Fondi comuni – Bef continua a battere i mercati balcanici

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Continuano a soffrire i listini dei Balcani, che restano vicino ai minimi registrati durante l’apice della crisi finanziaria. Sale invece al 16,24 per cento il guadagno da inizio anno del Balkan Emerging Frontiers Fund, della casa di Ginevra Bef Fund.

Biagio Campo di Biagio Campo31 agosto 2011 | 08:30

Luglio è stato un mese ancora una volta difficile per i listini dei paesi balcanici, che hanno fatto registrate cali compresi tra il 2 ed 6,4 per cento, per questo “annunciamo con estremo piacere il guadagno del 4,2 per cento ottenuto dal Balkan Emerging Frontiers Fund”, fondo hedge domiciliato alle Isole Cayman, “nel corso del mese di luglio, cha ha portato il rialzo da inizio anno al 16,24 per cento”; queste le parole di Denis Vengust, Investment Manager di Bef Fund, società di Ginevra specializzata in investimenti nei Balcani.

La casa di Ginevra ha una visione positiva sui mercati finanziari e considera le attuali quotazioni, un’interessante punto di ingresso. “Nel breve termine il livello dei prezzi è influenzato dalla liquidità presente e dall’irrazionalità degli operatori, mentre nel lungo termine emergono i valori fondamentali delle aziende”.
Gli indici della regione sono ancora vicini ai minimi registrati durante l’apice della crisi finanziaria, con cali che dai massimi del 2007 si aggirano attorno all’80 per cento; “qualora i listini raggiungessero quotazioni pari alla metà dei valori registrati nel 2007, sulla base del tasso di interesse composto, si otterrebbe una crescita compresa tra il 230 ed il 400 per cento”. 

Tuttavia le opportunità offerte dalla regione “non risiedono unicamente nella crescente convergenza dei listini”. Nel medio termine gli elementi che possono favorire una ripresa dei mercati dell’area balcanica “sono identificabili nel processo di allargamento dell’Unione Europea e della Nato, così come la ricerca da parte degli investitori di nuove tematiche di investimento all’interno del vecchio continente, in grado di far affluire ingenti capitali”. Le nazioni appartenenti a questa area geografica infatti sono attualmente al di fuori dei grandi investimenti internazionali, non essendo ricomprese negli indici emerging markets ed eastern Europe.

La regione “sta accelerando il processo di privatizzazioni e le società sono coinvolte in diverse attività di M&A”.
Il risparmio delle famiglie “è in aumento e si vede una crescente presenza di capitali esteri”. Molti investitori ignorano che l’area balcanica abbia una discreta disponibilità di carbone e minerali; “attualmente viene utilizzata solo il 30 per cento della capacità estrattiva”.

Lanciato il 13 aprile 2010 con un valore di 100 il comparto ha costantemente battuto il proprio benchmark, ed oggi vale 157,95 Euro; calcola il Nav su base mensile ed è denominato in Euro.

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