Bnp Paribas IP: l’allocazione degli attivi per noi resta invariata

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Gli esperti della società si dichiarano “neutrali” sulle azioni del Sol Levante ma anche sugli Stati Uniti e sull’Europa.

di Redazione31 maggio 2013 | 11:39

MERCATI VOLATILI – Dopo il crollo degli indici azionari giapponesi verificatosi la settimana scorsa, i mercati sono rimasti volatili. Benché alcuni dati economici abbiano suggerito un miglioramento dell’economia mondiale nel secondo semestre dell’anno, un’eventuale ripresa (tutt’altro che scontata) probabilmente si rivelerà debole. Un recupero dell’attività economica sarebbe necessario per spingere il prezzo delle azioni al rialzo, ma tale andamento potrebbe indurre la Federal Reserve a ridimensionare i propri acquisti di attivi, indebolendo in tal modo un fattore di spinta dei mercati azionari.

AZIONARIO INTERESSANTE – Attualmente, malgrado alcune incertezze sulle prospettive dell’allentamento quantitativo negli Stati Uniti e la disponibilità della Banca del Giappone a tollerare un incremento dei rendimenti obbligazionari, la politica monetaria pare ancora favorevole ai mercati azionari. A nostro avviso, la flessione dei listini nipponici è corretta dato che interviene dopo un rialzo dell’80% in soli sei mesi. Tuttavia, a questo punto non intendiamo puntare contro i piani della Banca del Giappone e abbiamo adottato una posizione neutra nelle azioni del Sol Levante.

TRA USA ED EUROPA – Deteniamo una posizione neutra anche negli Stati Uniti e in Europa. Le quotazioni dei titoli europei sono relativamente basse, ma le società del Vecchio Continente devono affrontare le prospettive più difficili per l’attività economica e l’andamento degli utili. Inoltre la Bce è meno attiva di altre banche centrali nell’incentivare l’economia. La posizione neutra nei Paesi emergenti riflette utili e crescita inferiori alle attese, tuttavia la notevole sottoperformance registrata negli ultimi mesi induce a ritenere che tali dati sfavorevoli siano già ampiamente scontati nelle quotazioni.

NUOVO TAGLIO DEI TASSI – Negli ultimi tempi, i rendimenti obbligazionari sono aumentati ma non hanno superato i limiti della fascia in cui hanno oscillato l’anno scorso. L’aumento dei tassi in Giappone non è molto significativo. Inoltre, in un contesto caratterizzato da bassa crescita e inflazione in calo – con la Bce che si prepara a un nuovo taglio dei tassi – tendiamo ad escludere che i rendimenti sui titoli tedeschi possano aumentare ulteriormente. Il rischio di un aumento dei rendimenti potrebbe essere più consistente negli Stati Uniti, ma riteniamo che l’economia non sia sufficientemente robusta per sostenere un brusco giro di vite sui tassi. Pertanto, l’allocazione degli attivi resta sostanzialmente invariata.

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