Consultinvest: possibile volatilità nel breve ma strategicamente l’equity è preferibile ai bond

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Rimane la nostra convinzione sul posizionamento strategico negativo sulle obbligazioni e positivo sulle azioni.

Chiara Merico di Chiara Merico8 giugno 2017 | 08:07

ECCESSO DI CONFIDENZA? – Ci sono elementi per temere un eccesso di confidenza con mercati che potrebbero aver abbassato la guardia esponendoli nel breve a maggiore volatilità, spiega una nota di Consultinvest. Rimane, tuttavia,  la nostra convinzione sul posizionamento strategico negativo sulle obbligazioni e positivo sulle azioni, convinti che i rendimenti obbligazionari nominali siano inadeguati e troppo compressi ovvero non coerenti con uno scenario di crescita economica moderata e, quanto meno per gli USA, con potenziali di rialzo dei tassi FED in corso d’anno. La struttura dei tassi reali è molto compressa, le probabilità di recessione molto basse, la liquidità ancora abbondante e segnali di ripresa negli utili societari abbastanza diffusi da giustificare il permanere di valutazioni elevate sui mercati azionari e indurre ad attendersi nel medio periodo ulteriori espansioni degli utili nominali. Inoltre il confronto tra rendimenti azionari e obbligazionari rende i primi ancora attraenti. Escludendo per ora una crisi politica acuta negli USA (lungo e combattuto processo di impeachment) la discesa dei mercati azionari e la salita di quelli obbligazionari dovrebbero favorire l’emergere di opportunità sempre più interessanti sulle azioni e la riallocazione del rischio determinando correzioni azionarie poco profonde.

SCENARIO FAVOREVOLE SUGLI EMERGENTI – Anche per i Paesi emergenti lo scenario rimane piuttosto favorevole a medio termine e l’attuale fase di volatilità creerà occasioni per aumentare l’esposizione.  Anche i flussi hanno iniziato ad essere più corposi nella direzione di preferire lo spazio emergente. Tuttavia la selezione rimane un must, poiché strutturalmente non è più possibile ragionare su di un unico aggregato dato lo sviluppo differenziale visto in molti di questi Paesi. I driver di selezione rimangono fondamentali che evidenzino la stabilità politica, le riforme in corso, la riduzione degli squilibri e tassi di crescita o potenziali tassi di crescita interessanti. Sul fronte obbligazionario riteniamo che il debito emergente in valuta locale sia  complessivamente più interessante rispetto al debito emergente in valuta forte,  se si rimane in ottica molto selettiva sui Paesi per cogliere le opportunità dei tassi reali e delle valute deprezzate.

 

 

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