Pimco, quel gestore che ti regala una vita di dividendi

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BLUERATING ha fatto due chiacchiere con Raji O. Manasseh, senior vice president e product manager per le dividend strategies della società.

di Redazione31 maggio 2013 | 08:01

UNA VITA DI DIVIDENDIPimco scommette sulla strategia a dividendo globale, con l’obiettivo di  produrre un reddito da dividendo interessante e una crescita del capitale nel lungo periodo. “In questo periodo I dividendi azionari sono diventati molto popolari, soprattutto perché gli investitori sono alla ricerca di ulteriori fonti di rendimento, visti i bassi tassi di interesse”, ha spiegato a BLUERATING Raji O. Manasseh, senior vice president e product manager per le dividend strategies di Pimco. “Per questo riteniamo che ora più che mai sia il caso di puntare sugli investimenti in azioni che distribuiscono dividendi”.

IL SEGRETO È IL BOTTOM UP
– L’approccio di Pimco, ha continuato Manasseh, è tipicamente bottom up, nel senso che guarda alle singole azioni che presentano la capacità di aumentare i dividendi distribuiti. Quanto alla diversificazione geografica, “ad oggi il nostro portafoglio è significativamente sottopesato negli Stati Uniti, perché qui le aziende che  distribuiscono dividendi elevati, con yield sopra il 3%, sono spesso confinate a pochi settori. Le posizioni che abbiamo mantenuto nel Paese sono concentrate soprattutto in ambito sanitario: ci siamo resi conto al contrario che tlc, utilities, real estate e addirittura colossi come P&G e Coca Cola tendono a essere sopravvalutati. In Europa abbiamo riscontratio una dinamica simile sul fronte delle telecomunicazioni, un settore che sta mettendo in atto investimenti importanti nella banda larga e che per questo sta tagliando sui dividendi. Ma il Vecchio Continente offre anche opportunità interessanti, basti guardare a società come Sanofi, Total, o ad alcune compagnie di costruzioni nel Regno Unito”.

ALTROCHÈ EMERGENTI, MEGLI USA E EUROPA – Quanto ai mercati emergenti, anche qui Pimco ritiene che ci siano buone prospettive per quanto riguarda la strategia a dividendo: “Spesso ci sono compagnie pubbliche detenute in parte o totalmente da una famiglia o da uno Stato, per cui ci si ritrova con un azionista importante che siede dalla stessa parte del tavolo degli investitori, che vuole insomma estrarre dividendi dall’utile netto. Nei mercati emergenti c’è una ricca cultira dei dividendi. Attualmente il nostro portafoglio è investito per circa il 14% nei mercati emergenti, per il 38% in Europa e per il 45% neli Usa”

OCCHIO AL CAPITALE – Ma quali sono i rischi legati a una strategia di questo tipo? “I rischi principali come per tutti gli investimenti legati al mercato azionario sono la perdita di capitale e la volatilità”, ha spiegato Manasseh. Per questo crediamo sia importante mantenere una gestione attiva. Noi sottoponiamo ogni società presa in considerazione a degli stress test, per evidenziale lo scenario migliore e quello peggiore e muoverci di conseguenza.

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