Bnp Paribas IP, è ancora presto per sovrappesare l’azionario emergente

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Di seguito la strategia settimanale a cura Reinhold Knaus senior economist, multi asset solutions di Bnp Paribas IP.

di Diana Bin31 luglio 2015 | 09:33

RIPRESA ANCORA FIACCA – I segnali della prevista accelerazione dell’attività economica a livello globale sono ancora pochi, osserva Reinhold Knaus senior economist, multi asset solutions di Bnp Paribas IP. “Le oscillazioni dei prezzi delle materie prime riflettono questo andamento fiacco e risentono in ampia misura della debolezza delle economie emergenti. Inoltre, l’accordo sul programma nucleare iraniano ha creato delle pressioni al ribasso sui prezzi del petrolio, dato che favorisce sia un calo delle tensioni a livello internazionale che un aumento dell’offerta di greggio nel medio termine. La prospettiva di una permanenza dei prezzi petroliferi su bassi livelli per un lungo periodo è positiva per i paesi industrializzati, e dovrebbe tradursi in un rafforzamento della domanda e in uno stimolo per la ripresa dell’economia a livello globale nel secondo semestre dell’anno”.

ASSET ALLOCATION, POSIZIONI CORE – “Dopo il summit europeo del 12 luglio sulla crisi greca, la situazione si è rapidamente chiarita, e la diminuzione delle incertezze è stata considerata positiva per i mercati azionari. Prevediamo un miglioramento della crescita nelle aree industrializzate e – anche in caso di aumento dei tassi in autunno – la permanenza di condizioni monetarie espansive. Pertanto, abbiamo assunto una posizione sovrappesata nei mercati azionari internazionali. I nuovi tentativi delle autorità cinesi di stabilizzare le borse hanno contribuito ad attenuare l’avversione al rischio, favorendo un netto calo della volatilità”.

PAESI EMERGENTI – “A nostro avviso è ancora troppo presto per passare in sovrappeso sui mercati azionari emergenti, in particolare alla luce delle prospettive poco favorevoli per la crescita sia in Cina che in vari altri paesi. Invece deteniamo un sovrappeso nei mercati azionari dei paesi emergenti dell’Asia rispetto alle altre aree in via di sviluppo: infatti, i profitti societari nei paesi asiatici tengono il passo di quelli registrati dalle aziende nelle aree industrializzate, le politiche fiscali sono favorevoli e siamo convinti dell’efficacia delle riforme introdotte dai governi locali. I timori per la situazione in Cina si sono tradotti in una posizione sottoponderata nel debito emergente denominato in USD, poiché riteniamo che questo attivo possa divenire l’obiettivo di flussi di capitali speculativi, e tale andamento in particolare potrebbe interessare le obbligazioni societarie. Al momento, deteniamo una posizione neutra nel debito emergente denominato in valuta forte, mentre manteniamo un sovrappeso nelle obbligazioni societarie high-yield, giustificato dai buoni fondamentali delle imprese e dal carry favorevole. Infine, resta invariata la sovraesposizione nel comparto delle small-cap rispetto alle large-cap sulle borse europee: siamo dunque, esposti ai rischi legati alla situazione del Vecchio Continente ma beneficiamo di una certa protezione grazie alla posizione short in euro rispetto al dollaro USA”.

POSIZIONI FLESSIBILI MULTI-ASSET – “Abbiamo adottato una posizione lunga nel segmento delle obbligazioni high-yield in USD, sottopesando invece i Credit Default Swaps (CDS). Non abbiamo modificato invece, la posizione lunga in yen rispetto all’euro e al won (Corea del Sud) come copertura dai rischi di perturbazioni provenienti dalla Cina. Deteniamo posizioni sovrappesate nei settori dei beni di consumo discrezionali e dell’informatica negli Stati Uniti – che dovrebbero beneficiare del miglioramento della spesa in consumi – un sovrappeso nelle obbligazioni societarie del Giappone e una posizione lunga in contratti swap sull’inflazione a 5 anni USA. Nel comparto valutario, deteniamo posizioni lunghe sul deprezzato peso messicano rispetto alla robusta sterlina britannica e sul dollaro USA rispetto al franco svizzero (a nostro avviso sopravvalutato). Infine, restano invariate le posizioni lunghe in yen (divisa 50/50 rispetto a USD e dollaro neozelandese) e la posizione corta in euro rispetto al dollaro USA.

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