Huber (T. Rowe Price): “I riflettori dei mercati sui bond bancari”

A
A
A

Per il fixed income portfolio manager di T. Rowe Price ci sono buone prospettive per le obbligazioni emesse dagli istituti di credito del Vecchio Continente.

Andrea Telara di Andrea Telara31 luglio 2017 | 11:44

Di seguito un’analisi sulle prospettive dei bond bancari cura di Steve Huber, Fixed Income Portfolio Manager, T. Rowe Price

Gli ultimi avvenimenti nel settore bancario europeo hanno messo sotto i riflettori i bond corporate del comparto finanziario. Di recente, infatti, sono state evitate diverse crisi potenziali. L’acquisizione di Banco Popular da parte di Santander per il valore nominale di 1 euro e la decisione del Governo italiano di ricapitalizzare Monte dei Paschi di Siena, oltre che di salvare altre due banche di medie dimensioni, rappresentano tutti esempi di rischi che sono stati contenuti. Questi sviluppi sono stati accolti positivamente dai mercati, come un segnale che i policymaker e i Paesi membri europei possono effettivamente fare fronte ai problemi del sistema bancario. In questi casi, il contagio è stato scongiurato con successo, e ciò ha contribuito a mantenere la stabilità finanziaria in Europa. La riduzione complessiva dei livelli di stress nel comparto bancario è positiva.

Una delle grandi lezioni che gli investitori dovrebbero apprendere dagli ultimi avvenimenti è che al di là delle modalità con cui le Autorità hanno affrontato i fallimenti delle banche, i detentori di bond senior – i più alti nel ranking del debito obbligazionario nella struttura del capitale – sono stati tutelati. Anzi, nella maggior parte dei casi le Autorità locali hanno mostrato la volontà di imporre le perdite più pesanti sui detentori di bond subordinati.

Non a caso, questi sviluppi hanno condotto a un continuo restringimento degli spread dei bond senior preferiti. Le divergenze tra le banche maggiori ben conosciute e quelle meno note di media e piccola taglia sembrano destinate a persistere. Ciò significa che la selezione dei singoli emittenti, la posizione nella struttura di capitale e l’analisi approfondita delle clausole continuano a giocare un ruolo chiave in questa asset class.

Oltre agli elementi positivi in termini di fondamentali, come la combinazione tra crescita più solida nell’Eurozona, miglioramento della capacità di adeguamento del capitale, calo degli Npl e riduzione dei contenziosi nel medio termine, d’ora in avanti i bond delle banche europee riceveranno sostegno anche da alcuni fattori tecnici. A differenza di molti nomi nelle utility o negli industriali, queste obbligazioni non sono mai rientrate nel programma di acquisto della BCE e, di conseguenza, non rischiano di subire dei potenziali deflussi, se l’Eurotower dovesse iniziare il tapering l’anno prossimo. Anzi, questo settore potrebbe potenzialmente trarne dei benefici in maniera indiretta se gli investitori dovessero iniziare a uscire dai bond eleggibili all’acquisto della Bce per confluire invece verso le obbligazioni finanziarie.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

Ti può anche interessare

Arriva il sito che ti dice come risparmiare sui costi di fondi e Sicav. Ecco come funziona

Si chiama ReFees ed è una startup che permette di valutare un eventuale risparmio ottenibile dall ...

Due nomine senior per Janus Henderson

Steven de Vries assume il ruolo di head of global Financial Institutions, mentre Ignacio de la Maza ...

Amundi Sgr, raccolta senza precedenti

Nel quarto trimestre del 2016 la raccolta è stata pari a 2,4 miliardi di euro, cifra che porta il ...