Ignis: le banche forti continueranno a sovraperformare

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Le banche meglio posizionate sono destinate a diventare sempre più forti. E’ questa l’opinione espressa da Ian Ormiston, gestore di Ignis Asset Management.

di Redazione29 luglio 2010 | 15:30

Le banche meglio posizionate sono destinate a diventare sempre più forti. E’ questa l’opinione espressa da Ian Ormiston, gestore di Ignis Asset Management, il quale ha fatto un’analisi sui risultati degli stress test.

Anche se i risultati sono stati migliori rispetto al consensus (l’ammontare di capitali freschi richiesto è pari solo a 3,5 miliardi di euro, contro 37,6 miliardi previsti), la credibilità dei test è stata messa in discussione da coloro che sostengono come il peggiore degli scenari ipotizzati fosse troppo benevolo, soprattutto considerando quello che l’economia globale, e l’Europa in particolare, sta attraversando. 

 

“Tuttavia, se il risultato non è rivelatorio, la diffusione dei dati dettagliati lo è sicuramente di più. La maggioranza delle banche ha suddiviso/analizzato  i propri asset con una granularità che permette alle parti coinvolte di creare un’immagine della forza e stabilità dei bilanci. Cosa che non era stata possibile finora” spiega il gestore di Ignis AM. “L’incertezza che circonda la qualità degli asset detenuti dalle banche era parzialmente responsabile del malessere aleggiante su tutto il settore. Quasi tutte le banche europee fino a un mese fa erano scambiate a sconto rispetto ai loro asset. Oggi i prezzi delle azioni riflettono la differenza di qualità all’interno del settore bancario. Quelle organizzazioni con business solidi e diversificati sono state premiate con una rivalutazione. Société Générale, ad esempio, rispetto a una settimana fa ha guadagnato il 24%. Secondo il Comitato di Vigilanza Bancaria Europea nel peggiore degli scenari il Tier 1 di SG scenderebbe al 10%, ben al di sopra della soglia del 6%” continua Ormiston. 

 

“Ci aspettiamo che Hsbc, Santander, Bnp Paribas, Société Générale e Unicredit continuino a sovraperformare, sulla base dell’asserita forza relativa e crescita organica. Dal momento che negli anni scorsi gli investitori si sono concentrati sulle più piccole istituzioni finanziarie caratterizzate da una forte crescita, comprando le loro azioni e i loro prodotti di risparmio, l’attuale contesto sarà caratterizzato da una maggiore prudenza da parte degli investitori, orientati a privilegiare maggiormente la stabilità e le potenzialità di un crescita sostenibile, piuttosto che rendimenti vivaci e maggiormente rischiosi”. 

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