Burgess (Columbia Threadneedle): “E’ tempo di valorizzare le donne nel nostro settore”

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Nell’asset management solo il 7% delle risorse umane è rappresentato da donne. Per il chief investment officer Emea e responsabile azionario globale della società di gestione statunitense, c’è bisogno un drastico cambiamento per ristabilire l’equilibrio.

Andrea Telara di Andrea Telara8 marzo 2017 | 11:32

Di seguito, in occasione della festa della Donna 2017, un intervento di Mark Burgess, chief investment officer Emea e responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments.

Oggi è la Giornata internazionale delle donne e il tema di quest’anno è “Osare per cambiare”. Il settore dei servizi finanziari ha compiuto progressi verso la parità di genere, ma il comparto dell’asset management continua a fare eccezione con una quota femminile di appena il 7%. È tempo di promuovere un drastico cambiamento per ristabilire l’equilibrio.

8 MARZO 2017 – Negli ultimi anni il settore dei servizi finanziari ha trasformato il proprio approccio alla diversità, facendo scomparire l’immagine delle sale di contrattazione intrise di testosterone a cui ci eravamo abituati nei decenni passati.

Natasha Ebtehadj, gestore del Threadneedle India Fund, è entrata in Columbia Threadneedle Investments nel 2008 e ha potuto osservare in prima persona questo cambiamento culturale. “Nella City di Londra le reti di complicità tra ex compagni di college si sono sfilacciate, per cui il loro potere è diminuito e le opportunità di farsi strada sono aumentate. Ci siamo evoluti rispetto all’immagine del gestore impegnato in lunghe pause pranzo e bevute al pub il venerdì pomeriggio; quel tipo di realtà non esiste più”, ha dichiarato.

Oggi si riconosce da più parti che le aziende devono sposare la diversità per servire efficacemente la propria clientela ed evitare il rischio di cadere nel pensiero di gruppo. In una fase in cui i singoli investitori si trovano ad affrontare sfide sempre più impegnative, il settore dell’asset management necessita di una varietà di esperienze, di idee e di opinioni per superarle con successo.

Ma nonostante l’enfasi sulle iniziative volte a promuovere la diversità, il comparto dell’asset management è rimasto ostinatamente immune all’equilibrio di genere. Uno studio condotto da Citywire nel maggio 2016 ha rivelato che solo il 7% dei fondi a livello mondiale, rappresentativi del 4% delle masse in gestione, è gestito da donne.

UN APPROCCIO DIFFERENTE Il settore sta perdendo così l’opportunità di sfruttare un ampio bacino di talento e di risorse. L’evidenza disponibile (certamente limitata, a causa delle dimensioni ridotte del campione) dimostra che le donne, in virtù delle caratteristiche del proprio cervello, potrebbero essere particolarmente ben dotate per svolgere il ruolo di gestore.

Ad esempio, le donne sono meno inclini ad eccessi testosteronici di euforia e assunzione di rischi nelle fasi di rialzo dei mercati, e meno soggette ad avversione al rischio indotta da stress quando i mercati virano in negativo. Ann Steele, gestore del Threadneedle Pan European Fund, ha osservato questo fenomeno nei decenni di esperienza che ha maturato nel settore dell’asset management. “Le donne hanno senza dubbio un atteggiamento diverso nei confronti del rischio: è molto improbabile che puntino tutto su un solo cavallo. Credo che le donne abbiano un mix molto più bilanciato di posizioni azionarie nei propri fondi e che le coltivino con maggiore pazienza, assumendo una prospettiva di lungo periodo.”

Gli studi neuroscientifici hanno rivelato inoltre che le donne sono più abili nel cogliere il quadro generale e nel praticare il pensiero situazionale. Non è difficile immaginare come tali abilità sarebbero estremamente vantaggiose per un gestore incaricato di tradurre le tendenze macroeconomiche e geopolitiche nell’investimento in singoli titoli. Analogamente, un aspetto importante del ruolo di gestore consiste nell’incontrare e intrattenere rapporti con imprenditori e dirigenti, un ambito nel quale le “soft skill” femminili, come l’ascolto e la collaborazione, si rivelano particolarmente utili.

AFFRONTARE IL DEFICIT DI DIVERSITÀ I network femminili e i programmi di mentoring e sponsorizzazione saranno determinanti per creare un ampio bacino potenziale di talento per promuovere in definitiva l’ingresso di giovani donne nel settore nei prossimi anni. La Women in Finance Charter, la carta delle donne nella finanza lanciata nel 2016 dal Tesoro britannico, sta raccogliendo un numero crescente di sottoscrittori. Columbia Threadneedle Investments è orgogliosa di essere la prima società di asset management ad aver aderito a questa iniziativa. Siamo tuttavia consapevoli della necessità di prendere misure più radicali per ovviare allo squilibrio. In Columbia Threadneedle Investments, il 29% dei professionisti dell’investimento nella regione EMEA è costituito da donne, comprese quattro donne su 13 responsabili senior dei desk. Siamo stati il primo asset manager a divulgare i propri dati sulla diversità di genere nel 2015, e abbiamo fissato una serie di obiettivi per la presenza delle donne all’interno dell’azienda.

Tali obiettivi costituiscono un’importante dichiarazione di intenti e forniscono un risultato tangibile e verificabile verso il quale orientare gli sforzi, ma crediamo che debbano essere accompagnati da un cambiamento di cultura e di comportamento per essere efficaci nel lungo periodo. Al fine di modificare la mentalità dominante, offriamo una formazione contro i pregiudizi inconsci. Il nostro processo di assunzione incoraggia le rose di candidati con un’adeguata rappresentanza femminile, il che permette di assicurare che le donne qualificate vengano invitate ai colloqui.

Sosteniamo modalità di lavoro flessibili per offrire alle nostre dipendenti la possibilità di conciliare la carriera con la vita familiare, e pertanto contrastare gli abbandoni che si possono registrare presso il personale femminile una volta superati i livelli intermedi della dirigenza. Il settore dell’asset management, contrariamente alle aspettative, è più portato alla flessibilità lavorativa rispetto ad altri segmenti del settore finanziario, poiché dipende in misura minore dall’interazione diretta fra colleghi. In netto contrasto con i lavori in cui i tempi sono dettati dal ritmo delle operazioni, l’attività di gestore non obbliga a trascorrere lunghe notti in ufficio. Gran parte del lavoro si basa sulla selezione dei titoli e sulla ricerca, tutte attività che, grazie alla tecnologia moderna, possono essere svolte tranquillamente ovunque. Analogamente, essendo prettamente orientata alla performance, la professione di gestore è espressamente meritocratica: i migliori professionisti in questo campo possono essere facilmente identificati e premiati.

È essenziale esaltare questi benefici agli occhi delle giovani donne che desiderano intraprendere una carriera nel settore dell’asset management, nonché comunicare il cambiamento culturale in virtù del quale questo settore non è più dominio esclusivo delle “reti di vecchi compagni di college”. Queste misure contribuiranno a produrre il drastico cambiamento necessario per ripristinare l’equilibrio e fornire al settore il talento di cui ha bisogno per prosperare in futuro.

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