Bnp Paribas IP, i mercati azionari internazionali non deluderanno

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Le turbolenze sui mercati emergenti e le incertezze sulle prospettive della politica monetaria nei principali paesi avanzati hanno provocato un ribasso dei mercati azionari. Ma…

di Redazione31 gennaio 2014 | 10:29

MERCATI AZIONARI IN CALO – Le turbolenze sui mercati emergenti e le incertezze sulle prospettive della politica monetaria nei principali paesi avanzati hanno provocato un ribasso dei mercati azionari. Sinora, tuttavia, la flessione è stata contenuta, osserva Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas Investment Partners: l’indice statunitense S&P 500 è solo al 3% al di sotto del massimo storico, l’indice MSCI Europe ha ceduto solo il 3,5% rispetto ai picchi registrati di recente, mentre i listini dei Paesi emergenti hanno perso circa il doppio.

I MERCATI EMERGENTI INNESCANO I RIBASSI – I cinque Paesi considerati più vulnerabili ad eventuali conseguenze del cosiddetto tapering – ovvero il ridimensionamento del QE da parte della Federal Reserve – sono: Brasile, India, Indonesia, Sudafrica e Turchia. Queste nazioni presentano ingenti deficit di parte corrente, una crescita relativamente bassa e un’inflazione ostinata. Tali disavanzi devono essere finanziati dall’estero, e alla luce della riduzione della liquidità provocata dal ritiro degli stimoli monetari all’economia USA questi Paesi, cosiddetti “fragile five”, sono finiti sotto pressione. A questo elenco si è aggiunta di recente l’Argentina, in una situazione caratterizzata da un aumento dell’inflazione e dal calo delle riserve valutarie. I mercati sono crollati quando il governo ha annunciato un allentamento delle restrizioni sui flussi di capitali, dopo che la valuta nazionale (peso) si era fortemente indebolita. Dal nostro punto di vista, l’Argentina è un caso isolato, ma in un clima di mercato già pessimista sui mercati emergenti queste misure hanno ampliato il contagio. Non tutte le valute emergenti sono state penalizzate nella stessa misura. Dopo il deprezzamento e le forti oscillazioni, la rupia indiana è stata abbastanza stabile, sostenuta da tre rialzi dei tassi e dalla nomina di un nuovo direttore della banca centrale, molto stimato. Nonostante una riduzione del disavanzo corrente e la frenata dell’inflazione, anche il real brasiliano si è deprezzato. La banca centrale ha perso credibilità, dopo la politica aggressiva di taglio dei tassi e per riguadagnare la fiducia dei mercati ci vuole tempo. La lira turca è stata particolarmente debole a causa delle turbolenze politiche e dei gravi casi di corruzione emersi nel Paese, ma la banca centrale ha cambiato rotta, con un energico giro di vite sui tassi, riguadagnando credibilità e sostenendo il mercato azionario turco. Manteniamo una posizione neutra sui mercati emergenti malgrado quotazioni relativamente interessanti. Preferiamo infatti attendere un miglioramento della crescita prima di aumentare le ponderazioni, e la recente flessione del PMI manifatturiero della Cina, non è proprio il genere di segnale che ci vuole per passare in posizione sovrappesata.

SPREAD INTERESSANTI SUL DEBITO EMERGENTE IN DOLLARI – Rimaniamo ottimisti sulle prospettive dei mercati azionari internazionali, e tendiamo ad escludere che il clima negativo sulla piazze emergenti possa continuare a pesare negativamente a livello globale. Il miglioramento delle prospettive economiche negli USA e nell’area dell’euro alla fine dovrebbe prevalere. Sui mercati statunitensi, abbiamo portato in posizione sovrappesata le small-cap rispetto alle società ad ampia capitalizzazione, poiché le prime dovrebbero beneficiare della ripresa delle operazioni di fusione e acquisizione. Le quotazioni dei titoli emergenti denominati in USD – sovrappesati in portafoglio – rappresentano ancora un fattore positivo. Rispetto al debito societario europeo o USA di qualità analoga, gli spread sui titoli emergenti sono relativamente elevati, ma la fase di miglioramento dei rating si è arrestata e i Paesi più vulnerabili hanno un peso relativamente elevato nell’indice di mercato complessivo. I rischi per questa classe di attivo sono legati alle turbolenze politiche in alcune aree ed alle imminenti scadenze elettorali nei principali mercati emergenti.

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