M&G: titoli tech, è bolla?

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Il sell-off dei titoli tech a giugno ha alimentato la speculazione sul possibile inizio di una fase di rallentamento per il settore.

Chiara Merico di Chiara Merico28 luglio 2017 | 14:25

RALLENTAMENTO IN VISTA – Il sell-off dei titoli tech a giugno ha alimentato la speculazione sul possibile inizio di una fase di rallentamento per il settore, spiega Ritu Vohora, investment director del team Equity di M&G Investments. Dato che non c’è stato un singolo fattore scatenante dietro al sell-off, è più probabile che si sia trattato di una presa di profitti piuttosto che di una vera e propria rotazione fuori dal settore. Il comparto tecnologico infatti, è stato quello con le migliori performance year-to-date, tanto che 9 su 20 delle migliori azioni dell’S&P 500 sono titoli tech (dati dell’11 luglio). La domanda è: siamo vicini a una bolla? La risposta, in breve, è no. Mentre il settore tecnologico ha visto un forte rally che ha spinto i multipli al rialzo, le azioni sono salite di pari passo con l’aumento degli utili, che sono stati il fattore chiave della performance. A livello aggregato, il settore scambia ancora a multipli di P/E in linea con il mercato. È significativo che la crescita dei profitti del settore sul lungo termine sia notevolmente superiore a quella del mercato.

DIVERSI FATTORI DI CRESCITA – Ci sono diversi fattori di crescita che consentiranno alle società tecnologiche di sostenere nel lungo periodo la crescita degli utili. In primo luogo, l’effetto ‘network’ aiuta i titani del settore tecnologico a mantenere la loro posizione sul mercato: tanto maggiore è l’engagement degli utenti, tanto più queste società diventano potenti. Le grandi diventano ancora più grandi. Più aumentano il cashflow e gli utili, più queste società possono investire in aree a forte crescita come l’Intelligenza Artificiale, la guida autonoma e la digitalizzazione (dei settori retail, TV, pubblicità, pagamenti, ecc.). In secondo luogo, il passaggio al cloud computing dovrebbe accelerare nei prossimi anni, così andando a sostituire le forme più tradizionali di information technology, aggiunge Vohora. Microsoft rappresenta un buon esempio di business che ha basato il proprio modello di ricavi sugli abbonamenti, posizionandosi come secondo provider di servizi cloud, in particolare per le grandi imprese. Il regolare flusso di ricavi consente alla società di avere una maggiore visibilità sugli utili e di crescere in modo sostenibile; tutti elementi che ne supportano la valutazione corrente. La sua piattaforma di cloud computing Azure è probabilmente l’elemento free che non è stato del tutto prezzato nell’attuale valutazione e darà ulteriore slancio alla crescita vista la corsa ai servizi cloud.

SCEGLIERE BENE – Uno dei principali fattori che ha portato all’esplosione della bolla delle dot-com nel 2000 è stato l‘acquisto indiscriminato di azioni di qualsiasi internet company, incluse quelle prive di ricavi o prive di un business model di successo. Negli ultimi anni, le migliori aziende tech hanno dimostrato di saper generare profitti in modo sano e molte di esse hanno accumulato buone riserve di liquidità. Inoltre le imprese tecnologiche oggi possono contare su infrastrutture capaci di sostenere crescita delle proprie attività in modo continuativo (ad esempio, grazie alla fibra ottica). Le valutazioni dei titoli azionari tech non sono irrealistiche visto il ritmo a cui crescono gli utili. Al di fuori dei settori più in voga e costosi, si possono ancora trovare buone opportunità per investitori stock picker in aree come quella dei semiconduttori, dei sistemi software e internet. Tuttavia, è importante individuare le aziende in cui i prezzi delle azioni non riflettono ancora il loro autentico potenziale di crescita, conclude Vohora.

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