Jupiter punta sul fixed income con un nuovo fondo

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Il fondo Jupiter Global Emerging Markets Corporate Bond investe in obbligazioni emesse da società esposte in maniera diretta o indiretta alle economie dei mercati emergenti a livello globale.

Chiara Merico di Chiara Merico16 maggio 2017 | 08:32

Jupiter ha lanciato il fondo Jupiter Global Emerging Markets Corporate Bond, un comparto del fondo Jupiter Global SICAV. Il fondo è gestito da Alejandro Arevalo, entrato in Jupiter a dicembre 2016, e amplia ulteriormente la gamma delle strategie fixed income della casa. Bluerating.com ne ha parlato con Andrea Boggio (nella foto), managing director e head of Italy di Jupiter Asset Management.

Quali sono le caratteristiche del nuovo fondo?

Il fondo Jupiter Global Emerging Markets Corporate Bond è un portafoglio gestito attivamente che ha l’obiettivo di ottenere un rendimento di lungo termine e una crescita del capitale investendo in obbligazioni emesse da società esposte in maniera diretta o indiretta alle economie dei mercati emergenti a livello globale. Il processo d’investimento del fondo segue un approccio di tipo top-down/bottom-up, che punta ad identificare le opportunità di lungo termine che potrebbero beneficiare di temi macroeconomici o di specifici eventi a livello settoriale o di singola società.

Quali sono le prospettive per l’asset class del debito corporate dei mercati emergenti?

L’universo del debito dei mercati emergenti è in continua espansione, in particolare per quanto riguarda le emissioni corporate. Il gestore del fondo Jupiter Global Emerging Markets Corporate Bond, Alejandro Arevalo, ritiene che le società dei mercati emergenti possano offrire agli investitori un ampio ventaglio di opportunità e una serie di vantaggi tra cui diversificazione, minore volatilità e maggiore liquidità.

Come si caratterizza la strategia di Jupiter per il mercato italiano?

In generale la strategia di Jupiter in Italia è orientata al lungo periodo, ci proponiamo di essere uno degli asset manager internazionali di riferimento in questo importante mercato. Di fatto ciò sta già avvenendo nel segmento dei “fund buyers”, dove, nonostante l’apertura della branch italiana sia piuttosto recente (giugno 2016), i nostri fondi sono già molto apprezzati e hanno fatto registrare una impressionante dinamica di crescita della raccolta, della quale siamo ovviamente molto soddisfatti. Siamo invece solo agli albori della distribuzione sulle reti, sia diretta che per il tramite dei wrapper assicurativi, ma l’interesse mostrato dalle principali reti per i nostri fondi è davvero incoraggiante. La distribuzione private e soprattutto retail sono attività time-intensive; volendo garantire la qualità che ci contraddistingue anche nel supporto alle reti, si è reso necessario prevedere un team già piuttosto strutturato, che vede ad oggi quattro persone (di cui una di base a Londra) dedicate all’Italia e una quinta in arrivo.

Quali prodotti sono al momento più richiesti dagli investitori italiani?

Guardando in casa Jupiter, gli investitori italiani si sono innamorati in particolare di Jupiter Dynamic Bond Fund, poiché rappresenta una delle pochissime soluzioni di investimento rimaste, nel campo obbligazionario, capaci di generare rendimenti interessanti ma con un rischio estremamente contenuto. Il nostro è storicamente un paese propenso all’investimento in bond, ecco perché in questo segmento i gestori capaci di tenere un ottimo profilo rischio-rendimento sono ancora capaci di attrarre flussi consistenti. Anche i nostri fondi Global Absolute Return ed Europa (sono entrambi fondi Absolute Return gestiti come equity Long-Short) stanno riscontrando molto interesse; l’esperienza media degli investitori italiani con gli Absolute Return in generale non è stata in passato entusiasmante, ma quando trovano Absolute Return degni di questo nome rispondono ancora con interesse. Infine, abbiamo raccolto tantissimo nella asset class delle obbligazioni convertibili (specie tra i fund buyers), dove ci distinguiamo per una gestione particolarmente prudente e solida, senza che ciò comprometta la performance.

 

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