Efama, un trimestre nero per i fondi Ucits

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Nel periodo che va da luglio a settembre, i deflussi si sono attestati a 83 miliardi dai +18 miliardi del periodo di rilevazione precedente

di Redazione29 novembre 2011 | 15:20

Un trimestre da dimenticare per il settore europeo del risparmio gestito. Nel periodo che va da luglio a settembre, la raccolta dei fondi armonizzati alla normativa Ucits ha girato in rosso per la prima volta dopo il caso isolato registrato nel secondo trimestre del 2010. E questa volta i deflussi sono stati decisamente più consistenti: -83 miliardi di euro, a fronte dei +18 miliardi del periodo di rilevazione precedente. E’ quanto emerge dalle consuete rilevazioni di Efama, la società che riunisce le Assogestioni di tutta Europa, che evidenziano come il settore abbia subito il contraccolpo di un’estate turbolenta per  i mercati finanziari del Vecchio Continente e non solo, con un sensibile aumento dei timori degli investitori circa la crisi dei debiti sovrani. Con il dato negativo del terzo trimestre, la raccolta year-to-date dei fondi Ucits è passata così in terreno negativo, con deflussi complessivi per 35 miliardi di euro. Nel dettaglio, i prodotti a lungo termine hanno chiuso il trimestre in rosso per la prima volta dal primo trimestre del 2009 con risorse in uscita per 78 miliardi, soprattutto per effetto dei prodotti azionari, che hanno registrato un sensibile peggioramento: -43 miliardi dai +8 milioni del secondo trimestre.

Male anche la categoria degli obbligazionari – che ha visto deflussi per 22 miliardi dai precedenti +10 miliardi – e quella dei bilanciati (-15 miliardi da +23 miliardi), mentre i prodotti catalogati sotto la dicitura “altri fondi” hanno chiuso in positivo per circa 2 miliardi. Quanto invece ai money market, questa categoria ha limitato i deflussi nel periodo concluso il 30 settembre, portando la raccolta a -5 miliardi dai -30 miliardi precedenti. Nello specifico, segnala Efama, per i prodotti a lungo termine i deflussi sono stati consistenti soprattutto nel mese di agosto, con un leggerissimo miglioramento a settembre, che comunque ha continuato a segnare una contrazione. Quanto all’andamento del settore per domiciliazione dei fondi, soltanto tre Paesi hanno concluso in terreno positivo nel periodo in esame: il Regno Unito, con afflussi per circa 3 miliardi domina la classifica, seguito da Romania e Bulgaria. Gli altri 21 hanno invece registrato deflussi, capitanati da Lussemburgo (-41 miliardi) e Francia (-22 miliardi), che sono stati frenati soprattutto dall’andamento di azionari e obbligazionari. In rosso per oltre 3 miliardi anche i fondi Ucits domiciliati in Italia (-6 miliardi), Svizzera (-3 miliardi) e Irlanda (-3 miliardi). Quanto infine agli asset in gestione al settore, questi sono scesi del 7,1% nel trimestre per I fondi armonizzati, portandosi a 5.472 miliardi di euro alla contro i 5.892 miliardi di fine giugno e gli oltre 6.000 miliardi di fine dicembre. Il numero di prodotti Ucits è sceso a 36.225 dai 36.398 di fine giugno (il decremento più marcato si è registrato in Lussemburgo, Francia e Germania).

 

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