Swiss&Global AM, meglio rimanere selettivi nei confronti delle azioni cinesi

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È il caso di selezionare con cura le azioni cinesi da avere in portafoglio. Lo spiega a BLUERATING, Jian Shi Cortesi, co-gestore del fondo JB Chindonesia Fund targato Swiss & Global Asset Management.

di Redazione29 aprile 2013 | 12:33

SERVE SELETTIVITA’ SULL’AZIONARIO CINESE – Il rallentamento della crescita del settore creditizio cinese impone selettività nei confronti delle azioni del Paese del Dragone. Parola di Jian Shi Cortesi, co-gestore del fondo JB Chindonesia Fund Swiss & Global Asset Management, che spiega come il fondo stia attualmente “sottopesando le società di materiali e l’industria pesante, ma anche i titoli bancari, energetici e delle telecomunicazioni, che costituiscono i tre settori principali dell’indice MSCI China“. La crescita futura, sostiene il gestore, sarà guidata dai consumi e dagli upgrade tecnologici.

UNA FASE DI CORREZIONE – “Dopo il  rialzo del 23% (in dollari) registrato l’anno scorso dall’indice MSCI China, negli ultimi due mesi le azioni cinesi hanno iniziato una fase di correzione”, evidenzia il gestore. “Nonostante una forte crescita del credito, l’economia si è ripresa solo in misura contenuta, deludendo molti investitori che si aspettavano un forte aumento del tasso di crescita. Una frenata inattesa della crescita del Pil, arrestatasi al 7,7% nel primo trimestre, unita alla crescente presenza di rischi politici, ha offuscato la ripresa economica della Cina. Neanche i guadagni annunciati dalle società per il primo trimestre sono riusciti a entusiasmare i mercati. Anche se i conti trimestrali sono stati nel complesso soddisfacenti, le aziende in generale hanno emesso previsioni prudenti per l’anno prossimo”.

SOTTOPESARE BANCARI, TLC ED ENERGETICI
– Un tale rallentamento della ripresa economica “metterà sotto pressione i margini e gli utili aziendali; in un contesto di questo tipo gli investitori devono pertanto rimanere molto selettivi nei confronti delle azioni cinesi. Stiamo perlopiù evitando le società di materiali, le aziende di produzione di bassa qualità e l’industria pesante. Stiamo sottopesando anche i titoli bancari, energetici e delle telecomunicazioni, che costituiscono i tre settori principali dell’indice MSCI China, influenzandone il rendimento per più del 50%. Non saranno questi pertanto i titoli che traineranno la crescita futura o che ne trarranno maggiormente beneficio”.

LA TECNOLOGIA SARA’ IL DRIVER DELLA CRESCITA – “Al contrario, riteniamo che la crescita futura della Cina sarà guidata dai consumi e dagli upgrade tecnologici. Di conseguenza ci stiamo concentrando sulle aziende che risultano meglio posizionate per beneficiare dell’aumento dei redditi e della crescita dei consumi in Cina. Queste comprendono le imprese del settore dei consumi in senso lato, quali automotive, elettronica di consumo, arredamento, viaggi e determinate aziende retail. Anche per quanto riguarda quest’ultimo settore, gli investitori devono essere molto selettivi in quanto i recenti dati retail della Cina presentano un quadro contrastante. All’inizio del 2013 la crescita delle vendite al dettaglio nel paese ha subito una battuta d’arresto a fronte di un aumento della competizione nel mercato retail interno. Al contempo, Hong Kong e Macao hanno registrato una crescita delle vendite al dettaglio e degli introiti per giochi attribuibili ai turisti cinesi.

UPGRADE INDUSTRIALI – Un altro elemento centrale per le politiche di sviluppo futuro della Cina è costituito dagli upgrade industriali, ovvero dalla trasformazione di aziende di produzione di bassa qualità in industrie a elevato valore aggiunto. Queste politiche sono molto positive per le aziende operanti nel settore delle tecnologie. Guardiamo con favore anche ai titoli della sanità, visto che la popolazione del paese continua a invecchiare e ad arricchirsi, due sviluppi che implicano un maggiore ricorso ai trattamenti medici”.

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