Swiss&Global am, +4,34% nel 2011 per lo Julius Baer Euro Bond Fund

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Ne parlano i due gestori Bernhard Urech e Mario Fraefel, che spiegano come il risultato ottenuto dal prodotto sia frutto della…

di Redazione29 marzo 2012 | 12:45

Lo Julius Baer Euro Bond Fund di Swiss&Global Asset Management ha realizzato una performance annua in euro pari al +4,34% nel 2011 e al +5,09% nel 2010. Ne parlano i due gestori Bernhard Urech e Mario Fraefel, che spiegano come il risultato ottenuto dal prodotto sia frutto della collaborazione tra gli specialisti dei tassi e del debito. In particolare, spiegano, “iI portfolio manager stabiliscono la ponderazione dei titoli di stato e delle obbligazioni societarie secondo un approccio di tipo “top down”. In questo momento ad esempio sono sovraponderate del 20% le obbligazioni societarie che, con un premio di rischio di circa 175 punti base, presentano una valutazione tuttora interessante rispetto agli analoghi titoli di stato e offrono un maggiore potenziale di rendimento”.

D’altro canto, continuano i gestori, “sono sottoponderati i titoli di stato, considerati meno interessanti a causa dei bassi tassi reali (paesi core) o delle lacune fondamentali (paesi periferici)”.  Gli specialisti del debito sovrano e di quello corporate invece, con i propri processi d’investimento, costituiscono portafogli gestiti attivamente secondo un approccio di tipo “bottom up” nelle dimensioni della duration, delle durate, dell’allocazione per paese, settore e qualità nonché della selezione dei titoli. “L’attuale posizione attiva più interessante”, spiegano gli esperti di Swiss&Global am, “riguarda le obbligazioni societarie. I titoli industriali con un orientamento internazionale sono privilegiati per ragioni fondamentali rispetto ai finanziari e alle utilities. Il rating di queste ultime conferma il trend negativo in Europa”.

In una strategia di overlay vengono costituite posizioni al di fuori dell’universo del benchmark, di solito mediante strumenti finanziari derivati, per sfruttare altre fonti di reddito sui mercati globali dei cambi, dei tassi e del debito. L’obiettivo, concludono i gestori, “consiste nell’assumere esposizioni il meno possibile correlate con un portafoglio obbligazionario in euro e di non aumentare il rischio complessivo del fondo. Sono inoltre gestiti i rischi di credito, tassi e di curva dei tassi del portafoglio nel suo insieme. Considerando l’attuale livello storicamente basso, la possibilità che sulle durate più lunghe i tassi calino ancora è limitata. Mediante la vendita di future sui bond una parte del rischio tassi è stato garantito per rendere il fondo meno sensibile agli eventuali cali dei tassi ai minimi storici rispetto all’indice di riferimento”.

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