Cina, sempre più opportunità. Ma sono di “secondo livello”

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Lew (Janus): “Le aziende si preparano a competere con ottimi risultati sui mercati occidentali”

di Redazione31 maggio 2010 | 12:00

di Edoardo Romano

Stephen Lew, cfa di Janus, quando parla delle Cina ha le idee molto chiare: guardate alle città di “secondo livello” e, attenti, le aziende sono pronte a competere nei mercati occidentali.

Si parla molto della Cina come opportunità di investimento. Ma per un gestore come è possibile svolgere un’attività di ricerca e copertura nel Gigante asiatico?

Essendo nato a Taiwan, non ho avuto particolari difficoltà a comprendere il sistema e la cultura del Paese, vista l’assenza di ostacoli di natura linguistica o culturale. Per quanto riguarda la ricerca vera e propria sul territorio cinese, ogni trimestre effettuo due visite in Cina o nella regione Asia Pacifico.
In questi viaggi vengo in genere accompagnato da altri colleghi che si occupano dell’attività di ricerca in Asia per Janus. Molti fra coloro che operano sui mercati della regione Asia Pacifico tendono ad avere una prospettiva relativamente limitata in termini di tempo. In Janus riteniamo che la regione Asia Pacifico e la Cina in particolare abbiano un potenziale di sviluppo di lungo periodo. Pertanto, nella fase di ricerca delle opportunità di investimento, prediligiamo società caratterizzate da rendimenti elevati sul capitale investito e vantaggi competitivi sostenibili oltre che abili team di gestione in grado di incrementare il valore d’impresa. Al fine di poter credere fermamente in un’idea, in genere effettuiamo molte verifiche a livello locale: in sostanza non parliamo solo con il management della società, ma ci confrontiamo anche con concorrenti, fornitori e clienti. Quindi, grazie a quest’analisi a 360 gradi, riusciamo a determinare se una specifica società è adeguata al nostro profilo di investimento.

Proprio di recente è tornato da un viaggio in Cina. Cosa è emerso da questa sua ultima visita?
In questo specifico viaggio, invece di visitare Pechino, Shanghai e Canton, ci siamo dedicati alle cosiddette città di “secondo livello”, ovvero le città site nelle zone meno sviluppate del Paese. A nostro parere le città di secondo livello offrono opportunità di investimento molto interessanti, in quanto sono caratterizzate da un tasso di crescita perfino superiore a quello registrato nelle aree costiere. Pertanto riteniamo sia estremamente importante comprendere la mentalità prevalente fra i consumatori e i produttori di queste zone del Paese, nonché a livello di Stato. Il programma di viaggio ci ha quindi portati nelle città di Chengdu nella provincia di Sichuan, Changsha nella provincia di Hunan e Xiamen nella provincia del Fujian. Non ci siamo limitati a visitare le società oggetto delle nostre ricerche ma ci siamo recati anche presso altre società specializzate nella fornitura di prodotti finali ai mercati. Questo viaggio ci ha permesso di migliorare la nostra comprensione dei gusti dei consumatori locali oltre che di acquisire informazioni sulle strutture dei costi delle società quotate in borsa su cui investiamo. Al contempo abbiamo toccato con mano la situazione di queste città in modo da riuscire a valutare in maniera più precisa in che modo possiamo trarre vantaggio dalle società che risultano esposte a fornitori o consumatori di questa parte del Paese.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

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