Brain (Bny Mellon): “Occhi puntati sulla Bce”

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Per il gestore di BNY Mellon i mercati sembrano ormai pronti a una pausa estiva: non appena si dovesse presentare una buona occasione per prendere profitto sui trend più recenti, come l’aumento dell’euro, penso che molti sarebbero pronti a coglierla.

Chiara Merico di Chiara Merico20 luglio 2017 | 10:29

Prima delle ferie estive, gli occhi di tutti sono puntati sulle banche centrali, in particolare la Bce, e sugli eventuali cambi di direzione nelle politiche monetarie. L’analisi di Paul Brain, gestore del BNY Mellon Global Dynamic Bond Fund e head of fixed income di Newton (BNY Mellon)

Qual è il principale tema per i mercati internazionali?

I mercati sembrano ormai pronti a una pausa estiva: non appena si dovesse presentare una buona occasione per prendere profitto sui trend più recenti, come l’aumento dell’euro, penso che molti sarebbero pronti a coglierla. La moneta europea è diretta a un cambio di 1,25 contro il dollaro, ma non sarà un percorso lineare e i recenti movimenti potrebbero costituire una buona ragione per chiudere le posizioni e incassare i guadagni. Per quanto riguarda le valute, la narrativa sui tassi di interesse è di primaria importanza, perché sono i differenziali tra i vari Paesi a guidare l’andamento delle valute. Se i toni dovessero passare da un tapering del QE a un aumento dei tassi, allora l’euro potrebbe accelerare la propria corsa al rialzo. Ma questo probabilmente non accadrà prima dei meeting di settembre della BCE e della Fed.

Cosa guiderà oggi l’attività di trading?

Oggi l’attenzione è interamente focalizzata sulle aspettative per la conferenza stampa della BCE. Il meeting della Bank of Japan è passato senza grandi novità, così tutti gli occhi sono puntati sulla Banca Centrale Europea. Non sono attese variazioni dei tassi, ma resta da chiedersi se Mario Draghi rilascerà qualche dichiarazione tale da confermare l’impegno a procedere con il tapering sin dal meeting di settembre. Inoltre, sarà interessante ascoltare i commenti sull’inflazione. La maggior parte dei banchieri centrali hanno suggerito di ignorare il calo temporaneo dell’inflazione e procedere ugualmente a una stretta monetaria. La BCE è ancora in pieno allentamento, quindi la retorica è diversa, ma qualsiasi accenno a un’aspettativa di un rialzo dell’inflazione entro fine anno spingerà l’euro al rialzo. Un’altra metrica da tenere sotto osservazione riguarda i mercati obbligazionari in euro. Dopo Sintra, la direzione è ormai fissata: rendimenti più alti. Ma una dichiarazione rasserenante della BCE potrebbe preludere a un’estate tranquilla per i bund e le obbligazioni periferiche. Per quanto ci riguarda, coglieremmo questa opportunità per ridurre l’esposizione al debito periferico, perché il percorso inevitabile che ci attende conduce alla fine del QE e all’aumento dei tassi.

Qual è il movimento più interessante cui stiamo assistendo oggi?

Difficile individuare un movimento specifico nella quiete che precede il meeting BCE. Sotto la superficie ci sono le negoziazioni commerciali tra Cina e USA, e il continuo dibattito sulle tasse e sulla sanità negli Stati Uniti. Nessuno di questi fattori sembra in grado di sorprendere i mercati nel breve termine. Il dollaro potrebbe rimbalzare, soprattutto contro le valute di quei Paesi in cui il mantra della stretta monetaria è stato ripetuto spesso nelle ultime tre settimane, come ad esempio il dollaro canadese. Nel frattempo i mercati obbligazionari sembrano pronti ad assorbire la recente offerta di titoli societari prima di una pausa estiva.

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