La “lunga marcia” di China Rapid Finance

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di Federico Morgantini, Shanghai13 marzo 2017 | 14:05

Si sente parlare frequentemente di Fintech solo da qualche anno, prima il termine Fintech neppure esisteva, ma in realtà molti dei suoi protagonisti hanno una storia molto più lunga del loro nome.

Ne è un esempio fulgido China Rapid Finance, azienda fondata nel lontano 2001, in una Cina pre boom, fatta ancora di biciclette e pallottolieri.

Nata dall’idea di Zane Wang, tuttora CEO, l’azienda si è basata sulla convinzione che il potere di acquisto cinese sarebbe inesorabilmente cresciuto e l’economia di mercato sarebbe diventata una realtà anche in Cina.

Già all’epoca, Wang aveva intuito che in paese così popoloso il credito al consumo sarebbe stato un business miliardario e che sarebbe servito un credit-scoring, inteso come “indice di solvibilità”, dei milioni di piccoli lavoratori [anche autonomi come negozianti o artigiani]. Così focalizzo la sua attività nella realizzazione di tale indice.

Negli anni, molti operatori finanziari si sono appoggiati ai servizi e tecnologie di China Rapid Finance per calcolare la solvibilità dei loro clienti.

Ma Wang sentiva che così sarebbe rimasto sempre solo un “service provider”. E nel 2010 decise di fare leva direttamente sulla propria competenza e fondò una piattaforma di prestiti P2P per dare modo a circa 500 milioni di cinesi di accedere al micro credito, difficile da ottenere dalle banche tradizionali.

La “lunga marcia” di China Rapid Finance continua ancora, infatti sono proprio di questi giorni i rumors che parlano di una imminente quotazione a New York della società.

Non a caso Wang era nella Grande Mela al Lendit USA, un evento di networking nel Fintech, proprio lo scorso Martedì 7 Marzo.

 

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