Fondi pensione: più competenze finanziarie per nuovi investimenti

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Ecco cosa emerge dallo studio Bocconi realizzato in collaborazione con Generali Investments sulla previdenza complementare in Italia

di Redazione30 ottobre 2015 | 13:36

PREVIDENZA COMPLEMENTAREGenerali Investments, società di asset management del Gruppo Generali con oltre 370 miliardi di euro di attivi in gestione, ha organizzato a Roma il convegno “Orizzonti della Previdenza”, in occasione del quale è stato presentato lo studio “Documento sulla Politica degli Investimenti e Gestione Finanziaria delle forme pensionistiche complementari: modelli esistenti e prospettive” realizzato dal centro Baffi Carefin dell’Università Bocconi di Milano (Centro per la ricerca applicata su mercati internazionali, settore bancario e finanziario e regolamentazione).

CONFRONTI E PARTNERSHIP Santo Borsellino, ceo di Generali Investments, ha dichiarato: “Al centro della gran parte delle attività di Generali Investments vi sono i nostri clienti istituzionali, principalmente fondi pensione. L’evento che abbiamo organizzato dimostra l’impegno di Generali Investments a seguire l’evoluzione del settore della previdenza complementare per essere in grado di fornire il miglior supporto possibile agli attori che vi operano e a creare occasioni di incontro tra le varie forme di previdenza complementare stimolando confronti e partnership di lungo termine. Siamo orgogliosi di aver lavorato a questo scopo con la più prestigiosa e autorevole università italiana nel campo dell’economia e del business”.

FONDI PENSIONE Sergio Paci, docente dell’Università Bocconi e co-autore dello studio, ha aggiunto: “Lo studio è volto ad analizzare come i fondi pensione negoziali italiani reagiscano alle recenti novità regolamentari. Da questo importante lavoro emerge come, di fronte alla possibilità di allargare l’universo di investimento e gli approcci di gestione, i fondi necessitino di sempre maggiori competenze finanziarie. La maggiore attenzione all’aspetto qualitativo dell’investimento richiede infatti che gli operatori del settore si dotino di risorse e competenze più sofisticate di prima, anche facendo affidamento ai migliori partner esterni.”

LE NOVITA’ – Lo studio si concentra principalmente sulle due novità rivolte ai fondi pensione negoziali italiani che hanno maggiore impatto sul settore: il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 166 del 2014 e il documento sulle politiche di investimento emanato con deliberazione COVIP (la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) del 2012. In particolare, il D.M. 166/2014 ha semplificato le restrizioni quantitative agli investimenti – concedendo ai fondi una più ampia copertura dei mercati internazionali e una maggiore flessibilità di gestione – e spostato l’attenzione sul modello organizzativo di gestione e controllo del rischio. Il documento sulle politiche di investimento, d’altra parte, ha fornito uno standard unico per l’informativa inerente l’approccio agli investimenti dei fondi. Lo studio ha valutato la qualità dell’informativa prodotta da un campione di quasi 20 fondi in relazione ad alcuni parametri tra cui la complessità del fondo e le caratteristiche demografiche dei suoi iscritti.

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