I fondi di Raiffeisen non arrivano mai soli

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Per i prossimi mesi la società ha in programma diversi lanci. Parla il country head per l’Italia Donato Giannico.

di Redazione28 settembre 2012 | 15:05

Da un bilancio (positivo) della prima parte del 2012 alle novità in arrivo con l’inizio dell’anno nuovo, passando per una riflessione disillusa su quello che sarà il futuro della professione di promotore finanziario. Donato Giannico, country head per l’Italia di Raiffeisen Capital Management, parla diffusamente con soldi&bluerating a margine del Congresso nazionale dei professionisti e delle società di consulenza fee only a Verona.

Come sta andando il 2012?
Decisamente bene, direi: a fine agosto abbiamo raccolto circa 450 milioni di euro, grazie soprattutto a tre segmenti di mercato: reti di promotori finanziari, private banking e fondi e gestioni. Inoltre, siamo diventati più visibili e il nostro marchio ha iniziato a emergere anche per cose per cui prima non ci conoscevano, come la gestione del reddito fisso e delle classi multiasset.

Venendo ai vostri fondi: ci parli del 337-Strategic Allocation Master I, lanciato in Italia di recente.
Il 337 ha riscosso successo perché è innovativo dal punto di vista gestionale, basandosi su un approccio risk parity. Il concetto all’apparenza è banale: si tratta di calcolare, controllare e gestire il rischio prima del rendimento, decodificandolo in maniera numerica e attribuendolo in maniera paritetica. Sostanzialmente, abbiamo sovvertito le priorità: invece che allocare le asset class, abbiamo allocato il rischio. Per esempio, se io penso che la mia allocazione del rischio equity sia un quarto del mio portafoglio, la domanda successiva che devo pormi è: “a quanto corrisponde percentualmente il peso dell’equity?” Può darci qualche cifra? Dall’inizio dell’anno, la performance del fondo è vicina all’11%. E la classe istituzionale, nata a maggio 2008, ha reso fino a oggi il 50%, con una volatilità dell’8%.

Sono in arrivo nuovi prodotti?
Abbiamo messo un po’ di novità in cantiere, a partire dal “fratello” del 337, che arriverà sul mercato retail all’inizio del 2013, ma che è già disponibile per il mercato istituzionale. Questo fondo differisce dal 337 solo per le strategie asimmetriche di rischio: ha infatti un drawdown minore, perché cerca di contenere le perdite nei momenti molto critici del mercato. Un altro fondo di prossima uscita è una sorta di versione gestita dell’obbligazionario fondamentale globale, ancora in fase embrionale, che si propone di gestire anche la duration e il currency. Infine, nel primo trimestre del 2013 lanceremo un fondo di fondi obbligazionario che ha al suo interno solo fondi Raiffeisen.

Parlando di promozione finanziaria, come vede il futuro della professione in Italia?
Il mondo della promozione è un mondo anziano in Italia, ma abbastanza stabile, nel senso che non c’è un ricambio generazionale. Detto questo, credo che nei prossimi anni, visto che molte banche avranno difficoltà a sostenere i propri costi, ci sarà uno shifting di bancari verso la promozione e la consulenza fee only. Ma sarà un ricambio che riguarderà una generazione non giovane, di 40/60 anni. A onor del vero, ci sono anche degli aspetti positivi: un professionista con 40/50 milioni di portafoglio è meno soggetto a conflitti di interesse, quindi tende a dare un servizio più trasparente dal punto di vista del cliente finale, perché non ha bisogno di strappare 20mila euro in più di guadagno annuale.

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