Carreri (Anima sgr): l’industria ha reagito bene alla crisi economica

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Secondo l’amministratore delegato e direttore generale della sgr, è cruciale creare poli indipendenti che possano assumere il ruolo di “campioni” nazionali.

Gianluca Baldini di Gianluca Baldini31 dicembre 2012 | 12:22

PREPARARSI AL NUOVO ANNO – Le sfide del 2013: il settimanale soldi&bluerating ne ha parlato tra gli altri con Marco Carreri, amministratore delegato e direttore generale di Anima sgr (vai qui per leggere l’intervista a Giovanni Papini, a.d. di Ubs Global Asset Management Italia sgr, e qui per Alessandro Gandolfi, country head per l’Italia di Pimco). Ecco la sua analisi.

Carreri, come è andato il mondo dei fondi nel 2012? Ci sono gli ingredienti per una crescita nel 2013?
L’ultima fotografia del risparmio gestito italiano scattata da Assogestioni nel mese di ottobre mostra un’industria che ha reagito bene a un contesto macroecomico particolarmente complesso, con una raccolta netta da inizio anno sostanzialmente in pareggio. Per quanto riguarda Anima, il 2012 è stato un anno molto positivo. Per il 2013, pertanto, considerato anche il progressivo miglioramento del contesto di riferimento, in particolar modo delle tensioni nell’eurozona, ci auguriamo di proseguire nel percorso di crescita, basato sulla qualità dei prodotti e sulla prossimità ai nostri partner distributivi.

Quali sono i problemi che il settore dovrà affrontare e risolvere il prossimo anno?
Da tempo l’industria italiana è soggetta a una forte pressione competitiva da parte degli operatori esteri, attratti da un mercato in cui il risparmio è nel “dna” della popolazione. Ecco allora che per vincere questa sfida è cruciale creare poli indipendenti che possano assumere il ruolo di “campioni” nazionali. Questo determinerà probabilmente un’ulteriore spinta ad aggregazioni e la progressiva scomparsa degli operatori “generalisti” di piccole dimensioni.

Cosa c’è da fare ancora a livello normativo?
Sul piano normativo sono stati fatti molti passi in avanti e oggi il quadro di riferimento offre molte nuove possibilità – penso per esempio alla riduzione delle barriere a livello europeo a cui mira la direttiva comunitaria Ucits IV. Ora spetta, però, all’industria dell’asset management cogliere le opportunità messe a disposizione. Un esempio su tutti: la costruzione di prodotti in logica “master-feeder” potrebbe consentire significative efficienze dal punto di vista gestionale, mantenendo al tempo stesso una personalizzazione delle caratteristiche commerciali per ogni distributore.


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