Bnp Paribas Ip, in Europa privilegiamo le small cap

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Ecco la strategia settimanale di Joost van Leenders, Chief economist del Team Multi Asset Strategy di BNP Paribas Ip.

di Diana Bin30 settembre 2015 | 05:31

Alla fine la Federal Reserve ha deciso di non innalzare i tassi d’interesse in occasione della riunione del comitato di politica monetaria tenutasi il 16 e 17 settembre, ricorda Joost van Leenders, Chief economist del Team Multi Asset Strategy di BNP Paribas Ip. “Malgrado le dichiarazioni apparentemente accomodanti del presidente Yellen, riteniamo che la possibilità di giro di vite entro la fine dell’anno non sia tramontata. Per il momento, siamo soddisfatti della decisione di non modificare l’allocazione degli attivi”.

ASSET ALLOCATION: NESSUNA MODIFICA – In tale contesto, caratterizzato da bassa crescita e inflazione moderata, i rendimenti obbligazionari hanno stazionato su bassi livelli. Anche tenendo conto delle prospettive modeste di crescita e inflazione, in USA, Germania e Giappone i titoli obbligazionari paiono sopravvalutati. I tassi d’interesse bassi, e le prospettive fosche per la crescita globale al momento ancorano saldamente i rendimenti ai minimi. Secondo i nostri esperti, i tassi d’interesse dovrebbero salire verso la fine di quest’anno e l’anno venturo, ma non abbiamo adottato una posizione tattica nei titoli di Stato e deteniamo una posizione neutra in termini di duration. A nostro avviso una posizione in titoli di Stato è fondamentale nell’ambito di un portafoglio diversificato, che pertanto è presente nella distribuzione degli investimenti in una prospettiva di medio periodo. Qualora la risalita dei rendimenti fosse abbastanza graduale, i rendimenti obbligazionari potrebbero tornare lievemente positivi. Tuttavia nel comparto dei titoli a reddito fisso, privilegiamo – in un’ottica di breve periodo – le obbligazioni societarie high-yield, in USA e Europa, che tendono a comportarsi bene in un contesto caratterizzato da crescita moderata e inflazione bassa. Il debito dei mercati emergenti offre un rendimento interessante, ma alla luce dei deboli fondamentali macroeconomici, non abbiamo modificato la posizione strategica in questo segmento.

PROSPETTIVE DI CRESCITA – Inoltre, abbiamo deciso di mantenere una posizione neutra nel comparto azionario. Le prospettive di crescita macroeconomica, infatti, sono positive in Europa e negli Stati Uniti, ma sono lievemente sfavorevoli per il Giappone e sono negative per i paesi emergenti. A nostro avviso, invece, la politica monetaria è favorevole per le azioni su scala globale. Inoltre, dopo la recente ondata di vendite i multipli di mercato sono migliorati, ma non c’è ancora un fattore in grado di catalizzare un rialzo dei listini. La situazione potrebbe migliorare sia grazie all’attività di selezione dei gestori alla ricerca di titoli svalutati, oppure attraverso una diminuzione della volatilità. La limitata liquidità in alcuni segmenti di mercato degli attivi rischiosi – in particolare in quello delle obbligazioni societarie – ci induce a ritenere che le azioni siano diventate un’importante strumento per ridurre il rischio di un portafoglio bilanciato. Per il momento, il nostro strumento di valutazione del rischio – sviluppato in proprio a partire da diversi indicatori del rischio di mercato – segnala un contesto caratterizzato dall’avversione al rischio per le azioni.
Nell’ambito del comparto azionario, preferiamo puntare sui titoli dei paesi emergenti che presentano multipli interessanti, attraverso una sovraesposizione verso i paesi asiatici rispetto all’indice complessivo degli altri mercati in via di sviluppo. A nostro avviso, infatti, l’Asia offre titoli sottovalutati di imprese di qualità. In materia di profitti, le società asiatiche tengono il passo di quelle dei paesi avanzati, mentre le politiche monetarie e fiscali sono più favorevoli in quest’area. In Europa privilegiamo le small-cap rispetto alle grandi imprese, poiché le piccole aziende paiono destinate a profittare in misura maggiore della crescita interna. Inoltre, nel comparto obbligazionario deteniamo una posizione sovrappesata nel segmento dei titoli societari europei high-yield.
Infine, abbiamo mantenuto delle posizioni neutre nel settore immobiliare e in quello delle materie prime.

POSIZIONI FLESSIBILI MULTI ASSTET – Nell’ambito della componente flessibile del portafoglio, deteniamo una posizione lunga sui titoli societari high-yield  USA rispetto ai CDS. Abbiamo adottato questa posizione ritenendo che il differenziale di spread e il rapporto fra gli spread tra questi due strumenti convergeranno. Deteniamo un sovrappeso nelle obbligazioni societarie del Giappone – che offrono prospettive favorevoli – e una posizione lunga in contratti swap sull’inflazione a 5 anni USA. Sui mercati valutari, deteniamo una posizione lunga sul peso messicano rispetto ad un paniere composto da sterlina britannica e won sudcoreano (50/50), una posizione lunga sul dollaro USA rispetto al franco svizzero, una posizione corta sull’euro rispetto al dollaro USA. Le posizioni valutarie in genere si basano sui rapporti di cambio e sulle prospettive della politica monetaria. A nostro parere, riteniamo che il peso messicano sia debole rispetto alla sterlina britannica, ma abbiamo aggiunto il won sudcoreano a questa operazione dopo le forti oscillazioni registrate negli ultimi tempi dalle valute dei mercati emergenti. Inoltre, secondo le nostre valutazioni il franco svizzero si attesta su livelli troppo elevati. La posizione short sull’euro rispetto al dollaro USA si basa sulle previsioni di un rialzo dei tassi della Federal Reserve in tempi brevi, mentre la BCE dovrebbe continuare ad acquistare attivi.

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