Asset allocation, l'attesa della ripresa

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Nonostante i mercati azionari stiano offrendo convenienti livelli di valutazione, i rischi sono tuttora difficilmente prevedibili e gli investitori rimangono ancora cauti. Manteniamo quindi un sottopeso delle azioni. Per gli investimenti alternativi attribuiamo buone potenzialità all’oro. Ecco quanto emerge dall’analisi di M. Ramser, di Julius Baer Asset Management.

di Matteo Chiamenti30 aprile 2009 | 11:00

Il quadro economico generale continua ad essere poco chiaro. Nel primo trimestre gli investimenti esposti a rischio hanno ceduto ancora parecchio terreno. Soltanto verso fine trimestre gli indicatori macroeconomici hanno accennato ad una graduale stabilizzazione, che si è riflessa anche nella ripresa dei mercati azionari.

Non è una seconda «Grande Depressione»

Nei primi tre mesi dell’anno la maggior parte dei mercati azionari sono scesi sotto i minimi di novembre 2008 e sono stati ancora una volta penalizzati dal netto calo degli utili societari. Negli Stati Uniti, per esempio, gli utili trimestrali sono retrocessi per la sesta volta consecutiva. Una simile serie negativa non si era più ripresentata dai tempi della Grande Depressione. Tuttavia escludiamo uno scenario da «Grande Depressione», caratterizzato da deflazione e disoccupazione di massa. A livello internazionale sono state attuate massicce misure di politica monetaria e fiscale, come dimostra il G20 di Londra. I loro effetti potrebbero gradualmente portare ad una stabilizzazione e successivamente, nel secondo semestre, ad un miglioramento della situazione economica.

Investitori poco propensi al rischio

Nei primi tre mesi dell’anno la maggior parte dei mercati azionari è scesa sotto i minimi di novembre 2008.Da una prospettiva storica, i mercati azionari hanno valutazioni convenienti nonostante le riduzioni di valore, viste nel passato, non siano state raggiunte. L’alto livello di liquidità nei portafogli, una leggera ripresa dei mercati del credito e, rispetto ai rendimenti delle obbligazioni, rendimenti interessanti dei dividendi favoriscono i mercati azionari. Una duratura inversione di rotta sarà possibile solo quando i bilanci delle banche europee e statunitensi saranno ripuliti dai titoli in sofferenza o «tossici». Il processo di abbattimento del debito – anche per il consumatore americano – potrebbe richiedere ancora molto tempo, pertanto è probabile che l’avversione al rischio degli investitori rimanga elevata. Per questo motivo giudichiamo più interessanti gli investimenti nel comparto obbligazionario, nonostante la loro valutazione superiore.

In attesa di segnali più chiari
I mercati delle materie prime hanno tenuto bene nel primo trimestre grazie all’aumento del prezzo del petrolio. Sono state determinanti la crescente fiducia nella serie di incentivi varati Julius Baer Asset Management 5 dalla Cina e la scarsità dell’offerta. Non si esclude una ripresa duratura del prezzo del greggio e dei metalli industriali a condizione che ci siano chiari segnali di una ripresa economica. Attualmente continuiamo a privilegiare i metalli preziosi. In particolare l’oro sta beneficiando delle svalutazioni delle monete locali effettuate dalle banche centrali, come nel caso della Svizzera. Allo stesso tempo, in Svizzera, giudichiamo in modo positivo anche il mercato immobiliare.

Manteniamo un posizionamento difensivo

Nell’asset allocation confermiamo il posizionamento difensivo. Ci atteniamo alla nostra politica di sottoponderazione delle azioni e attendiamo, dal secondo trimestre, segnali più chiari di una ripresa economica nonché di un più evidente recupero dei mercati del credito. Continuiamo dunque a favorire i settori difensivi, tra cui i consumi di prima necessità e della salute, pur avendone gradualmente ridotto la sovraponderazione. Per le obbligazione teniamo una posizione neutrale e posizionandoci nella curva dei tassi sulle durate medie. Evitiamo ancora il segmento high yield. Rimaniamo sottopesati negli investimenti alternativi, soprattutto hedge fund e (ancora) immobili stranieri.

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