Risparmio gestito – Asia, terra di conquista

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Ecco come le imprese asiatiche si stanno mettendo in luce come le principali beneficiarie della crisi finanziaria: il persistente vigore degli investimenti e dei consumi in tutta la regione alimenta il crescente divario tra le economie avanzate e quelle emergenti. Ecco la view del gestore del Julius Baer Asian Stock Fund di Swiss & Global Asset Management.

di Matteo Chiamenti29 ottobre 2010 | 09:00

Dopo anni di massiccio abbattimento del debito in segui¬to alla crisi asiatica del 1997, le aziende, le banche e i go¬verni hanno affrontato la più recente recessione con soli¬de strutture del capitale e una considerevole liquidità netta. Le generose politiche monetarie, accompagnate da investimenti e consumi sempre sostenuti in tutta l’Asia, hanno permesso una repentina ripresa.
A differenza dell’ultimo decennio, quando l’Asia costituiva soprattutto un polo manifatturiero, oggi le imprese del continente puntano sempre di più alla leadership nella tecnologia e nei servizi, non solo su scala regionale, ma anche globale. Le aspirazioni sono favorite da cospicui investimenti nella ricerca e nel marketing. La combinazio¬ne del know how locale con una crescente domanda pan-asiatica offre enormi opportunità agli investitori azionari nell’industria automobilistica, nell’elettronica, nell’inge¬gneristica e nei servizi finanziari: le aziende asiatiche si affacciano sulla scena come serie concorrenti delle loro controparti globali.

Lo JB Asia Stock Fund offre agli investitori un portafoglio diversificato di selezionate aziende asiatiche (Giappone escluso) che possono beneficiare di questa crescita. Il fondo è gestito da due team d’investimento con strategie complementari: l’una utilizza un’allocazione di tipo top down per paese e tema, l’altra attua un approccio quanti¬tativo basato sulla valutazione.
 
Cina in primo piano
In termini geografici la Cina è in questo momento la mag¬giore posizione in portafoglio. In considerazione della for¬te crescita economica del paese, delle valutazioni conte¬nute e dell’atteso apprezzamento del renminbi cinese, le prospettive rimangono favorevoli alle azioni cinesi. Da ini¬zio anno, gli indici delle azioni cinesi sono molto in ritardo rispetto al resto dell’Asia, frenati dai timori di una nuova stretta sul mercato immobiliare e dell’impatto del debito pubblico locale. Ma la Cina sta attraversando un proces¬so di crescita verso la qualità. In questo scenario il team di gestione del fondo punta sulle aziende ben posizionate per beneficiare dei consumi interni e della crescita regio¬nale nei settori strategici. Tra questi si annoverano la pro¬tezione ambientale, le tecnologie per i trasporti, la biotec¬nologia e la manifattura di alto livello. Alcune aziende operanti in questi settori sono tuttora scambiate su livelli di valutazione modesti rispetto al loro potenziale di cre¬scita e potrebbero emergere come future vincitrici. An¬che Hong Kong offre interessanti prospettive, soprattutto il settore immobiliare che beneficia di costanti flussi di liquidità e dell’aumento dei prezzi degli immobili locali.
 
Interessanti mid caps in India
Il quadro indiano è diverso. Il paese ha perso il treno degli investimenti nelle infrastrutture, così non è riuscito a trar¬re vantaggio dal boom della manifattura nell’ultimo de¬cennio. Oggi le iniziative congiunte del settore pubblico e privato stanno alimentando l’ottimismo per la possibile realizzazione dei progetti mentre l’accelerazione dei pre¬stiti favorisce la crescita. Anche i consumi rurali accelera¬no, grazie alle riforme del lavoro e alle migliorate entrate

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