Gam, in Cina, è il momento di guardare alle banche e all’old economy

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L’opinione di di Michael Lai, responsabile delle strategie azionarie per la Cina e l’Asia-Pacifico di Gam

Andrea Telara di Andrea Telara1 agosto 2017 | 12:46

Di seguito il commento di a cura di Michael Lai, responsabile delle strategie azionarie Cina e Asia-Pacifico di Gam

Negli ultimi anni ci siamo concentrati sulla storia di miglioramento dei consumi in Cina e sul settore IT. È interessante vedere come i consumatori cinesi si adattino ai cambiamenti e troviamo che tendano a essere molto flessibili dato che nel settore non ci sono problemi di tradizione. Di recente, più o meno nell’ultimo anno e mezzo, abbiamo rinnovato il nostro interesse nei confronti di acciaio, carbone e società minerarie e ci siamo affacciati ai ciclici nei settori tipici dell’Old Economy incoraggiati dall’intento del governo di introdurre riforme sul fronte dell’offerta, che hanno ridotto la produzione, stimolato una disciplina degli investimenti e dei costi, portando a un aumento del prezzo delle materie prime e incrementando la profittabilità.

Abbiamo anche un’opinione più positiva sul settore bancario dato che il turnaround messo in campo nella seconda parte dell’anno scorso ha alleviato i timori legati alla qualità degli attivi che aveva tenuto in ansia gli investitori. In fin dei conti, stiamo assistendo anche a segnali per cui i non-performing loans (Npl) sembrano arrivati all’apice. Dopo aver resistito a cinque anni di deflazione, i recenti interventi del governo hanno portato a un ritorno della reflazione che dovrebbe rappresentare un elemento favorevole per il mercato azionario, soprattutto per i settori dell’Old Economy che sono stati ignorati dagli investitori.

Settori come l’IT e i consumi discrezionali hanno registrato buone performance nel secondo trimestre dell’anno mentre quello dei materiali e dei titoli industriali hanno rallentato.

Nel primo trimestre c’erano preoccupazioni tra gli attori del mercato sul fatto che il restringimento introdotto avrebbe aperto le porte ad un hard landing nel trimestre successivo. Sembrerebbe però che il rallentamento si sia manifestato con minor vigore rispetto a quanto ci si attendesse inizialmente e che abbia rispecchiato la riduzione delle scorte, con la domanda finale che ha infine resistito come riflesso nei recenti indici PMI. Abbiamo anche iniziato a guardare alle azioni di classe A; avevamo una buona opinione su queste società in termini di crescita, in primo luogo per quanto riguarda i segmenti della tecnologia, della robotica, dell’intelligenza artificiale e dei prodotti tecnologici di miglioramento del consumatore.

Guardando al terzo trimestre dell’anno, gli aggiornamenti sulle società e sull’economia cinese continueranno ad indicare lo stato di salute dell’economia cinese. Dal nostro punto di vista, riteniamo che l’economia cinese si mantenga su un solido percorso, come confermato dai più recenti dati. L’ultima rilevazione PMI di giugno ha superato il livello di maggio, mentre quelli della produzione non manifatturiera sono rimasti invariati. Apprezziamo la proattività del governo e, in effetti, il fallimento nel contenere il problema del debito potrebbe mettere a rischio la crescita di lungo periodo. Il governo ha a disposizione differenti strumenti sui quali fare affidamento per rilanciare l’economia. L’integrazione con i mercati globali dei capitali attraverso l’inclusione delle A-shares permette al mercato azionario di diventare una maggiore fonte di finanziamento rispetto alla precedente grande fiducia posta sulla creazione di debito.

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