L’interesse maggiore è sicuramente nelle soluzioni per la smart home, che permettono di migliorare la sicurezza della casa ma anche di raccogliere dati sulle abitudini di chi la abita – ambito che però resta ancora sostanzialmente inesplorato dalla prospettiva insurtech.

Il segmento healthcare, al contrario, mostra un grandissimo potenziale, specialmente in Italia: la spesa pubblica e privata per la sanità è in crescita e il 95% dei 30€ miliardi di spesa privata non è allocato in maniera ottimale. Inoltre, aumenta la necessità di accessibilità e prevenzione, due temi ancora poco affrontati dal sistema sanitario tradizionale. L’insuretech, specialmente attraverso le tecnologie afferenti all’IoT, può colmare questi vuoti, migliorando l’efficienza sanitaria sia in termini di accessibilità che di qualità.

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