Emozioni e investimenti: I tre errori da evitare secondo Natixis

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Più di otto consulenti su dieci ritengono che prendere decisioni sull’onda emotiva sia il più grande errore che i risparmiatori possano effettuare. Vediamo quali sono e come evitarli.

di Redazione30 ottobre 2015 | 13:08

Il denaro e gli investimenti sono questioni molto legate alla sfera personale ed emotiva degli individui e delle loro famiglie, ed è noto come l’istinto e l’emotività possano portare a decisioni di investimento spesso irrazionali. Come dimostra la ricerca che abbiamo condotto recentemente sui professionisti della consulenza, più di otto consulenti su dieci ritengono che prendere decisioni sull’onda emotiva sia il più grande errore che i risparmiatori possano effettuare. Confusione, paura o impazienza sono tre emozioni che possono impedire agli investitori di fare scelte oggettive legate al loro denaro. Molti risparmiatori, infatti, davanti alla volatilità dei mercati, spesso rimuovono, preferiscono ignorare ciò che li può turbare. Altri possono essere tentati dal “fai da te”, dal seguire le mode del momento o dall’affidarsi ai consigli di amici, parenti e conoscenti. Molti sono invece focalizzati sul breve periodo, perdendo di vista gli obiettivi finanziari di lungo termine che si sono prefissati. Vediamo i tre errori.

1. Se non conosco, lo evito. Se non si è un esperto di finanza o un investitore abituale, il mondo degli investimenti e la gestione del denaro può essere difficile da capire. Per cominciare, c’è una vasta gamma di prodotti disponibili sul mercato, diverse asset class, una molteplicità di strategie e metodologie di investimento. La confusione e la paura sono spesso due lati della stessa medaglia. Quando non si comprende qualcosa o non si identificano le cause di un evento, panico e paura possono essere le reazioni immediate. Da qui la tentazione di uscire dai mercati in occasione di cali repentini o fasi di volatilità, o la tendenza di molti investitori a ignorare ciò che li può turbare, allontanando o posticipando il problema.

2. Meglio 100 giorni da pecora che…. Come le pecore si sentono più al sicuro seguendo il gruppo, così molti investitori provano un maggior senso di sicurezza investendo come amici, parenti e conoscenti investono le loro finanze. Questa tendenza a seguire il “gregge” può portare a una corsa verso determinate asset class, può creare delle bolle finanziarie e può portare gli investitori a entrare o uscire dai mercati con un timing non adeguato.

3. Tutto e subito! Un orizzonte troppo focalizzato sul breve periodo è tra gli errori più comuni commessi dai risparmiatori italiani. Secondo i promotori e consulenti finanziari intervistati, dopo l’emotività, l’orizzonte di breve termine e la mancanza di un chiaro piano finanziario sono i tre maggiori errori che gli italiani commettono in tema di investimenti. Il risparmiatore non solo è impaziente di ottenere risultati concreti e visibili dai propri investimenti, ma spesso tali aspettative sono irrealistiche o sproporzionate. In Italia gli investitori affermano di aver bisogno di rendimenti medi del 9,1% all’anno sopra l’inflazione, una cifra ben al di sopra dei rendimenti medi annuali dei mercati registrati negli ultimi cento anni.

MEGLIO IL LUNGO PERIODO
– In conclusione, dopo 15 anni di alti e bassi non è più sufficiente chiedere ai risparmiatori di rimanere investiti sul lungo periodo. Gli individui devono assumere sempre più una prospettiva razionale agli investimenti che miri a raggiungere obiettivi ben definiti, piuttosto che rincorrere i mercati. La chiave per poter gestire meglio le trappole comportamentali sta nel fare un check periodico del proprio portafoglio per valutare insieme al proprio consulente eventuali aggiustamenti. Un controllo continuo e disciplinato degli investimenti scelti, unito a un approccio sistematico e razionale può aiutare a mantenere il livello di rischio del portafoglio in linea con il profilo dell’investitore, aiutandolo a rimanere coerente con il proprio piano finanziario e a raggiungere i propri obiettivi di lungo periodo. In tale contesto, i professionisti della consulenza rivestono un ruolo cruciale nel guidare gli investitori attraverso le complessità dei mercati e nell’aiutarli verso una chiara pianificazione finanziaria. I promotori, consulenti finanziari e private banker devono aiutare sempre più i clienti ad affrontare e gestire le loro emozioni, cercando di educarli alle fluttuazioni dei mercati e aiutandoli ad evitare le trappole comportamentali.

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