Morningstar: gli azionari non riescono a tenere il passo

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Gli obbligazionari hanno avuto ancora una volta la meglio, con sottoscrizioni nette pari a 22 miliardi di euro a ottobre.

di Redazione30 novembre 2012 | 08:30

CAUTO RITORNO ALL’AZIONARIO – Gli investitori in fondi stanno tornando verso il mercato azionario, ma la continua fuga verso gli obbligazionari ridimensiona il secondo mese consecutivo positivo delle entrate nell’equity. A rivelarlo è l’ultimo Morningstar Asset Flow Report sui prodotti collocati in Europa. I fondi obbligazionari hanno avuto ancora una volta la meglio, con sottoscrizioni nette pari a 22 miliardi di euro nel mese di ottobre.

TUTTI PAZZI PER GLI OBBLIGAZIONARI – I fondi obbligazionari più rischiosi sono stati i più richiesti nel comparto del reddito fisso nel mese di ottobre, con in testa gli high yield, i corporate e gli emerging markets bond. Tra le prime dieci società di gestione per raccolta, quasi tutte incentrano la loro strategia sui bond. Pimco continua a essere il gruppo che più beneficia di questo boom di investimenti.

FLUSSI E DEFLUSSI – I fondi bilanciati hanno attirato 2,76 miliardi di euro. I bilanciati prudenti in euro sono stati i più popolari, con una raccolta netta di 1,21 miliardi di euro il mese scorso. Seguono i flessibili in euro e sterline. I fondi bilanciati della categoria Morningstar Emerging Markets hanno visto flussi moderati per 86 milioni e restano quelli che da inizio anno stanno crescendo più velocemente, con un tasso del 68%. Tra i gestori, quelli che più hanno subito deflussi in ottobre sono stati Bnp Paribas, Santander e Amundi.

IL COMMENTO DEL MANAGER – “Apparentemente gli investitori europei sembrano propensi al rischio e indifferenti di fronte al restringimento degli spread creditizi”, dichiara Ali Masarwah, del team europeo di ricerca Morningstar, “ma in realtà divengono cauti quando si parla di azioni. Anche il sentiment può essere un fattore importante: gli investitori istituzionali affrontano nel lungo termine passività che difficilmente possono essere coperte investendo in titoli governativi ‘sicuri’, che offrono bassi rendimenti. Dal punto di vista dei brand, gli investitori continuano a preferire quelli ben affermati, come Pimco e AllianceBernstein”.

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