Ipo Anima, l’a.d. Carreri a BLUERATING: un grande passo in avanti

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L’a.d. ha presentato a Milano, insieme al presidente Claudio Bombonato e al direttore finanziario Alessandro Melzi d’Eril, gli obiettivi dell’offerta partita oggi. Dentro la notizia, anche la videointervista a Carreri.

Maria Paulucci di Maria Paulucci31 marzo 2014 | 13:00

PRESENTAZIONE A MILANO – A pochi giorni dall’annuncio sull’ok incrociato di Consob e Banca d’Italia che ha dato il via libera all’offerta globale di vendita finalizzata all’ammissione alle negoziazioni delle azioni sul Mercato telematico azionario (Mta) e proprio nel giorno in cui l’offerta parte (si chiuderà il 10 aprile), Anima incontra a Milano giornalisti e analisti per presentare l’operazione e i suoi obiettivi. Lo fa mettendo in prima fila il presidente Claudio Bombonato, l’amministratore delegato Marco Carreri e il direttore finanziario Alessandro Melzi d’Eril (nella foto, durante la conferenza stampa). La società protagonista dello sbarco in Borsa – come ha ricordato Carreri, in procinto di partire per Londra, dove proseguirà il roadshow – è Anima Holding, che controlla il 100% della sgr Anima, che a fine febbraio contava 48,6 miliardi di euro in gestione. L’intera struttura è il risultato di una serie di integrazioni che hanno subito un’accelerazione nel 2011 con la fusione di Prima sgr e della vecchia Anima sgr, delistata da Piazza Affari per opera della Popolare di Milano con un’opa all’inizio del 2009.

LA CRESCITA INTENDE PROSEGUIRE – Ed è proprio nel solco di una crescita fatta anche – ma non solo – di integrazioni che Anima adesso vuole continuare il suo cammino. Nella strategia al 2016, secondo le parole dell’a.d., rientrano: il consolidamento del ruolo di Anima come fornitore di soluzioni di investimento per i segmenti affluent e famiglia e di “risolutore di problemi” per le banche; il rafforzamento della quota di mercato; l’ulteriore sviluppo di soluzioni per investitori istituzionali, con un focus sugli operatori assicurativi; il mantenimento dell’efficienza dei costi; ultimo, ma non meno importante, un approccio disciplinato nell’individuare in modo attivo opportunità di fusioni e di acquisizioni, con un focus sugli asset manager che hanno accesso alla distribuzione. Riguardo a quest’ultimo punto, Carreri non ha fatto nomi, limitandosi a dire che “guardiamo a qualcosa di simile al Creval (nel 2012 Anima ha rilevato dal Credito Valtellinese Aperta sgr e la Lussemburgo Gestioni, n.d.r.), a operatori con un dna simile al nostro”.

COSA CAMBIA CON LA QUOTAZIONE – Cosa cambierà con la quotazione? Gli attuali azionisti di Anima Holding sono Lauro 42 (interamente controllata dal fondo Clessidra Capital Partners II) con il 37%, Banca Popolare di Milano con il 35,5%, Banca Monte dei Paschi con il 22,7%, Credito Valtellinese con il 2,8% e, per il restante 2,2%, Banca Etruria, Finnat e i manager. Oggetto dell’offerta globale di vendita sono un massimo di 164.892.260 azioni ordinarie di Anima Holding, corrispondenti al 55% del capitale sociale. L’offerta globale si compone di un’offerta pubblica di minimo 16.485.000 azioni (il 10%) rivolta al pubblico indistinto in Italia e comprensiva di una tranche riservata ai dipendenti e di un massimo di 148.407.260 azioni (il 90%) per gli istituzionali. Un’opzione greenshoe per l’acquisto, pari al 15% dell’offerta globale (l’8,25% del capitale), è concessa da Lauro 42, Mps e Bpm ai coordinatori dell’offerta stessa. In caso di integrale collocamento delle azioni oggetto dell’offerta e integrale esercizio dell’opzione greenshoe, dopo la quotazione Mps e Bpm resteranno azioniste con, rispettivamente, il 9,90% e il 14,72% del capitale, mentre Lauro 42 rimarrà con l’8,1%.

Nel video, l’a.d. Carreri spiega cosa cambierà con la quotazione.

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