Montagna (Arca): ci sono delle piccole perle anche a Piazza Affari

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Per l’esperto, una buona parte delle aziende di media e piccola capitalizzazione mostra segni di eccellenza industriale. E la loro valutazione è attraente.

Maria Paulucci di Maria Paulucci15 marzo 2013 | 07:56

La prima osservazione da fare, al di la dei numeri assoluti, è ricordare come questo avvenga a poco più di quattro anni dalla crisi di Lehman Brothers, dimostrazione di forza del mercato americano grazie alle politiche accomodanti messe in campo. Con queste parole Dennis Montagna, desk azioni Nord America di Arca sgr, ha commentato il recente rally del Dow. “La seconda nota è che gran parte del rally è stato fatto nei primi giorni dell’anno quando si sono avute le prime parziali decisioni in merito al problema del fiscal cliff”.

C’è altro?
L’altra parte del guadagno del mercato è stato possibile grazie al miglioramento di alcuni indicatori macroeconomici e da alcuni risultati delle aziende Usa che sono stati meglio delle attese. Quindi il tono di sottofondo è positivo e lascia ben sperare in ulteriori movimenti rialzisti su un orizzonte temporale di medio/lungo periodo. Tuttavia nel breve non è da escludere una correzione, in quanto a nostro giudizio ci sono alcuni alcuni elementi che impongono cautela.

Perché?
Questa nostra perplessità si fonda sulle seguenti considerazioni: per prima cosa sarà difficile avere nuove revisioni al rialzo dei profitti aziendali, sia a livello di fatturato sia in quanto a margini, e poi nei prossimi due mesi il dibattito politico si farà particolarmente cruciale in quanto occorre risolvere la parte rimanente del fiscal cliff e il tetto massimo del debito americano. Pur aspettandoci una soluzione positiva dal dibattito politico, crediamo che l’incertezza possa determinare, come minimo, una pausa nel breve per i corsi azionari. Inoltre a livello di valutazioni il mercato appare ben “prezzato”, ovvero i valori delle società riflettono in larga parte i risultati economici correnti: alcuni settori, in particolare quelli difensivi, hanno valutazioni abbastanza elevate mentre i finanziari, grazie alla timida ripresa del ciclo economico, sembrano offrire nel medio lungo periodo buone opportunità di guadagno. Anche la tecnologia sembra pronta nei prossimi mesi a dare qualche soddisfazione, dopo un certo stallo sia nei prezzi quanto nei risultati finanziari.

Gli investitori retail italiani come possono approfittare di questo recupero?

Noi suggeriamo di avere una esposizione sul mercato americano attraverso un fondo di investimento in modo da poter approfittare del recupero della crescita economica che si sta materializzando, grazie all’esposizione alla economia globale delle aziende Usa. Se si ha già tale esposizione si può attendere magari una correzione per aumentare la partecipazione.

Ma questo progresso, data la situazione dell’economia e dei conti pubblici negli Usa, è giustificato?
Come detto in precedenza guardiamo con particolare attenzione questo aspetto di politica economica e fiscale e nel breve ci aspettiamo che il clima di incertezza possa portare quanto meno turbolenza ai corsi azionari. Tuttavia crediamo, visto anche il recente passato, che alla fine verranno prese misure appropriate per fronteggiare questi problemi e non vanificare i progressi e gli enormi sforzi fatti in questi anni per riparare alla grave crisi del 2008.

In generale, come vede l’azionario in questo momento? Quali sono le aree del mondo più interessanti? E quali i settori?
Nel breve periodo credo che il comparto azionario rifletta valutazioni corrette se confrontate con gli utili correnti: alcune incertezze di carattere politico ed economico (in particolare nella zona euro) possono dare l’opportunità di incrementare le posizioni sull’asset class. A livello geografico i paesi emergenti e la zona euro possono nel medio periodo dare ottime soddisfazioni. Sempre nel medio periodo, a livello settoriale, i finanziari, la tecnologia e gli industriali possono in relativo fare meglio di altri comparti.

Il rally del Dow Jones anticipa una nuova ripresa economica? Quali aree del mondo ne sapranno approfittare?
In generale direi di si, i corsi azionari hanno anticipato il miglioramento delle condizioni economiche e il tono rimane costruttivo. Credo che i mercati emergenti saranno quelli che avranno maggiore opportunità di beneficiare di questo recupero.

In questo quadro, lei come vede l’Italia da un punto di vista economico e di mercato azionario?
La situazione economica italiana è chiaramente in difficoltà e necessita di importanti misure e soluzioni che devono arrivare in breve tempo. Le elezioni purtroppo hanno aggiunto ulteriori preoccupazioni e ritardi nell’attuazione di un programma per la ripresa. Quest’anno sarà ancora di transizione e, se verranno prese per tempo le opportune misure si vedranno tangibili benefici solo nei prossimi anni. Il mercato azionario mostra interessanti opportunità se si considerano gli indicatori di valore, come il prezzo sul valore di libro. Purtroppo quelli legati alla crescita sono ancora deboli in quanto gli utili aziendali possono essere soggetti a revisioni al ribasso. Si vuole però sottolineare che una buona parte delle aziende di media e piccola capitalizzazione mostra segni di eccellenza industriale e la loro valutazione, tanto di valore quanto di crescita, è attraente.

Un estratto dell’intervista è sul numero 10 del settimanale soldi&bluerating in edicola da ieri. Per approfondire, leggi anche le interviste a Matteo Astolfi, country head di M&G in Italia (vai qui), e a Sebastian Werner, esperto di Deutsche Asset & Wealth Management (vai qui).

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